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Ma non è proprio così, a respirare si impara....



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  POESIE
la pagina delle poesie del nostro giornalino



Rosalba De Filippis
Piero Ragionieri
Ema
Lola Marini
Sergio Bonamici


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LE NOSTRE POESIE




La ciliegia più rossa           

Dov’eri ?
Qui dentro lo so
perché il vento non fa del mistero
una foglia nel nulla
ma il ciliegio più vero.
Percorrendo i tuoi passi
che torno a portare all’approdo
io mi arrangio negli anni.
Volessi ascoltarmi!
La tua mano che sferra dolcezza.
io  cullo nel  braccio perdoni
(dov’eri?)
e nessuna carezza.
Tu padre potessi
nel palmo lasciarmi.
La ciliegia più rossa.

                                            Rosalba de Filippis



Rosalba de Filippis è nata a Macchiagodena, un piccolo paese del Molise, attualmente vive e insegna a Firenze. Ha pubblicato due raccolte poetiche: Sotto nevi di carta (Campanotto Editore, Pasian di Prato, 2007),con prefazione di Marco Marchi  e Il filo forte del liuto ( Campanotto ,2008), accompagnato da uno scritto critico di Franco Manescalchi. Si occupa a vario titolo di poesia da molti anni e attualmente collabora con l’associazione Novecento Poesia, fondata e diretta da Franco Manescalchi.






ETERNA PRIMAVERA

 Ecco è ora, sfiori l’acqua
che s’increspa si agita
in onde in vortici,
s’innalza si arriccia
turgida si espande.
Poi esplode spumeggi
in mille schizzi aerei,
                come un fiore che sboccia               
emana il suo profumo
la sua essenza vitale,
rugiada di piacere
che bagna, e disseta.
Disseta l’aria,
la terra, il mondo
desiderio d’amore
e di eterna giovinezza.
Il miracolo si è ripetuto
il seme della vita è spanto.

Ema





IL MIO PAESE

Vento gelido e sole rovente
dalle fessure del mio uscio
aromi di ogni stagione,
canti di povera gente.
Tetti logori e ridenti
secolari olivi grigioverdi.
E io che corro fra i cipressi
libero nell’inconscio
e schiavo del presente,
mentre sui muri le lucertole
mi guardano spaurite.


Sergio Bonamici




IL PONTILE

Un lungo pontile di legno
proteso nel mare dell’equatore
verso l’orizzonte rotondo
che sembra quasi toccare
come una speranza d’arrivo.

Ma in fondo bisogna fermarsi
e tutto sembra ancora lontano,
anche la riva lasciata indietro
simbolo di inutili distanze
che non sono mai decisive.

E intanto l’oceano si muove
nel flusso di correnti misteriose
verso sperdute isole silenti
come anime sole e rinchiuse
nella propria barriera di corallo.

Piero Ragionieri (1930-2005)






LA VECCHIA CASA


Così puro così placido
fu quel momento, quando guardavo
la vecchia casa
di pietra e di calce.
Imbrunita al tempo
corrosa dal vento
coperta dal muschio,
dove le Tarantole
avevano
ora la loro dimora,
così grande così bella
così buia così sola,
ora è suolo della desolazione.
Guardandola, ho visto un sogno
che non mi appartiene più.
Il tramonto si faceva avanti,
mentre mi allontanavo
si sentiva solo
un rumore leggero
dei miei passi.

Lola Marini



              



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