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DAL DECAMERONE di Giovanni Boccaccio
Alibech divien romita, a cui Rustico monaco insegna a rimettere il
diavolo in inferno, quindi tolta, diventa moglie di Neerbale Dioneo
(a
cura di Romano Valli)
A
Gafsa, in Tunisia, viveva un berbero ricchissimo che aveva molti figli e tra
loro c’era anche Alibech, una fanciulla bellissima. Alibech non era cristiana,
ma a furia di sentire i cristiani della sua città portare alle stelle la loro
religione, un giorno rivolgendosi ad un uomo pio e religioso, chiese quale
fosse la via più facile per mettersi al servizio del Signore. L’uomo al quale si
era rivolta le rispose che bisognava fare come quelli che erano andati a vivere
in solitudine nel deserto di Tebaide. Alibech, che aveva quattordici anni circa
ed era candida e inesperta, si lasciò prendere dal suo entusiasmo di ragazzina
e il giorno dopo, senza pensarci troppo, come fanno spesso gli adolescenti,
lasciò la sua casa di nascosto e si diresse verso il deserto di Tebaide.
Cammina cammina, la ragazza riuscì a fare un bel pezzo di strada,
all’improvviso scorse in lontananza una piccola capanna. Il buon eremita che vi
abitava, rimase di stucco quando se la vide davanti e le chiese che cosa
cercava da quelle parti. Alibech gli spiegò, che stava cercando di mettersi al
servizio del Signore e se lui fosse disposto ad insegnarle cosa doveva fare. Il
bravuomo, che si era accorto di quanto fosse bella e giovane, per non cadere in
tentazione, la indirizzò verso un altro eremita e la mollò. Quando Alibech
arrivò da costui, questi pensò che fosse meglio che se la allontanasse per i
soliti motivi del primo eremita e la indirizzò presso un altro asceta non
lontano da lui. Questi era un giovane di nome Rustico, molto buono e pio,
Alibech rivolse anche a lui la stessa domanda, ma Rustico invece di mandarla
via decise di ospitarla per mettere alla prova la propria fermezza, venuta la
notte le preparò un giaciglio e le disse di coricarsi. Le tentazioni passarono
subito all’attacco e on ci volle molto per abbattere le difese di Rustico, il
quale da come parlava la ragazza capì che non era mai stata con un uomo.
Anzitutto cominciò a spiegarle che il diavolo era il peggior nemico di Dio, poi
la convinse che per far felice il Signore, bisognava ricacciare il diavolo
nell’inferno, dove era condannato a stare. Quando la ragazza gli chiese in cosa
consisteva questa operazione, Rustico le rispose “lo vedrai subito, devi fare
quello che faccio io” e cominciò a togliersi quei pochi stracci che aveva
addosso, finché rimase completamente nudo, Alibech, che aveva seguito il suo
esempio non era più vestita di lui. La bellezza della ragazza era tale che Rustico
cominciò a sentirsi lievitare dal desiderio: e fu la resurrezione della carne.
La ragazza era talmente stupita di quella ascensione fuori dal comune gli
chiese: “ ma Rustico, cos’è mai quella cosa che ti è saltata fuori in quel
modo?” “Cara ragazza” sospirò Rustico “questo qui è il diavolo di cui ti ho
parlato. Ma tu hai qualcosa che io non ho e proprio nel posto del mio diavolo.”.
“E cioè?” Disse Alibech.”L’inferno” le rispose Rustico. Allora la portò sul
lettuccio e le insegnò in che posizione doveva mettersi per imprigionare il
diavolo. E quella sera il diavolo fu ricacciato sei volte di fila nell’inferno.
Il tempo passava e ogni volta che il diavolo di Rustico alzava le corna,
Alibech, prona al suo servizio faceva in modo di fargliele abbassare così capitava
sempre più spesso che fosse Alibech a dire: “Maestro, sono venuta qua per
servire il Signore e non per stare con le mani in mano. Andiamo a ricacciare il
diavolo nell’inferno.”. Con i suoi instancabili inviti, Alibech ridusse il
povero Rustico a un tizzone. Il giovane spiegò alla ragazza che il diavolo
aveva avuto una bella sistemata e che per il momento non c’era più bisogno di
ricacciarlo nell’inferno. Dopo un pò di tempo Alibech disse: ” Rustico, se il
tuo diavolo è stato sistemato e non ti fa più soffrire, il mio inferno da in
escandescenze. A questo punto tocca a te col tuo diavolo a smorzare la rabbia
del mio inferno.”. Rustico che stava in vita grazie a radici e acqua e aveva
poche energie per rispondere a queste richieste, le disse che sarebbero stati
necessari molti diavoli per dare una calmate al suo inferno. Mentre lo sfiatato
diavolo di Rustico cercava di tenere dietro all’insaziabile inferno di Alibech,
a Gafsa un incendio distrusse la casa e l’intera famiglia della ragazza, che si
ritrovò ad essere erede universale delle ricchezze del padre. In città viveva
un certo Neerbale un giovane viveur che si era rovinato a furia di sperperare
soldi con le donne. Quando venne a sapere che Alibech era ancora viva si mise a
cercarla e la ritrovò con grande soddisfazione di Rustico che tirò un triplo
respiro di sollievo. Neerbale, nonostante le proteste della ragazza, la riportò
in città per sposarla e mettere le mani sulle ricchezze che lei avrebbe
ereditato. Un giorno alcune comari chiesero a Alibech che cosa avesse fatto nel
deserto per servire il Signore e la ragazza, che non aveva avuto incontri
ravvicinati con Neerbale, gli rispose che aveva il santo compito di ricacciare
il diavolo nell’inferno e che Neerbale aveva commesso un grosso peccato a sottrarla
al suo servizietto. Le donne allora vollero sapere come si potesse ricacciare
il diavolo nell’inferno e quando Alibech cercò di spiegarlo con gridolini e
gesti, tutte scoppiarono a ridere come matte, e quando ritrovarono fiato le
dissero che anche qui a casa sua poteva farlo e che Neerbale ce l’avrebbe messa
tutta per aiutarla a servire il Signore. L’episodio passò di bocca in bocca e
presto nacque un detto che ogni tanto si sente ancora: “Se il Signore vuoi
adorare, il diavolo nell’inferno devi ricacciare”. |
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