Quest'anno  la Firenze Marathon ha visto la partecipazione in massa dei nostri podisti.



Andrea Contini ci ha mandato questa breve ma significativa riflessione, indirizzandola a tutti quelli che hanno fatto una bella prestazione, migliorato il personale, ecc..

cari campioni....



SUNDAY, NOVEMBER 2, 2008

ING NEW YORK CITY MARATHON

Sono dentro la griglia, sto aspettando lo sparo del cannone che dà il via alla 39° Ing New York City Marathon....

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di  FRANCO TIBERIO




Non siamo e non diventeremo tutti campioni. Nello sport, come nella vita a volte serve rallentare, riflettere. proviamo a fare un ....

ELOGIO DELLA LENTEZZA


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Tecniche di corsa


Come scegliere le scarpe per una maratona



Corsa: ecco i limiti dell’uomo



Corsa: i dolori addominali




IL VALORE DELLE "PICCOLE COSE"

Spesso ruba la gente
perchè non ha niente
Così crede la gente
d’esser nullatenente
Ma se ciò che hai
fosse quello che ti resta
 da un naufragio
sopra un isola deserta

grideresti di gioia
d’avere una coperta
da mettere addosso

ed un bottone d’osso,
 un berrettino rosso

una cannuccia,
un temperino

nelle tue mani...

Avresti un piffero
dai suoni strani

per fare il verso
ai gabbiani

Sapessi che bellezza
Sapessi che ricchezza
Sapessi che allegria ..."

(da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70)




























DAL DECAMERONE di Giovanni Boccaccio   


Storia n. 8       Quinta giornata


Nastagio degli Onesti, amando una de’ Traversari, spende le sue ricchezze senza essere amato; vassene, pregato da’ suoi, a Chiassi;quivi vede cacciare ad un cavaliere una giovane ed ucciderla, e divorarla da due cani;invita i parenti suoi e quella donna amata da lui ad un desinare, la quale vede questa medesima giovane sbranare, e temendo di un simile avvenimento prende per marito Nastagio.

Filomena                                                                                                                              
(a cura di Romano Valli)

In Ravenna, antichissima città di Romagna, ci furono molti nobili e ricchi uomini, tra i quali un giovane chiamato Nastagio degli Onesti, diventato ricchissimo oltre misura per la morte del padre e di suo zio. Come normalmente avviene tra i giovani Nastagio s’innamorò di una ragazza figlia di messer Paolo Traversari, giovane molto più nobile di lui, altera e sdegnosa, forse per la sua singolare bellezza o per la sua nobiltà. Nastagio si adoperava in tutti i modi per persuadere la ragazza ad amarlo, ma opere, quantunque, belle e lodevoli non giovarono, anzi pareva che peggiorassero i rapporti, tanto cruda e selvatica gli si mostrava la giovinetta amata. Questa cosa a Nastagio era tanto gravosa da sopportare, che più volte per il dolore gli venne il desiderio di uccidersi, ma poi aveva scacciato questa tentazione imponendosi di fare il possibile per togliersela dalla mente. Il giovane continuava ad amarla e a spendere grosse cifre per lei, i suoi amici e parenti cominciarono a temere per la sua salute e per il suo patrimonio, quindi consigliarono al giovane di lasciare Ravenna per qualche tempo in modo di far calare l’amore e le spese. A furia di insistere riuscirono a metterlo alle strette, montò a cavallo e lasciò Ravenna seguito dal suo stuolo d’amici e parenti che lo accompagnarono fino a Classe, un luogo ad un paio di chilometri dalla città. Qui fatte piantare le tende e padiglioni, disse ai suoi accompagnatori di tornarsene a Ravenna che adesso voleva starsene solo in santa pace. Posta qui la sua residenza, Nastagio cominciò a spassarsela organizzando cene, banchetti e invitando cani e porci ad ogni festa. Un bel giorno era un venerdì ritornatagli a mente la sua lancinante fissazione amorosa, ordinò a tutti i suoi servi di lasciarlo solo per pensare e concentrarsi a suo piacere, passo dopo passo si spinse soprappensiero fino alla pineta. Verso mezzogiorno, inoltratosi tra il fogliame, all’improvviso gli sembrò di sentire una voce di donna che urlava e piangeva, distolto dunque dai suoi pensieri amorosi, vide sbucare da una macchia di cespugli una bellissima ragazza nuda, scarmigliata e tutta graffiata dai rami e dalle spine, che correva invocando aiuto nella sua direzione, con due cani mastini feroci che appena la raggiungevano le affondavano uno per parte le fauci, e dietro di lei venire su un cavallo nero un cavaliere con un pugnale in mano e i lineamenti stravolti dalla rabbia, che le lanciava addosso minacce di morte e insulti spaventosi. Il giovane terrorizzato pensò di correre in aiuto della ragazza, ma non avendo armi staccò un ramo da un albero e si precipitò contro i cani e il cavaliere. Ma il cavaliere gli gridò da lontano: ” Impicciati degli affari tuoi Nastagio, e lascia fare a me e ai miei cani quello che questa maledetta carogna si è meritata.” “ Non so come fai a sapere il mio nome” disse Nastagio, “ma sappi che non me ne starò qui a guardare con le braccia conserte.” ”Nastagio” disse il cavaliere “sono anch’io della tua città, tu eri ancora in fasce quando io m’innamorai perdutamente di questa donna, il suo sprezzante menefreghismo mi portò al punto che mi uccisi con il pugnale che mi vedi in mano, firmando la mia condanna alle pene eterne dell’inferno. Non passò molto tempo che anche lei tutta raggiante per la mia morte, mancò e fu condannata per sempre alla tortura dell’inferno. Appena è venuto giù il verdetto sceso dall’Alto: lei deve fuggire e io che l’ho amata, devo inseguirla. Ogni volta che la raggiungo le do tante pugnalate, la uccido e la apro per la schiena poi le strappo quel cuore di ghiaccio che non ha mai avuto amore e pietà, infine lo getto in pasto a questi cani, ogni venerdì la catturo come mi vedrai fare fra un attimo. Non faccio in tempo ad ucciderla che per volontà Divina, come se niente fosse si rialza e riprende a fuggire disperata, inseguita da me e dai cani. E adesso lasciami fare e non opporti a qualcosa che non potresti comunque contrastare.” A queste parole Nastagio che non aveva un pelo che non gli si fosse drizzato, vide il cavaliere che si scagliava contro la ragazza, mentre i due mastini con le loro mascelle la costringevano in ginocchio, lui indifferente alle sue suppliche le affondò il pugnale nel petto. Trafitta, cadde a bocconi piangendo e gridando, poi il cavaliere la squartò all’altezza delle reni, le strappò il cuore e lo buttò ai mastini che lo divorarono in un istante. Non era passato un secondo che la ragazza all’improvviso, saltò in piedi come se niente fosse e riprese a fuggire verso il mare. Il cavaliere rimontato a cavallo con i suoi cani riprese l’inseguimento, tutta questa visione si dileguò agli occhi di Nastagio. Il giovanotto rimase lì pensieroso per qualche tempo, finché non gli venne in mente che tutta quella scena poteva essergli utile, perciò fece un segno per terra e se ne ritornò dai servi, ai quali manifestò il desiderio di fare una festa il venerdì prossimo nel posto dove aveva assistito alla scena. Fra tutti gli invitati raccomandò che venisse il signor Paolo Traversari e sua figlia. Giunti al giorno fatidico assegnò i posti, fece in modo che la ragazza da lui amata fosse in prima fila di fronte alla scena che di lì a poco si sarebbe appalesata. Alla fine del banchetto i commensali cominciarono a sentire le urla della ragazza braccata dai mastini e dal cavaliere in quell’istante apparvero in scena la vittima, i cani e il cavaliere, che piombarono in mezzo alla folla degli invitati. Da tutte le parti si levarono minacce contro il cavaliere e i suoi cani, molti si fecero avanti per aiutare la ragazza ma lo sconosciuto ripeté lo stesso monologo fatto a Nastagio, facendoli ritornare al proprio posto. Quando calò il sipario sulla tremenda scena, gli invitati impressionati da quello che avevano visto si misero a commentare quello che avevano assistito. Chi rimase più di tutti impressionata fu la giovane amata da Nastagio, la quale consapevole di quello che aveva fatto passare al giovane con la sua intransigenza, tramutò l’odio in amore e mandò una sua serva a Nastagio per chiedergli di andare da lei la sera stessa, il giovane le rispose che ciò era possibile solo se successivamente si fosse passati dal prete. Così fu, la domenica seguente Nastagio la sposò e visse lietamente con lei per molto tempo.       

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A CENA CON L'AUSONIA



Salone Rinascita

Sesto Fiorentino
18 dicembre 2008



TELETHON 2008
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  sul blog di Denise Quinteri



In questi momenti di crisi si riscropono antiche speranza per diventare ricchi....
Corsa all'oro in Toscana





DAL DECAMERONE di Giovanni Boccaccio



Nastagio degli Onesti
a cura di Romano Valli





DUE SIMBOLI DELLA FIRENZE ANTICA




Immortalata anche da Domenico Modugno nella canzone “Vecchio Frac” ...
Nel linguaggio dei fiori simboleggia la simpatia e la fugacità della bellezza.

La Gardenia





  Nelle fredde giornate d'inverno proviamo a scaldarci "virtualmente" parlando del nostro astro amico:
il sole