New York Marathon 2008

RICORDANDO  NEW YORK

Italiani a New York


I nostri connazionali erano il terzo gruppo per numero di partecipanti alla corsa Usa e in 3041 hanno tagliato il traguardo...



Questa è una scenetta, ma a volte la realtà non è molto diversa!

Strani podisti alla riscossa


Podismo: tanti problemi, alcune risposte

Corsa, ci si può fidare delle tabelle?

Vitamine per i running

Quando manca la voglia di correre

Quanto bisogna correre nella settimana?




IL MONDO DELLA CORSA VISTO DA STEFANO MEI




Donare il sangue è donare vita


Il sangue


Il bastian  contrario
Il saggio Montanelli e le sue idee sui giovani, la scuola, la famiglia.
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A Firenze, in piazza della Signoria la grande fontana....



La Fontana del Nettuno


Architettura del ferro in
toscana






























IL BASTIAN CONTRARIO

Qualche anno fa Indro Montanelli teneva una rubrica di posta con i lettori sul Corriere della Sera, molto famosa e seguita. A rileggere oggi alcune di quelle risposte ne vediamo la grande attualità. l’attualità del pensiero di un grande giornalista che forse doveva essere più ascoltato, specie dalla politica. Nella risposta che riportiamo ritroviamo tutti i problemi odierni della società: i giovani, la scuola, la giustizia.

 
La lettera

 Caro Montanelli, nella nostra classe il senso civico non e' una merce rara grazie alla possibilità di dialogo, dibattito, riflessioni personali a confronto frequentemente sollecitata dalla nostra insegnante di lettere. Noi prima di varcare la soglia della nostra aula attraversiamo una società che non sempre riconosciamo, formata anche dalle nostre famiglie che insieme alla scuola faticano in questo compito educativo. Gli alunni della classe II F S.m.s. "Giacomo Cavedoni", Sassuolo (Mo)



La risposta

 Cari ragazzi, Immagino che "S.m.s." stia per "scuola media statale". Devo pensare, quindi, che abbiate dodici anni, e questa lettera farà piacere più all' insegnante di lettere che ai vostri genitori. Li invito, tuttavia, ad apprezzare la vostra onesta mancanza di tatto: di questi tempi, è un soffio d' aria fresca. Non solo: in qualità di bisnonno onorario (non mi avete dato il titolo, me lo sono preso), voglio complimentarmi. Non so cosa significhi per voi "senso civico". Anzi, sono stupito che l' espressione abbia ancora un significato, dopo essere stata umiliata, sfruttata e manomessa (penso a certi lugubri personaggi della politica, che di senso civico si riempiono la bocca, mentre sono occupati a farsi gli affari loro). A voi, ragazzi, suggerisco una traduzione: "senso civico uguale dovere". So che il vocabolo è fuori moda. Esistono Carte dei Diritti per ogni categoria: dai bambini agli uccelli, dai passeggeri degli aeroplani ai clienti delle banche. Ed è bene che esistano, sia chiaro. Io però vorrei leggere anche la parola "doveri", qualche volta. Non pretendo di vederli elencati su una Carta (ci sono i Dieci Comandamenti, e bastano). E' sufficiente anche un foglietto, oppure niente del tutto: basta che i doveri abbiamo un posto nella coscienza. Visto che è Natale, rispondete a questa domanda: credete che al Bambino nato in una grotta duemila anni fa i genitori terreni abbiano consegnato una "carta dei diritti"? L' hanno invece amato, guidato e tenuto con se fino alla soglia dei trent' anni (qualcuno, con un' ironia un po' irriverente, sostiene che questo prova che Gesù fosse italiano). Per tornare ai nostri, anzi ai vostri, giorni. Soprattutto fra i giovani, la parola "dovere" non mi pare di gran moda. Sono certo che a molti sembra vecchia e un po' patetica. La colpa, tuttavia, non e' soltanto vostra. Siamo noi adulti a essere pavidi. Educare è difficile, e anche faticoso: e molti (genitori, maestri, professori, guide, istruttori) non vogliono fare fatica. Poi accadono i guai: molte delle tragedie cui assistiamo (le morti in discoteca, le tragedie della strada) sarebbero evitabili, se dietro ai ragazzi ci fossero le famiglie. Non ci sono, invece. Ci sono solo adulti confusi, che credono d' essere comprensivi, e invece sono deboli. I ragazzi che mi scrivono (e sono molti) sembrano lamentarsi di questo. Danno l' impressione di sapere cosa possono fare; ma non sanno altrettanto bene cosa devono fare. Famiglia e scuola hanno l' obbligo di aiutarli nella ricerca. Purtroppo, non sempre e' stato fatto. L' ho scritto molte volte, ma lo ripeto: i fallimenti della società italiana sono i fallimenti della famiglia e della scuola. A casa, troppo spesso, un ragazzo assorbe egoismi, furbizie e cattivi esempi; in classe, vede sciatteria e superficialità. Se non cambiano le cose in questi luoghi, gl' italiani non cambieranno mai. Ricordate: la società , a Sassuolo e a Sassari, a Milano e a Napoli, è solo la somma (anzi: la moltiplicazione) dei comportamenti individuali. Perchè in Italia troppe cose non funzionano (dal fisco al traffico, dalla politica alla giustizia)?  Perchè ognuno aspetta che siano gli altri a fare la prima mossa, e a comportarsi correttamente. Io vi invito a prendere l' iniziativa, e ad avere l' orgoglio delle vostre azioni. Comportarsi bene non toglierà nulla, ma proprio nulla, al divertimento e alla fantasia: anzi. Solo gli stupidi pensano che la gioventù debba essere sciocca, per essere goduta. Buon Natale, ragazzi. A voi e ai miei lettori di tutte le età.


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