Al Sesto in Festa 2008








34° TROFEO
OLIVIERO FROSALI
Una bella giornata di sport
Nonostante  che quest'anno il 25 aprile fosse per tanti l'occasione per un fine settimana  di vacanza, la nostra gara podistica  si è distinta  più che dignitosamente nel panorama delle tradizionali corse primaverili fiorentine con gli oltre 680 iscritti.
La natura della nostra corsa è anche descritta nell'articolo che abbiamo pubblicato sul numero di aprile del nostro giornalino Passo dopo passo e chi si può sintetizzare nella frase "sport e memoria".


FROSALI
LA CLASSIFICA

FROSALI
TUTTE LE FOTO

Foto Frosali 1

Foto Frosali 2

Foto Frosali 3
 


Siamo in piena primavera e l'inverno pare ormai lontano ma i "veri podisti" corrono con qualunque condizione atmosferica. Con questo articolo Marco Boccardi ricorda una gara di gennaio e .....
un maratoneta nel fango





DAI! COMINCIA A CORRERE



Tutte le strade del mondo ti attendono! Strade pulite, strade polverose, asfaltate oppure sterrate, percorsi cittadini o campestri, in pianura o in montagna, lunghi o brevi, di primo mattino, ma anche in notturna.



Aforismi e battute sullo sport

Abbiamo qui raccolto frasi di sportivi, scrittori, giornalisti che hanno il pregio insieme di far sorridere e riflettere, perché, forse, a volte lo sport migliore è quello di prendere la vita con leggerezza, ridendo.






LEGO 50 ANNI DI FANTASIA
Il mattoncino più famoso del mondo compie cinquant'anni. Un evento di portata mondiale. Ma per LEGO il tempo sembra non passare: lo testimoniano appassionati in tutto il mondo che continuano a utilizzarlo da generazioni .


Dai! Comincia a correre
Tutte le strade del mondo ti attendono! Strade pulite, strade polverose, asfaltate oppure sterrate, percorsi cittadini o campestri, in pianura o in montagna, lunghi o brevi, di primo mattino, ma anche in notturna.


Leggi tutto....


Prosegue il nostro viaggio nella "toscana minore" che a molti è ancora sconosciuta.

LA VALLE DEL DIAVOLO































LA FATICA del PODISTA

La "fatica del podista" è rappresentata dall'accumulo di acido lattico nei muscoli e nel sangue. La produzione di acido lattico durante il lavoro è una funzione lineare del lavoro stesso. Un lavoro moderato aumenterà  modestamente il livello di acido lattico, un lavoro intenso ne eleverà  rapidamente la concentrazione. Nel primo caso, il rifornimento di ossigeno da parte dell'organismo è bastevole per l'eliminazione (combustione) dell'acido lattico che via via si forma; nel secondo caso tale rifornimento, nonostante il ricorso, da parte dell'organismo, a vari espedienti (aumento della frequenza cardiaca respiratoria, della massa del sangue, ecc.), è insufficiente, per cui comparirà  la fatica, che sarà sopportata in modo diverso appunto a seconda della concentrazione di acido lattico e della tollerabilità  nervosa individuale. Gran parte dell'acido lattico formatosi nel corso del lavoro, viene altresì neutralizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio. E' spiegabile in parte, attraverso questo sovraccarico funzionale del fegato, il dolore epatico che spesso compare nei podisti. Eì quindi importante che i podisti posseggano un fegato che funzioni ottimamente.


La comparsa della fatica, in senso biochimico e fisico, comporta sempre una diminuzione del rendimento e addirittura, in casi estremi, la cessazione del lavoro.

In questi casi, continuare l'allenamento con la stessa intensità  è controproducente. Per questo motivo l'allenamento ad intervalli, può dare grandi risultati nell'allenamento alla resistenza.

L'incremento della qualità  di resistenza dipende strettamente dal miglioramento o perfezionamento dei sistemi e delle funzioni interessate alla produzione di energia, al trasporto e alla utilizzazione dell'ossigeno e alla neutralizzazione delle sostanze della fatica. La validità  e il ritmo della pompa cardiaca (gittata sistolica, volume minuto, bradicardia), l'efficienza del sistema circolatorio periferico (pressione arteriosa, capillarizzazione), il contenuto emoglobinico e globulare del sangue, l'efficienza dell'apparato respiratorio (ampiezza della ventilazione, diffusione alveolare di ossigeno e la diminuzione della pressione parziale dell'ossigeno dovuta alle grandi altitudini limita il rendimento dei podisti), la disponibilità  di materiale energetico (glucosio) attraverso l'alimentazione e l'integrità  degli organi deposito, l'efficienza dei sistemi tampone del sangue (riserva alcalina), costituiscono gli anelli primari di quella catena adibita alla esecuzione del lavoro muscolare di lunga durante e resistenza.

Le qualità  del podista possono pertanto essere incrementate dal miglioramento dei sistemi e delle funzioni sopra citati, a differenza del mezzofondista, che può praticamente contare solo sulla struttura e costituzione muscolare fornitegli dalla natura.

Per incrementare la qualità  di resistenza si deve ricorrere ad un tipo di allenamento che deve tenere presente che il lavoro aerobico è più economico e redditizio del lavoro anaerobico. Pertanto, nell'allenamento si dovrebbero evitare tutti quegli allunghi veloci o tratti veloci, che si accompagnano a costi energetici supplementari, e che prima o poi incidono sul rendimento finale.

E' preferibile mantenere una velocità  media costante al limite del fabbisogno compensatorio di ossigeno (steady-state), cercando, nei successivi periodi, di aggiustarne il ritmo. Sulla base di questo allenamento si può innestare periodicamente un lavoro intervallato da modesti carichi di lavoro in velocità , che serve a migliorare il tono dell'apparato cardio-circolatorio e l'attività  metabolica dei muscoli.

Per incrementare la quantità  di resistenza propriamente detta, è necessario sottoporre i vari sistemi (cardiorespiratorio e muscolare) ad un carico di lavoro più intenso, che tuttavia, a causa del forte debito di ossigeno che si contrae, comporta una durata di lavoro più breve ed un tempo di riposo relativo più lungo. Anche in questo caso, si possono seguire i due metodi di allenamento intervallato e continuo, ricorrendo, per il primo, a sforzi submassimali o massimali e variando il tempo di intervallo, in modo da poter ripetere più volte le stesse distanze con lo stesso impegno; e per il secondo ad un lavoro prolungato di intensità  media tra il massimo e lo steady-state. Uno dei mezzi più pratici e rispondenti, per controllare l'andamento dell'allenamento all'endurance e alla resistenza, è il controllo della frequenza delle pulsazioni che, rilevate ripetutamente sempre nelle stesse situazioni di sforzo, stanno ad indicare, attraverso le loro modificazioni, l'adattamento o meno del podista al lavoro.

Il miglioramento della quantità  di resistenza è largamente perseguibile, come si è visto, con l'allenamento specifico, è tuttavia illimitato e non si può facilmente generalizzare. Anch'esso presenta dei limiti, costituiti dalle caratteristiche morfo-funzionali  del podista.

In base a tutto questo, bisogna considerare il principio della "supercompensazione", secondo il quale, quando l'organismo viene sottoposto ad uno stimolo a cui non è abituato, come per esempio una seduta di allenamento, in un primo momento accusa lo scompenso che questo stimolo provoca sulla normale condizione di equilibrio. Questo fenomeno è rappresentato dalla fatica che si avverte al termine dell'allenamento. Successivamente, durante il riposo, l'organismo fa scattare i suoi meccanismi di difesa per fronteggiare la causa che lo ha scosso. Progressivamente trova le armi per adattarsi e non subire più lo stesso stimolo. Anzi, la reazione è tale che, ad adattamento avvenuto, si manifesta una supercompensazione e uno stimolo di uguale intensità  sarà  sottoposto facilmente senza che si verifichi il fenomeno della fatica. Sottoponendo un podista ad un allenamento sistematico, basato su sforzi via via crescenti, i fenomeni di cui abbiamo parlato e che sono conseguenti ad ogni seduta di lavoro, si sommano producendo un adeguato adattamento dell'organismo alla condizione dell'allenamento, determinando cos'è un aumento del suo potenziale energetico e della possibilità di utilizzarlo e di ristabilirlo (sommazione degli effetti di supercompensazione). Quindi, più si progredisce nell'allenamento, più gli stimoli devono essere intensi per effetto della supercompensazione, poiché l'organismo si adatta all'allenamento in condizioni sempre più sfavorevoli.

L'incremento della capacità  di prestazione, dovuto alla supercompensazione, ha naturalmente un limite che dipende dal tipo di lavoro. Il miglioramento è una  conseguenza soprattutto del numero degli organi che sono interessati alla prestazione. L'allenamento, che oggi tende a diventare sempre più complesso per il continuo superamento di nuovi records personali e per l'intervento dei fattori collaterali (alimentazione, psicologia, ambiente, ecc.), consiste nella ripetizione di esercizi e metodiche per aumentare il rendimento podistico.

E' un po' il raggiungimento della messa a punto di uno stato morfo-funzionale o meglio, psico-morfofunzionale, per l'espressione dell'optimum del potenziale biologico del podista. Attraverso l'allenamento così concepito, si può arrivare, per un insieme di circostanze favorevoli e concomitanti, a quello stato di forma che è l'espressione più alta del rendimento, ma che purtroppo è di breve durata e non può essere mantenuto a lungo.

E' bene precisare che la possibilità  di un aumento del rendimento podistico, attraverso l'allenamento specifico, è un fatto relativo e  l'allenamento può intervenire in tal senso solo  per un 25%, poiché il restante 75% è determinato dal patrimonio genetico biologico individuale, per cui possiamo parlare di limiti individuali di allenamento e di capacità  di allenamento.

Il risultato dell'allenamento per il miglioramento del rendimento è dato dalla somma dei vari fattori o elementi fisici (forza, velocità , coordinazione, resistenza) e psichici (volontà , motivazioni).

Dal Manuale del perfetto Podista di Donato D'Auria



prima pagina








ATLETI AUSONIA

Classifiche mezze maratone recenti




L'AUSONIA A BARCELLONA
Nella pancia del gruppo



DUATHLON DEI RENAI


Corsa e bici e poi ancora corsa, questo è il duathlon.



Anche lo sportivo, come tutti, è un "consumatore" di oggetti, mode, stili di vita ed assomiglia ad ogni altro sportivo e .... forse  tutti ci riconosceremo un po' in queste ironiche descrizioni.

Lo sportivo 1

Lo sportivo 2

Lo sportivo 3


Come correvano  i dinosauri
La corsa è sempre stata necessaria per la sopravvivenza. Anche i dinosauri correvano, ma si sono estinti.

.


Quando chi corre si avvicina alla prima maratona si pone tante domande, spesso pensa di non farcela in tempi decenti  e tanti altri dubbi affollano la sua mente.


Cinque domande da novello maratoneta


Dopo una maratona non si può pensare che tutto sia finito e si possa ricominciare subito con la solita vita.
 Anche il dopomaratona va preparato.
IL RECUPERO DEL MARATONETA





L'AGONE E LE SUE ANGOSCE

l’”agone”, il luogo della gara e del gioco, è vicino all’”agonia”, l’angoscia, l’ansia che accompagna ogni gara.



La fatica del podista
la possibilità  di un aumento del rendimento podistico, attraverso l'allenamento specifico, è un fatto relativo e l'allenamento può intervenire in tal senso solo  per un 25%, poiché il restante 75% è determinato dal patrimonio genetico biologico individuale, per cui possiamo parlare di limiti individuali di allenamento e di capacità  di
 allenamento.




la corsa rende più intelligenti?