New York Marathon 2008

RICORDANDO  NEW YORK

Italiani a New York


I nostri connazionali erano il terzo gruppo per numero di partecipanti alla corsa Usa e in 3041 hanno tagliato il traguardo...



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ITALIANI A NEW YORK

I nostri connazionali erano il terzo gruppo per numero di partecipanti alla corsa Usa, ma hanno scalato una posizione per quanti hanno tagliato il traguardo: 3041.




Terzi per numero di partecipanti (3.517 su un totale di circa 40.000) dietro statunitensi e inglesi, gli italiani alla maratona di New York si sono piazzati secondi per numero di arrivati: in 3.041 hanno tagliato il traguardo a Central Park, 269 in più rispetto alla rappresentativa britannica. Davanti a tutti gli oltre 13.000 statunitensi. Dietro ai vincitori, il brasiliano Gomes Dos Santos e Paula Radcliffe, gli italiani hanno piazzato i loro migliori atleti al 26° posto nella gara maschile (Francesco Minerva in 2h23’49”) e al 25° in quella femminile (Lucilla Andreucci in 2h48’03”). Ma non ci sono solo rose alla Maratona di New York. La corsa è stata funestata da due decessi: quello del 58enne brasiliano Carlos Josè Gomes, colto da un malore poco dopo aver concluso la prova, e quello di un partecipante del quale non state diffuse le generalità, morto quando la corsa si era già conclusa da diverso tempo. Dall’altra parte del mondo, tanta paura ma nessuna grave conseguenza per gli atleti che domenica hanno partecipato alla mezza maratona di Saga, in Giappone: il gruppo stava transitando lungo un fiume quando è stato attaccato da uno sciame d’api; trenta di loro sono finiti in ospedale per le punture degli insetti, ma nessuno ha riportato ferite gravi.
Dal sito della Gazetta dello Sport

Stanchi, infreddoliti, ma felici. Il popolo della maratona di New York, un fiume di persone, ha tagliato il traguardo a Central Park in una giornata dal cielo terso ma dal freddo pungente. Alla 39esima edizione della celebre corsa si sono iscritti quasi 40.000 atleti, nella maggior parte dei casi solo appassionati di sport, ben lontani dai tempi dei corridori professionisti. Central Park West, la strada che costeggia il lato occidentale del parco, era chiusa al traffico, affollata di curiosi e familiari degli atleti giunti sul posto con cartelli di incoraggiamento. "Joe don't give up, keep running (Joe non mollare, continua a correre), si legge su uno di questi. Il tempo più comune tra i partecipanti, di tutte le età, anche molto anziani, sembra essere tra le quattro e le quattro ore e mezza. L'Italiano dopo l'inglese è la lingua più parlata dagli atleti. "Sono arrivato stremato, ma ce l'ho fatta", dice Giovanni, un avvocato di Torino, parlando al telefono con la moglie. "Ci ho messo quattro ore e 20 minuti, mi ha dato fastidio il ginocchio appena operato". Altri, al contrario di Giovanni, dicono di essere arrivati in perfette condizioni. "Potevo correre altri dieci chilometri", spiega un signore siciliano al telefono con il figlio. Si avvicina a un taxi-risciò e chiede di portarlo in albergo. "Quanto costa?". Sessanta dollari. "E' un furto, ci vado a piedi tanto sono ancora fresco".
Da  www.cronaca24.org


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