IL BASTIAN CONTRARIO
Qualche anno fa Indro Montanelli teneva una rubrica di
posta con i lettori sul Corriere della Sera, molto famosa e seguita. A
rileggere oggi alcune di quelle risposte ne vediamo la grande attualità. l’attualità
del pensiero di un grande giornalista che forse doveva essere più ascoltato,
specie dalla politica. Nella risposta che riportiamo ritroviamo tutti i
problemi odierni della società: i giovani, la scuola, la giustizia.
La
lettera
Caro
Montanelli, nella nostra classe il senso civico non e' una merce rara grazie
alla possibilità di dialogo, dibattito, riflessioni personali a confronto
frequentemente sollecitata dalla nostra insegnante di lettere. Noi prima di
varcare la soglia della nostra aula attraversiamo una società che non sempre
riconosciamo, formata anche dalle nostre famiglie che insieme alla scuola
faticano in questo compito educativo. Gli alunni della classe II F S.m.s.
"Giacomo Cavedoni", Sassuolo (Mo)
La
risposta
Cari
ragazzi, Immagino che "S.m.s." stia per "scuola media
statale". Devo pensare, quindi, che abbiate dodici anni, e questa
lettera
farà piacere più all' insegnante di lettere che ai vostri
genitori. Li invito,
tuttavia, ad apprezzare la vostra onesta mancanza di tatto: di questi
tempi, è
un soffio d' aria fresca. Non solo: in qualità di bisnonno
onorario (non mi
avete dato il titolo, me lo sono preso), voglio complimentarmi. Non so
cosa
significhi per voi "senso civico". Anzi, sono stupito che l'
espressione abbia ancora un significato, dopo essere stata umiliata,
sfruttata
e manomessa (penso a certi lugubri personaggi della politica, che di
senso
civico si riempiono la bocca, mentre sono occupati a farsi gli affari
loro). A
voi, ragazzi, suggerisco una traduzione: "senso civico uguale
dovere". So che il vocabolo è fuori moda. Esistono Carte dei
Diritti per
ogni categoria: dai bambini agli uccelli, dai passeggeri degli
aeroplani ai
clienti delle banche. Ed è bene che esistano, sia chiaro. Io
però vorrei
leggere anche la parola "doveri", qualche volta. Non pretendo di
vederli elencati su una Carta (ci sono i Dieci Comandamenti, e
bastano). E'
sufficiente anche un foglietto, oppure niente del tutto: basta che i
doveri
abbiamo un posto nella coscienza. Visto che è Natale, rispondete
a questa
domanda: credete che al Bambino nato in una grotta duemila anni fa i
genitori
terreni abbiano consegnato una "carta dei diritti"? L' hanno invece
amato, guidato e tenuto con se fino alla soglia dei trent' anni
(qualcuno, con
un' ironia un po' irriverente, sostiene che questo prova che
Gesù fosse
italiano). Per tornare ai nostri, anzi ai vostri, giorni. Soprattutto
fra i
giovani, la parola "dovere" non mi pare di gran moda. Sono certo che
a molti sembra vecchia e un po' patetica. La colpa, tuttavia, non e'
soltanto
vostra. Siamo noi adulti a essere pavidi. Educare è difficile, e
anche
faticoso: e molti (genitori, maestri, professori, guide, istruttori)
non
vogliono fare fatica. Poi accadono i guai: molte delle tragedie cui
assistiamo
(le morti in discoteca, le tragedie della strada) sarebbero evitabili,
se
dietro ai ragazzi ci fossero le famiglie. Non ci sono, invece. Ci sono
solo
adulti confusi, che credono d' essere comprensivi, e invece sono
deboli. I
ragazzi che mi scrivono (e sono molti) sembrano lamentarsi di questo.
Danno l' impressione di sapere cosa possono fare; ma non sanno
altrettanto bene cosa
devono fare. Famiglia e scuola hanno l' obbligo di aiutarli nella
ricerca.
Purtroppo, non sempre e' stato fatto. L' ho scritto molte volte, ma lo
ripeto:
i fallimenti della società italiana sono i fallimenti della
famiglia e della
scuola. A casa, troppo spesso, un ragazzo assorbe egoismi, furbizie e
cattivi
esempi; in classe, vede sciatteria e superficialità. Se non
cambiano le cose in
questi luoghi, gl' italiani non cambieranno mai. Ricordate: la
società , a
Sassuolo e a Sassari, a Milano e a Napoli, è solo la somma
(anzi: la
moltiplicazione) dei comportamenti individuali. Perchè in Italia
troppe cose
non funzionano (dal fisco al traffico, dalla politica alla giustizia)? Perchè ognuno aspetta che siano gli altri a
fare la prima mossa, e a comportarsi correttamente. Io vi invito a prendere l'
iniziativa, e ad avere l' orgoglio delle vostre azioni. Comportarsi bene non
toglierà nulla, ma proprio nulla, al divertimento e alla fantasia: anzi. Solo
gli stupidi pensano che la gioventù debba essere sciocca, per essere goduta.
Buon Natale, ragazzi. A voi e ai miei lettori di tutte le età.
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