Quest'anno  la Firenze Marathon ha visto la partecipazione in massa dei nostri podisti.



Andrea Contini ci ha mandato questa breve ma significativa riflessione, indirizzandola a tutti quelli che hanno fatto una bella prestazione, migliorato il personale, ecc..

cari campioni....



SUNDAY, NOVEMBER 2, 2008

ING NEW YORK CITY MARATHON

Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon....

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di  FRANCO TIBERIO




Non siamo e non diventeremo tutti campioni. Nello sport, come nella vita a volte serve rallentare, riflettere. proviamo a fare un ....

ELOGIO DELLA LENTEZZA


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Tecniche di corsa


Come scegliere le scarpe per una maratona



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Corsa: i dolori addominali




IL VALORE DELLE "PICCOLE COSE"

Spesso ruba la gente
perchè non ha niente
Così crede la gente
d’esser nullatenente
Ma se ciò che hai
fosse quello che ti resta
 da un naufragio
sopra un isola deserta

grideresti di gioia
d’avere una coperta
da mettere addosso

ed un bottone d’osso,
 un berrettino rosso

una cannuccia,
un temperino

nelle tue mani...

Avresti un piffero
dai suoni strani

per fare il verso
ai gabbiani

Sapessi che bellezza
Sapessi che ricchezza
Sapessi che allegria ..."

(da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70)




























DUE SIMBOLI DELLA FIRENZE ANTICA

                         

La Martinella: questa campana in età comunale suonava soltanto in tempo di guerra e perciò era detta anche Bellifera. La Martinella era custodita all’interno della chiesa di Santa Maria sopra Porta in Mercato Nuovo e solo quando si dichiarava un’ostilità veniva appesa all’arco della chiesa stessa, dove suonava continuamente per un mese. In battaglia, la Martinella (che aveva il compito di incitare i soldati) veniva posta su un piccolo carro che seguiva il carroccio o sul carroccio stesso, grande carro dipinto di minio trainato da un paio di buoi. La campana andò perduta nella battaglia di Montaperti del 1260, Dante scrive che l’acqua dell’Arbia fu “colorata in rosso” per il tanto sangue fiorentino versato. Il Carroccio: sul Carroccio oltre alla Martinella svettava al centro il vessillo comunale e sul ripiano era allestito un altare dove, anche in combattimento, si celebravano messe e funzioni liturgiche. Quando il Carroccio era perduto, la guerra finiva ed il nemico se ne impossessava in segno dispregiativo, considerandolo il più solenne trofeo di conquista. Durante la pace era uso che cavallerescamente il Carroccio fosse restituito. Questo non avvenne dopo la battaglia di Montaperti, Siena non lo restituì mai più. A proposito del Carroccio in quei tempi si usava consegnare uno stemma di benemerenza con il simbolo di questo carro, ad una famiglia che si era distinta in favore della città, i meritori di questa benemerenza furono i membri della famiglia Grulli che tanto avevano fatto per Firenze da ridursi in rovina: da questa circostanza è derivato il significato che sì da a Firenze al termine “grullo” quale sinonimo di ingenuo, sciocco, stupido.
 Romano Valli 

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A CENA CON L'AUSONIA



Salone Rinascita

Sesto Fiorentino
18 dicembre 2008



TELETHON 2008
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  sul blog di Denise Quinteri



In questi momenti di crisi si riscropono antiche speranza per diventare ricchi....
Corsa all'oro in Toscana





DAL DECAMERONE di Giovanni Boccaccio



Nastagio degli Onesti
a cura di Romano Valli





DUE SIMBOLI DELLA FIRENZE ANTICA




Immortalata anche da Domenico Modugno nella canzone “Vecchio Frac” ...
Nel linguaggio dei fiori simboleggia la simpatia e la fugacità della bellezza.

La Gardenia





  Nelle fredde giornate d'inverno proviamo a scaldarci "virtualmente" parlando del nostro astro amico:
il sole