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Questo è un brano
bellissimo che induce a una profonda riflessione (tratto dal libro dello
scrittore Saverio Vertone "La trascendenza dell'ombelico").
IL CUORE....
C’è chi
si vanta di saper parlare col cuore in mano. Ma il cuore è un
organo difficilissimo da tenere in mano. Ammesso che il cuore sia la
sede dell’amore, mi pare giusto che rimanga invisibile,
nascosto,segreto, chiuso in una cassaforte (anche se toracica). Ma il
cuore è almeno fedele? Da un punto di vista meccanico, si
direbbe di sì. Una pompa autogena che lavora tutta la vita
(breve o lunga che sia) senza mai fermarsi un attimo, senza pretendere
orari, soste, sieste, riposi domenicali, pensione,turni, intervallo
mensa, ferie e tutte le altre garanzie dello Statuto dei Lavoratori,
è il massimo della dedizione.
Va bene, si dice che sia un muscolo involontario, il quale si
comanda da sé, senza che nessuno gli debba dire “su, al lavoro”, come succede
per i bicipiti o il deltoide. Ma anche lo stomaco e l’intestino sono muscoli
involontari. Eppure si riposano. Ogni tanto staccano e si mettono in poltrona.
Il cuore non stacca mai. Batte, batte e ribatte, senza sosta.Tum, tum, tutum. E
senza che nessuno gli dica niente fa tum, tum. Tutum per tutta la vita.
Che cosa vuol dire, poi muscolo involontario? Non credo che
voglia dire muscolo uscito per caso dalla testa del progettista. Allora che
cosa è: un muscolo senza volontà? C’è da escluderlo. Muscolo involontario vuol
dire il contrario di quel che significa, vuol dire che il cuore è dotato di una
volontà autonoma, che non è diretto dalla nostra volontà ma dalla sua; vuol
dire in una parola che è Sovrano. Ecco: il cuore non è un organo a sovranità
limitata, al quale la coscienza , possa dare ordini a piacimento. Lui non
prende ordini da nessuno. Sgobba per tutta la vita. Ma una sola volta che
decide di fermarsi, niente lo smuove più. E’ un cittadino e non un
suddito.
Eppure, eppure….Anche in questo caso, come in tutti gli altri la
pomposa ostentazione di sovranità pare inattendibile. Gli ordini il cuore li
prende e li rispetta. Anche lui, come tutti noi. Non so se per viltà, per
spirito di disciplina, per indifferenza o per necessità, sta di fatto che anche
il cuore ubbidisce a qualcuno. Sembra infatti che sia il cervello, e non il
cuore, a decidere di chiudere bottega quando è arrivato il momento. E’ il
famoso encefalogramma piatto che prelude al trapasso. Il cuore si ferma perché
dal cervello (non però dalla coscienza )arriva il messaggio cifrato per
ventricoli, miocardio,valvola mitralica, insomma per tutto il cuore: “si stacca
signori, e per sempre. Si torna a casa, in congedo eterno. In che cosa consiste
questo messaggio, e chi sia propriamente ad emetterlo, mi sfugge. Ma è la cosa
più curiosa e affascinante del cuore.
Il mittente del decreto legge non è certamente la mente, la coscienza,
la volontà, l’Io; e cioè il finto monarca nel quale ci identifichiamo. Questo
pomposo Io, almeno nei confronti del cuore non è neppure un re costituzionale.
Può sgolarsi a ordinare per tutta la vita di battere più piano, più forte,
scegliere i ritmi con gusti musicali , ma il cuore anche se non ha la testa, fa
di testa sua. Pare che talvolta all’improvviso all’insaputa di tutti gli arrivi
un messaggio segreto. Quando capita: paf, la pompa si ferma di colpo.
Che silenzio deve calare, subito dopo nel corpo; che calma! Ed è
un peccato che non ci sia nessuno a godersela. Ma è proprio sicuro che il
palazzo resti vuoto, oppure qualcuno, magari il portinaio, rimane? Chi ha dato
l’ordine segreto? Chi abita dentro di noi e nei vari organi? Se, come sembra,
quell’ordine parte dal cervello (ma non dalla coscienza), chi c’è dentro quella
parte del cervello? Ognuno di noi ha un problema anagrafico…dove abita il
nostro pronome personale? Qual è il domicilio del nostro… Io?
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