Quest'anno  la Firenze Marathon ha visto la partecipazione in massa dei nostri podisti.



Andrea Contini ci ha mandato questa breve ma significativa riflessione, indirizzandola a tutti quelli che hanno fatto una bella prestazione, migliorato il personale, ecc..

cari campioni....



SUNDAY, NOVEMBER 2, 2008

ING NEW YORK CITY MARATHON

Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon....

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di  FRANCO TIBERIO




Non siamo e non diventeremo tutti campioni. Nello sport, come nella vita a volte serve rallentare, riflettere. proviamo a fare un ....

ELOGIO DELLA LENTEZZA


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Tecniche di corsa


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Corsa: ecco i limiti dell’uomo



Corsa: i dolori addominali




IL VALORE DELLE "PICCOLE COSE"

Spesso ruba la gente
perchè non ha niente
Così crede la gente
d’esser nullatenente
Ma se ciò che hai
fosse quello che ti resta
 da un naufragio
sopra un isola deserta

grideresti di gioia
d’avere una coperta
da mettere addosso

ed un bottone d’osso,
 un berrettino rosso

una cannuccia,
un temperino

nelle tue mani...

Avresti un piffero
dai suoni strani

per fare il verso
ai gabbiani

Sapessi che bellezza
Sapessi che ricchezza
Sapessi che allegria ..."

(da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70)




























SUNDAY, NOVEMBER 2, 2008

ING NEW YORK CITY MARATHON

Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon.

No, non ci posso ancora credere:  sto per iniziare la mia maratona di New York. Accidenti ! Ma in quanti siamo a partire… Siamo una marea di atleti, provenienti da tutte le parti del mondo, circa 50 mila. Dopo aver aspettato tre ore al freddo , adesso in mezzo a tutta questa gente si sta meglio e mi sfilo la tuta di dosso. Sono agitato,  non vedo l’ora di partire per scaricare tutta la tensione che ho accumulato. Ho con me la macchina fotografica e inizio a fare foto. Le farò anche durante il percorso, perché voglio ricordarmi di questo avvenimento. In griglia con me, meno male, c’è Giuseppe, anche lui concentratissimo e felicissimo di iniziare questa avventura. Peccato che Giancarlo è nella griglia con i pettorali blu. Mi mancano le sue battute. Mancano  5 minuti al via, alle 9,40. Mentre saltello per riscaldarmi alla meglio con l’orecchio cerco di non perdermi il colpo di cannone. Finalmente dopo l’inno nazionale, eccolo. Mentre senti il cuore in gola, ti lasci trascinare dal serpentone di podisti e inizi la tua corsa.  Sono in mezzo al ponte di Verrazzano e qui mi fermo perche voglio fotografare in lontananza i grattacieli di Manhattan: che panorama fantastico!  Incredibile, non riesco a tenere la macchina fotografica ferma, il ponte oscilla sotto i passi dei corridori.  E’ una giornata bellissima, serena e con poca umidità,anche se un po’ fredda, ideale per correre. Però non capisco,  mi sento le gambe legnose e allora mi viene da pensare:  ma dove vado in queste condizioni, già è tanto se arrivo in fondo! Meno male che dopo un po’, forse a caldo, mi sento meglio e comincio ad andare bene. Attraversiamo per primo il quartiere di Brooklyn. Mamma mia quanta gente. Noi in tanti a correre, loro ancora di più a vederci.

Uno spettacolo nello spettacolo. Tutti a incoraggiarti, ad applaudirti, a cantare, a suonare. Chi con le bandiere  del proprio paese, chi mascherato con i costumi della propria Nazione. Una folla chiassosa e colorata, mentre corri cerchi di guardare  e fotografare tutto con la mente,  in modo da non perderti nulla e ricordare tutto questo nel tempo. Bellissima Brooklyn, ma ancora di più la sua gente. Ho fatto stampare il mio nome dietro la maglietta e non so quante volte ho sentito mentre correvo “ go go Franco…  good job, viva Italia”, in questo giorno ti fanno sentire importante, il protagonista  della loro città. Che popolo fantastico, eccoci al quartiere di Queens, stessa accoglienza. In lontananza intravedo il fatidico  “Queensboro  Bridge”   tappa  cruciale del nostro percorso per la sua salita di quasi un chilometro. Il ponte ci accoglie nel suo silenzio,perche qui non c’è gente, ma solo  atleti che corrono, concentrati sulla salita. Finalmente ecco la discesa e via di corsa ci tuffiamo nel quartiere di Manhattan. Qui un boato rompe il silenzio e ci accoglie un tifo da stadio. Ancora più gente, ancora più casino. Mentre vediamo i primi grattacieli, svoltiamo sulla First Avenue. E’ lunga circa quattro miglia, ondulata. Iniziamo ad andare su e giù per salite e discese. Alla fine di ogni salita, pensi: “ E’ l’ultima… no, ancora no ! Non vedo ancora la fine”. La fatica comincia a farsi sentire e i chilometri diventano sempre più lunghi. Cerco di tenere occupata la mente pensando ad altro.  Al 25° miglio troverò Paola e vederla sicuramente mi  darà la carica per affrontare l’ultimo pezzo fino all’arrivo. Attraversiamo  il quartiere del Bronx e poi Harlem e infiliamo la Fifth Avenue direzione Central Park. La strada incomincia a salire leggermente e si fa sentire sulle gambe. Adesso anche se le migliaia di persone ti incitano e ti gridano di non mollare, non riesci più a sentirle. Stai cercando le ultime energie dentro te stesso per non cedere proprio ora a poche miglia dalla fine. Finalmente entriamo a Central Park: per me è un sollievo. Qui siamo venuti a correre anche la mattina prima, provando le ultime due miglia. Questo è un parco meraviglioso, dove tutti i podisti sperano di poter correre almeno una volta nella vita. Do uno sguardo al cronometro e mi faccio due conti: posso battere il mio personale anche se di poco. E allora… soffrire ancora e accelerare il passo. Non mi scorderò mai gli ultimi duecento metri.  Vedendo il traguardo mi domando; è un sogno o realtà ? Con lo sguardo fisso sul cronometro sopra l’arco dell’arrivo, che scandisce il tempo secondo su secondo, taglio il traguardo e grido:” Ho fatto la maratona di New York !!!!!!”.  Record personale. Un ragazzo dei volontari mi mette la medaglia al collo ed  esclama:  “Congratulations!”  E poi congratulations  da chi mi dà il telo termico, congratulations da chi mi dà il pacco gara… Congratulations da tutti: per loro siamo campioni!.  Tanta gioia, tanta soddisfazione dopo mesi di duro allenamento, tutto ripagato in un attimo, solo chi ha fatto una maratona sa di cosa sto parlando, ho provato a raccontare la mia corsa e le mie emozioni, ma so che è quasi impossibile descrivere la bellezza e il fascino di questa maratona.

Per capire veramente cos’è la maratona di New York, va corsa.

 Franco Tiberio

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