New York Marathon 2008


RICORDANDO  NEW YORK

Italiani a New York


I nostri connazionali erano il terzo gruppo per numero di partecipanti alla corsa Usa e in 3041 hanno tagliato il traguardo...



Questa è una scenetta, ma a volte la realtà non è molto diversa!

Strani podisti alla riscossa


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IL MONDO DELLA CORSA VISTO DA STEFANO MEI




Donare il sangue è donare vita


Il sangue


Il bastian  contrario
Il saggio Montanelli e le sue idee sui giovani, la scuola, la famiglia.
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A Firenze, in piazza della Signoria la grande fontana....



La Fontana del Nettuno


Architettura del ferro in
toscana






























E dietro un cespuglio Pamich costruì la sua vittoria


Tratto dal sito: www.sportline.it/sydney2000.nsf/refstorie/1964_10

E' il giorno della gara più lunga dell' intero programma atletico. E' il giorno dei 50 chilometri di marcia, che gli inglesi definiscono "heavy work", lavoro pesante. Fosse stato per de Coubertin, tuttavia, i marciatori non avrebbero mai trovato accoglienza nel cartellone dei Giochi. "La loro andatura ondeggiante e' ridicola" era solito ripetere il barone francese. Introdotta all' Olimpiade del 1908, per vent' anni la marcia non supera mai la distanza dei 10 chilometri. E' nel 1932 a Los Angeles che il percorso viene allungato sino a 50 chilometri, destinati a regalare due vittorie olimpiche all' Italia, merito di Pino Dordoni e di Abdon Pamich. E' il 1952 quando il piacentino Dordoni taglia per primo il traguardo dei 50 chilometri a Helsinki.


Passato dieci anni prima dal podismo alla marcia su consiglio del suo primo allenatore ("Col tuo compasso di gambe diventerai un fenomeno"), ai Giochi finlandesi Pino supera senza soverchi danni una di quelle drammatiche crisi, provocate da crampi allo stomaco e al fegato, che lo hanno talvolta costretto a dolorosi ritiri. Dodici anni più tardi Dordoni a Tokio è l' allenatore di Pamich, un fiumano già trentunenne che è stato terzo nel ' 60 a Roma. "Ero in forma perfetta . raccontera' Abdon . ma 50 chilometri sono tanti, un contrattempo può sempre capitare". E un contrattempo rischia infatti di infrangere le speranze del marciatore azzurro. Accade poco dopo il trentesimo chilometro, allorché al comando sono rimasti soltanto l' inglese Nihill e Pamich, che all' improvviso accusa insopportabili dolori intestinali, colpa di un the ghiacciato bevuto poco prima al posto di rifornimento. Il fiumano prova a resistere ma capisce che in quelle condizioni non ce la farebbe mai a tenere l' andatura di Nihill. Dopo una sguardo d' intesa con Dordoni, che lo segue in bicicletta, Pamich s' infila dietro un cespuglio, che però non basta a nasconderlo del tutto agli sguardi esterrefatti degli spettatori giapponesi. Liberatosi del... peso, Abdon si lancia all' inseguimento dell' inglese, lo raggiunge, lo supera e va a conquistare l' oro.

Gherarducci Mario

(2 agosto 1996) - Corriere della Sera

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Dagli "anni d'oro del podismo" una storia che fortunatamente è passata presto...
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Uno scrittore ci parla del cuore. Lo fa con ironia e fantasia.





Un grande della letteratura inglese tanti anni fa scriveva a proposito della crisi economica e presentava una sua paradossale e ....
Modesta proposta contro la crisi


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Campioni di un tempo


E dietro un cespuglio Pamich costrui' la sua vittoria....





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