New York Marathon 2008

RICORDANDO  NEW YORK

Italiani a New York


I nostri connazionali erano il terzo gruppo per numero di partecipanti alla corsa Usa e in 3041 hanno tagliato il traguardo...



Questa è una scenetta, ma a volte la realtà non è molto diversa!

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Il sangue


Il bastian  contrario
Il saggio Montanelli e le sue idee sui giovani, la scuola, la famiglia.
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A Firenze, in piazza della Signoria la grande fontana....



La Fontana del Nettuno


Architettura del ferro in
toscana






























La Fontana del Nettuno 

Detta anche di “Piazza” o la “Carrozza affogata” o del “Biancone”. Si potrebbe dire che a Firenze non si sapesse neppure che cosa fosse una fontana, e abbiamo veduto come per dare acqua al putto del Verrocchio nel cortile di Palazzo Vecchio fosse stato necessario derivarlo da una fonte, di là d’Arno. Quella di una fontana monumentale era dunque un’idea che poteva nascere soltanto dal Duca Cosimo de’Medici. Fu indetto un concorso al quale parteciparono: Benvenuto Cellini, Baccio Bandinelli, Vincenzo Danti, Bartolomeo Ammannati ed il Giambologna. Fra i modelli visionati fu scelto quello dell’Ammannati. Si assegnò pertanto a costui l’incarico di rappresentare il Nettuno. L’Ammannati iniziò il lavoro basandosi anche sul progetto di Baccio Bandinelli.

 

L’ottagonale vasca, costruita dal 1560 al 1575, vede il gigantesco Nettuno, con ai piedi tre tritoni che suonano tibie zampillanti, Nettuno si erge su di un carro, tirato da quattro impetuosi cavalli. Il lavoro finito fu molto lodato da Giorgio Vasari che lo definì “meraviglioso, stupendo gigante di bianco finissimo marmo”, ma non ebbe un riscontro favorevole da parte dei fiorentini, che lo chiamarono da subito “Biancone”. Per le sue parti intime scoperte, si racconta, che quando le ragazze giungevano alle nozze ancora ignare dell’altro sesso, i genitori conducessero le ingenue nubili presso la fontana a guardarne attentamente i lineamenti per prepararle visivamente alla conoscenza degli attributi maschili che di lì a poco non avrebbero più dovuto ignorare.  

Romano Valli

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