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DAL DECAMERONEdi Giovanni BoccaccioStoria n 2 Settima
giornata
Peronella mette un suo amante in un doglio tornando il marito a casa; il quale avendo il marito venduto, ella dice che venduto l’ha a uno che dentro v’è a vedere se saldo gli pare: il quale, saltatone fuori, il fa radere al marito e poi portarsenelo a casa sua. Filostrato
(a cura di Romano Valli) Dolcissime donne sono talmente tante le volte che gli
uomini e i mariti per primi, ve la fanno dietro le spalle, che se una volta
capita ad una donna di farla in barba al marito dovreste gongolare al pensiero
di quel che è fatto è reso, e dovreste gridarlo ai quattro venti per far capire
che “cà nisciuno è fesso.” Sentite cosa è riuscita a combinare al marito una
ragazza costretta a sfoggiare una gran prontezza di riflessi per salvarsi la
pelle. A Napoli un sottoproletario prese per moglie una guagliona fresca e
bella di nome Peronella. Lui si guadagnava la giornata facendo il
muratore e lei racimolava qualche soldo facendo la filatrice in nero, e così
campavano alla bella e meglio. Un giorno un bellimbusto di professione che
girava da quelle parti, vide Peronella e se ne invaghì, non si dette
pace finché tenta e ritenta, riuscì ad entrarle in simpatia. Combinarono un
piano per potersi vedere in tranquillità. Il marito si alzava presto tutte le
mattine per andare a lavorare o a cercare un’occupazione, il giovane non doveva
fare altro che aspettare che il marito uscisse da casa, e infilarsi al posto
suo. Così fecero parecchie volte. Ma una delle mattine che Giannello Scrignario
(così si chiamava il bello) si era infilato in casa dopo che il marito era
uscito e stava felicemente facendo le sue cosette, il marito che in tutta la
mattina era riuscito a non trovare niente da fare, rientrò a casa, trovò chiusa
a chiave la porta, bussò e mentre aspettava che Peronella aprisse, pensava: “Ma
guarda che brava moglie seria e fedele, sono appena uscito e lei ha già chiuso
la porta a chiave per non fare entrare nessuno.” Peronella
intanto aveva riconosciuto il modo di bussare del marito e disse: ” Giannè,
io qua mi vedo morta! Quel fetecchione di mio marito è tornato presto e non so
proprio a che fare, perché non è mai tornato a quest’ora, se ci trova insieme è
capace di ammazzarci entrambi, tu salta dentro a questa giara e non far rumore,
io vado ad aprire e vedo se lo posso rispedire di nuovo. Giannello
si nascose dentro la giara nell’attesa degli eventi. Peronella andò alla
porta aprì al marito, gli buttò un’occhiata furibonda e disse: ” Cos’è
questa novità, come mai sei tornato così presto? Se ho ben capito oggi vuoi
fare festa, ma se tu non lavori come facciamo a campare? Io mi sacrifico giorno
e notte su questa sedia a filare, mi sono consumate le dita e gli occhi per
racimolare qualche soldo per pagare l’olio della lucerna, e tu invece di andare
a guadagnare la giornata, torni a casa con le mani in mano.” Detto
questo cominciò a fare scena piangendo e, continuando rivolta al marito: ”
Ha povera disgraziata, povera sfortunata! Avrei potuto aspirare ad un buon
partito, invece non l’ho voluto e perché? Per questo qua che non pensa a
quel gioiello che si è portato in casa.” Allora il marito le disse: ”Non
ti rattristare, lo so bene che brava donna sei, stamane sono uscito per andare
a lavorare, ma non sapevo che era la festa del patrono, quindi non si lavora e
sono tornato a casa, però non ho perduto tempo ho trovato il modo di fare un
buon guadagno, ho venduto a questo signore che è qui con me, quella giara
che non sapevamo dove mettere. Mi offre cinque angioini gigliati!” Peronella
si sentì perduta, ma con i riflessi e la prontezza occorrente a salvarsi la
pelle disse: ” Ma bravo, tu che sei uomo vai in giro per Napoli a vendere la
nostra giara a cinque angioini, mentre io che sono femmina stò sempre chiusa in
casa sacrificata, l’ho, promessa ad un brav’uomo per sette angioini giusto per
non trovarmi sempre quel coso in mezzo ai piedi. Quando hai bussato
quello era appena entrato dentro la giara per vedere se tiene.“ A questa
notizia il marito più che contento disse all’uomo che lo seguiva che se ne
sarebbe potuto andare, perché l’affare non si faceva più. Giannello che
stava con le orecchie tese per sapere che vento tirasse, saltò fuori della
giara come un grillo e, come se non sapesse che il marito era tornato, cominciò
a chiamare” Dove siete gentile signora?” Il marito che stava salendo le
scale, disse: ” Sono qua io dite pure a me” E Giannello che faceva finta
di non conoscere il marito, disse:” Io voglio parlare con la signora
che mi voleva vendere la giara” E il brav’uomo“ Dite a me, sono il
marito.” Allora Giannello disse:” La giara mi sembra che
tenga, ma è talmente sporca che in queste condizioni io non la compro, che
schifezza ci tenevate dentro per ridurla così.” Peronella si affrettò a dire: “
Non manderemo a monte l’affare per un pò di sporco, adesso mio marito ve
la ripulirà e tornerà come nuova.” “Subito” fece il marito, si levò il
giubbotto, prese un raschietto e una lampada ed entrò dentro la giara. Peronella
facendo finta di interessarsi al lavoro del marito, si curvò sopra la bocca
della giara, che non era molto larga, infilò dentro tutto il braccio fino alla
spalla e cominciò a dire: “ Raschia qui, ancora qua e poi ancora là
“ e da buona direttrice dei lavori: “ Stai attento che hai lasciato un poco
di sporco in questo punto.” E mentre lei stava in questa posizione a
dirigere il lavoro del marito, Giannello, che quella mattina era stato
interrotto prima di levarsi la voglia fino in fondo, pensò di integrare quello
che aveva perso. Si avvicinò a Peronella mezza stesa sulla bocca della
giara e, impuntandosi, dette briglia ai suoi sfrenati desideri, nella stessa
maniera in cui gli stalloni selvaggi montano le focose cavalle, durante il
periodo degli amori. L’attimo stesso che finì lui, nella giara non rimase più
niente da raschiare, il giovane si staccò da Peronella, la donna levò la
testa dalla giara e il marito uscì fuori tutto soddisfatto per il lavoro
perfettamente riuscito.” Prendi questa lampada, buonuomo “ disse Peronella a
Giannello “ e guarda se ti sembra pulita abbastanza.“ Giannello
ispezionò bene l’interno della giara, si dichiarò soddisfatto, pagò i sette
angioini e se la portò a casa. Così finì questa storia, ancora una volta con
l’ingegno di chi si trova con le spalle al muro e riesce a salvarsi (quasi)
sempre in corner. |
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