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Fitness: uno studio mette in dubbio i vantaggi di esercizi utilizzatissimi

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Sembra ovvio, respirare è un atto assolutamente naturale.
Ma non è proprio così, a respirare si impara....



Fatevi un bel respiro



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I 100 anni del giornalino di Gian Burrasca

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ATTIVITA' FISICA E SPORTIVA NELLA TERZA ETA'

 Nell'anno 2000 era previsto che sull'intero pianeta il numero delle persone con età superiore ai 60 anni di età doveva raggiungere e superare il miliardo. Siamo quindi di fronte ad un invecchiamento generale della popolazione, e questo certamente non ci potrà oggi, ed ancor di più nelle prossime generazioni, esimere dall'affrontare importanti problemi socio-culturali. La terza età, definita arbitrariamente come età del pensionamento, identificabile con lo scoccare dei 65 anni per la maggior parte dei lavoratori, arriva fino alla perdita della piena autonomia fisica ed intellettuale. Questo limite oggi tende ad abbassarsi a 60 anni, e nel mondo sportivo si è considerati veterani a partire da 35 anni, talora 45, a seconda delle discipline considerate. Allora la nozione di terza età è ancora da considerarsi in fase di definizione ed abbastanza elastica. Perché i medici sportivi pensano ad attività fisiche per la terza età? Innanzitutto per lottare contro l'invecchiamento e le armi migliori sono quelle dell'igiene corporea, psicologica e sociale …... in poche parole nella lotta contro l'isolamento. A chi si indirizzano attività di questo tipo? A due gruppi di persone: - gli sportivi anziani - i non sportivi che scoprono lo sport nell'età del pensionamento, e che rappresentano il gruppo più folto. Questa massa di soggetti anziani sedentari è un vero fenomeno sociale recente, e sembrerebbe dare una spiegazione del desiderio sportivo che nasce nella terza età per le attività fisiche. Invece che parlare di invecchiamento, bisogna parlare di invecchiamenti. Si tratta di un fatto fisiologico: " è l'insieme delle modificazioni anatomiche, fisiologiche e psicologiche legate all'azione del tempo sugli esseri viventi ". Si invecchierà in modo diverso a secondo del sesso, dell'ambiente, del clima, della situazione socio-professionale, dell'alimentazione, delle malattie di cui si è sofferto. Avviene a tre livelli: cellulare, tessutale, organico. Sul piano fisico, l'anziano assiste ad una diminuzione delle proprie capacità e delle proprie possibilità di adattamento. Il pensionamento rivela improvvisamente o accentua tutti quegli aspetti che sono progressivamente sopraggiunti nell'arco di tutta l'esistenza, e che fino allora erano stati compensati dal lavoro.

         

vignetta di Ivan Annibali   www.ivanannibali.it

Questa ritirata dal mondo del lavoro a favore dei giovani ed il declino delle capacità fisiche contribuiscono a svalutare la persona anziana ed emarginarla dalla società, da cui il fenomeno del disimpegno. D'altra parte il ritmo imposto per condurre una vita attiva lascia poco tempo libero. Da un giorno all'altro, questo tempo sarà libero 24 ore su 24, e sarà importante organizzarlo. E' per questo che è essenziale lottare contro questa forma di disimpegno e tramite la pratica di attività fisiche sportive riuscire a neutralizzare la posizione di marginalità nella società. Obiettivo generale è quindi far svolgere le attività fisiche e sportive nella terza età per lottare contro l'invecchiamento, per procurare divertimento, per facilitare l'indipendenza e l'autonomia dell'individuo. Attività fisiche e sportive da vivere più come relazioni effettive che come pratiche meccaniche.  Il corpo che non viene più abbandonato in una poltrona comincia ad esprimere dei bisogni a cui è necessario provvedere. La persona anziana liberata riprende fiducia, si rivaluta e può aspirare ad una vita piena. Questa ritrovata indipendenza rende nuovamente sociale l'anziano e gli permettono di lottare validamente contro l'isolamento.

Tratto da un articolo di R. Mollica

Centro Medicina Sportiva - Trapani

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L’espansione dell’Universo.
Dove andremo?


 


Le leggende della scienza



La nostra fiducia per la scienza sembra a tal punto illimitata da credere a qualunque cosa ci venga detta.
Ma non sempre quello che crediamo vero è tale.



Ma chi sono quegli "atleti super" che compiono imprese impossibili? Superuomini o frutto di tecnica e allenamento?



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