Quest'anno  la Firenze Marathon ha visto la partecipazione in massa dei nostri podisti.



Andrea Contini ci ha mandato questa breve ma significativa riflessione, indirizzandola a tutti quelli che hanno fatto una bella prestazione, migliorato il personale, ecc..

cari campioni....



SUNDAY, NOVEMBER 2, 2008

ING NEW YORK CITY MARATHON

Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon....

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di  FRANCO TIBERIO




Non siamo e non diventeremo tutti campioni. Nello sport, come nella vita a volte serve rallentare, riflettere. proviamo a fare un ....

ELOGIO DELLA LENTEZZA


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IL VALORE DELLE "PICCOLE COSE"

Spesso ruba la gente
perchè non ha niente
Così crede la gente
d’esser nullatenente
Ma se ciò che hai
fosse quello che ti resta
 da un naufragio
sopra un isola deserta

grideresti di gioia
d’avere una coperta
da mettere addosso

ed un bottone d’osso,
 un berrettino rosso

una cannuccia,
un temperino

nelle tue mani...

Avresti un piffero
dai suoni strani

per fare il verso
ai gabbiani

Sapessi che bellezza
Sapessi che ricchezza
Sapessi che allegria ..."

(da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70)




























ELOGIO DELLA LENTEZZA

 

Dopo aver letto la sincera riflessione dell’amico Andrea Contini sulla sua partecipazione alla maratona di Firenze  mi sono inevitabilmente soffermato anch’io a riflettere sopra le sensazioni che prova uno che tenta la maratona la prima volta, conoscendo i propri limiti e accettandoli. Parlare della lentezza sul giornalino di una società podistica può sembrare paradossale, e magari procurarmi le proteste degli amici che vogliono correre sempre più veloci. Era da tempo che volevo scrivere di queste cose, sulla scia di una tendenza culturale che in questi anni viene proposta. Ci sono stati libri di successo che hanno fatto l’elogio della lentezza, intellettuali di grido ne hanno parlato ma, come  quasi sempre quando ascoltiamo consigli su come vivere, “chi fa la predica razzola male” e tutto si riduce a fenomeno di moda. E’ chiaro che la lentezza di cui parliamo non  è riferita (soprattutto) a come ci muoviamo, ma a come ci poniamo di fronte alla vita, al nostro atteggiamento verso gli altri, l’ambiente,  in poche parole al nostro stile di vita. Detta così anche questa può sembrare  una “predica”, ma se riuscissimo ad avere questo atteggiamento più spesso apprezzeremmo di più persone come Andrea Contini che termina la sua prima maratona in quasi sei ore ed è contento. Forse se in futuro riuscirà a migliorarsi di qualche minuto non si sentirà sulla strada di diventare un campione, la sua vita non cambierà ma continuerà a correre (piano).

 

LA TARTARUGA: SIMBOLO DELLA LENTEZZA, LONGEVITA’, STABILITA’

 
E’ un simbolo universale della lentezza, presente in tutte le tradizioni popolari. Ma a ben guardare non è un simbolo negativo perché viene associato alla “lentezza riflessiva”, non la pigrizia oppure l’accidia, ma simbolo di discernimento e concentrazione. Ricordate la favola della lepre e della tartaruga di Esopo? La lepre, in gara con la tartaruga, acquista subito un tale vantaggio da decidere di fare un riposino …ebbene la tartaruga la supererà e al suo risveglio le dirà: l’importante non è correre ma arrivare in tempo. E che dire del paradosso di Zenone e del mitico Achille piè veloce che mai raggiungerà la tartaruga? La tartaruga diventa molto vecchia e sembra anche rugosa, tanto vecchia da rappresentare quasi l’immortalità, ma è proprio la sua longevità che la rende saggia ed esperta: viene da lontano e va lontano. La stabilità: in Cina i pilastri che sostenevano la volta celeste nelle iconografie erano fissati su tartarughe. Secondo un’altra leggenda cinese la Terra poggia su quattro tartarughe. Il mondo stesso, secondo una leggenda indiana, poggia su una tartaruga. Quel guscio durissimo in cui l’animale si ritrae quando avverte un  pericolo è simbolo di stabilità e sicurezza.

 

PIU’ LENTEZZA, PIU’ RIFLESSIONE

 Vivere con un po’ di lentezza può voler dire essere meno “consumatori  spensierati” e più “cittadini consapevoli”. Scrivo queste righe il giorno 8 dicembre, un lunedì festivo. Oggi i supermercati sono aperti come ieri, domenica, e mi dicono che sono strapieni! Ma è veramente necessario? E’ bella e semplice la teoria per cui consumando di più tutti potremo stare meglio, ma qui, oltre i problemi di giustizia c’è il grande problema che in questi conti non entra l’ambiente, da dove prendiamo ciò che consumiamo e dove ritorna inevitabilmente tutto, per questo se quando compriamo  siamo un po’ più consapevoli delle conseguenze del nostro gesto, forse riporremo qualcosa  negli scaffali del supermercato!

Piero Graziani

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18 dicembre 2008



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DUE SIMBOLI DELLA FIRENZE ANTICA




Immortalata anche da Domenico Modugno nella canzone “Vecchio Frac” ...
Nel linguaggio dei fiori simboleggia la simpatia e la fugacità della bellezza.

La Gardenia





  Nelle fredde giornate d'inverno proviamo a scaldarci "virtualmente" parlando del nostro astro amico:
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