Quest'anno la Firenze Marathon ha visto la partecipazione in massa dei nostri podisti. ![]() Andrea Contini ci ha mandato questa breve ma significativa riflessione, indirizzandola a tutti quelli che hanno fatto una bella prestazione, migliorato il personale, ecc.. cari campioni.... SUNDAY, NOVEMBER 2 ING Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon.... Leggi tutto di FRANCO TIBERIO ![]() Non siamo e non diventeremo tutti campioni. Nello sport, come nella vita a volte serve rallentare, riflettere. proviamo a fare un .... ELOGIO DELLA LENTEZZA ![]() ..... I NOSTRI LINK Come scegliere le scarpe per una maratona Corsa: ecco i limiti dell’uomo
IL VALORE DELLE "PICCOLE COSE" “Spesso ruba la gente
perchè non ha niente Così crede la gente d’esser nullatenente Ma se ciò che hai fosse quello che ti resta da un naufragio sopra un isola deserta grideresti di gioia d’avere una coperta da mettere addosso ed un bottone d’osso, un berrettino rosso una cannuccia, un temperino nelle tue mani... Avresti un piffero dai suoni strani per fare il verso ai gabbiani Sapessi che bellezza Sapessi che ricchezza Sapessi che allegria ..." (da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70) |
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Andrea Contini
ha scritto agli amici dell'Ausonia queste righe dopo la conclusione
della Firenze Marathon del 30 novembre scorso. E' una riflessione a
caldo, sincera e appassionata, che abbiamo pubblicata nel numero di
dicembre del nostro giornalino. La proponiamo anche ai visitatori del
nostro sito.
Andrea, quello al vertice! Cari campioni, mi rimane
difficile esprimere le mie sensazioni ed infatti davvero non lo faccio
mai ma questa volta, a quasi 50 anni, per la mia prima maratona con
l'intento di terminarla, senza allenamento, con nelle gambe le
sole corse domenicali devo dire che ho provato qualcosa di
veramente speciale. A parte le visioni fantozziane che si stavano
avventando nella mia mente, ad un certo punto della gara (più o
meno ai fatidici 30/32 km.) ho creduto di aver perso le gambe
perché davvero non le sentivo più ed allora mi son
chiesto quanto ero coglione per aver cercato di vincere
questa piccola sfida con me stesso in
maniera superficiale e senza averla valutata con un po' di
cervello: in quel frangente mi trovavo alle Cascine dove mi
era preso un notevole "sconforto depressivo", però ho
deciso di continuare, cambiando la mia corsa con una
camminata veloce, con dolori vari (prima ai menischi, poi ai
polpacci e poi ad altri legamenti non bene identificati) fino ad
arrivare di nuovo al Ponte alla Vittoria: dopo sono
ripartito piano-piano e con l'aiuto di un po' della mia
cara musica in cuffia sono riuscito a vincere questa piccola
sfida del cazzo con me stesso che mi trascinavo da quasi 35 anni. All'arrivo il cronometro segnava un tempo
intergalattico di 5 ore e 21 minuti ma a me davvero non è
importato nulla, ho provato a trattenermi ma è stato più forte di me ed ho
pianto come un deficiente...
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