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L’AMORE AL TEMPO DEI BACI PERUGINA

"Meglio un bacio oggi che una gallina domani"

 

Per iniziare questo ragionamento sull’amore abbiamo atteso il mese di febbraio, che se non avesse la ricorrenza del 14, San Valentino, tradizionalmente dedicata agli innamorati, sarebbe solo “corto e maledetto”. Partiamo da qui prima di addentrarci a parlare dei cioccolatini più famosi d’Italia, perché l’amore è l’argomento più importante di ogni discussione. Non stiamo parlando di un tempo remoto, in cui anche l’amore poteva avere altri modi per esprimersi diversi da quelli che conosciamo, e ci sono stati questi tempi! Il tempo per i Baci Perugina è iniziato negli anni venti del secolo scorso, più precisamente nel 1923  in quel di Perugia ovviamente, in anni in cui la lavorazione del cioccolato trovava in quella città artigiani abilissimi che presto si sarebbero trasformati in industriali. A quei tempi il cioccolato non era per tutti, era un lusso e si prestava bene ad essere lo sfizio della borghesia cittadina. Ma si sa, per l’amore siamo disposti a qualunque sacrificio e allora a qualcuno venne la geniale idea di abbinare la dolcezza del cioccolato a quella dell’amore. Quel qualcuno si chiamava Francesco Seneca ed era quello che oggi avrebbe il ruolo di “creativo” all’interno di un’azienda. E fu veramente creativo a trasformare quel tozzo cioccolatino fatto riutilizzando i bricioli della lavorazione delle nocciole impastati al cioccolato  e che per la sua forma venne inizialmente chiamato “Cazzotto” somigliando ad un pugno chiuso, in un magico contenitore di frasi d’amore, portentoso sostegno soprattutto ad un “lui” che voleva fare breccia nel cuore di una “lei”.


L’amore, soprattutto quello adolescenziale è un vero cazzotto e può fare davvero male e allora è meglio un bacio sbocciato dopo aver letto quel bigliettino chiamato “cartiglio” che se ne sta ripiegato sul suo letto di cioccolato e sotto la copertina di stagnola pronto a dispiegare tutta la sua forza d’amore! Seneca ebbe la geniale idea del cartiglio e cominciò con una unica sentenza    "Meglio un bacio oggi che una gallina domani" firmandosi ignaro del fatto che il suo cognome evocava quello del famoso filosofo. Grande fu il successo e da lì è partita l’avventura che ha coinvolto nel tempo testimonial pubblicitari eccellenti, da Totò a Frank Sinatra, Clark Gable e Vittorio Gassman. A tutt’oggi nessuno sa esattamente quante frasi d’amore siano circolate in quei cioccolatini, qualcuno ha cominciato a collezionarle e in pochi anni ne ha accumulate centinaia. Ovviamente la parola AMORE è la più citata, in tutte le sue varianti, seguita da DONNA e da BACIO. UOMO è raro ma si capisce, perché “convenzionalmente” è l’uomo che cerca l’amore ed è lui che compra e regala i BACI facendosi aiutare nella conquista da quelle frasi che colpiscono la fantasia. E si capisce facilmente anche perché l’unica parola che non è mai presente è “ morte”! Per qualcuno l’avvento dei bigliettini nei Baci è stato un passo verso la modernità, quando non si scrivevano più le lettere d’amore e si delegava ad altri, grandi scrittori, filosofi, moralisti, perfino Santi come Agostino, si suggellare con una frase lapidaria un amore  nascente.

Alcuni esempi:

Nulla è difficile per chi ama. (Cicerone)

Il tuo amore è per me come le stelle del mattino e della sera, tramonta dopo il sole e prima del sole risorge. (Goethe)
Questi sono i “classici”, messaggi sublimi che colgono sempre nel segno.

Un uomo onesto può essere innamorato come un pazzo, ma non come uno sciocco.

(Rochefoucauld)
Nulla rende così amabili come il credersi amati. (Pierre Marivaux)

L'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio. (Samuel Johnson)
Questi sono i saggi, o moralisti, che trattano l’amore con distacco.


Si potrebbe continuare per centinaia perché nel tempo si è cercato di adattarsi ai tempi, all’evoluzione del costume ma forse ormai il tempo dei Baci Perugina è finito, altri sono gli strumenti per comunicare anche i sentimenti e per San Valentino saranno molti di più i baci virtuali di quelli reali.

Piero Graziani

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