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TONI COMELLO, GRANDE ATTORE DANTESCO, FONDATORE
DELL'ASSOCIAZIONE DI RESISTENZA CULTURALE "IL TREBBIO" E, QUI A
FIRENZE, DELL'ASSOCIAZIONE "PASSO D'ARNO", E' MORTO IL 5 DICEMBRE 2007
E LO VOGLIAMO RICORDARE ATTRAVERSO PAROLE CHE ESPRIMONO BENE IL SUO GRANDE
AMORE PER DANTE, UN AMORE DURATO UNA VITA: PERCHE’ OLTRE CHE ATTORE, TONI ERA
ANCHE FINE CONOSCITORE E INTERPRETATORE DEL DETTATO DANTESCO, E, CI TENIAMO A
SOTTOLINEARLO, FEDELE SEGUACE DEI MESSAGGI MORALI CHE DANTE CI DONA DA
SETTECENTO ANNI.
"Cos'è il Paradiso di Dante"Il Paradiso è un lungo colloquio fra un uomo e una donna, fatto di atti e parole consuete. Un lungo colloquio (anni, una vita?) d'amore. E la donna è ora compagna (sempre compagna) ora moglie ora madre ora amante ora figlia ora maestra ora infermiera dell'uomo, che in lei si confida, con lei si confida e a lei si affida: è fatto in un interno, e spesso il camino è acceso, la tavola apparecchiata. Spira un senso di sicurezza e di tepore, è il dolce riposo dopo un duro, travagliato cammino. Dante e Beatrice sono arrivati a casa, in Paradiso, e parlano di tutta la loro provvista di esperienze, di prove superate, di mali affrontati e anche fatti; ora si può parlare non più di moti violenti e di parvenze illusorie, anche i drammi che tanta parte hanno avuto nella commedia della gioventù si profilano sì vivi, importanti, ma in una luce serena di superamento, che non li annulla ma li comprende; è come guardare indietro con un sorriso che dice: "Ce l'abbiamo fatta!". Ora resta questa pace (e venni dal martirio a questa pace), in cui si posa , si discorre, si studiano e si meditano le grandi leggi dell'universo: e bisogna aver molto sofferto e lottato per arrivare a questa capacità di sguardo. Dante guarda Beatrice, e Beatrice è la fanciulla che lo "avea trafitto pria" ch'egli "fuor di puerizia" fosse, ma è anche suor Beatrice, la figlia, che a Ravenna gli allieta gli anni vecchi. E il colloquio è come una meravigliosa favola di cieli di voli di viaggi nel firmamento, da stella a stella, ed emana, dalle parole, un mare di luce dorata, un oceano misto di verità e fantasia dei due che parlano, grandi personaggi in cui hanno preso forma le grandi aspirazioni della storia, della religione, delle aspettazioni popolari, delle speculazioni filosofiche: santi, guerrieri, eroi antichi, umili pellegrini, donne gentili e prostitute, fondatori di ordini religiosi e imperatori, e archetipi antropologici (oggi si direbbe) come Adamo, e archetipi ideologici come Cristo. Poi Dante muore, si perde nel suo sogno, nella luce del proprio poetare. Un gran vecchio gli viene vicino, un saggio, un medico, un confessore? e Dante dice alla donna le ultime parole: tu sei stata la mia speranza e la mia salute, se dalla vita ho imparato qualcosa è stato per merito della tua bontà e della tua forza, tu hai fatto per me tutto quello che era possibile fare, ero cieco e mi hai fatto vedere, ero servo e mi hai liberato, ero malato e ora sono sano. Me ne vado in pace. Toni Comello
(a cura di Romano Valli) |
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