|
L’INVENZIONE DELLA CHIOCCIOLA

Tutti
sappiamo di vivere in un mondo “ipertecnologico” Anche chi rifiuta il computer o il telefonino
sicuramente ha in casa un elettrodomestico, un apparecchio elettronico, tutti
frutto di quella tecnologia che, a parole, magari disprezza. E quando sale su
un’automobile moderna diventa parte integrante di un sistema controllato da un
computer, lo stesso orologio che porta al polso è un gioiello di tecnologia
(anche se è stato acquistato da un “vu’ cumprà” sulla spiaggia!). In definitiva
volenti o nolenti siamo tutti “consumatori”
di tecnologia elettronica, più o meno
consapevoli. Dunque nessuno può dirsene fuori, e allora vale la pena di
conoscere meglio le cose, gli oggetti che possediamo e utilizziamo; e
conoscerli non tanto nel loro funzionamento perché sono quasi sempre oggetti
cosiddetti “amichevoli”, cioè facili da usare ( almeno nelle intenzioni di chi
ce li vende), ma conoscere la loro storia, cosa c’è dietro alla loro origine;
una storia apparentemente minore che non è quella delle società a dei grandi
personaggi, ma una storia che ha inciso fortemente sulla nostra vita. Vogliamo
provare a fare un viaggio nella tecnologia, una storia un po’ negletta anche
nella scuola, ma una storia che ci ha modellati e continuamente ci trasforma.
Come non partire dal computer, oggetto usato da molti ma per tanti versi ancora
da scoprire?
Prendiamo uno dei suoi usi
più noti, la posta elettronica o e-mail dalla contrazione di electronic mail, una
delle tante sigle o acronimi per la lingua italiana, quasi tutte basate
sull’inglese e a cui non solo gli addetti ai lavori devono abituarsi. La posta
elettronica, pur passando oggigiorno
attraverso la rete di internet è cosa
diversa perché è nata molti anni prima, in sordina per i comuni mortali, come
per tante delle invenzioni del nostro mondo. E’ nata nel 1964 al MIT di Boston,
storicamente un luogo di eccellenza per le scoperte tecnologiche, quando nacque
l’esigenza di far comunicare fra loro le persone che lavoravano sui primi
grandi calcolatori a scopi scientifici, calcolatori che rimanevano accesi
giorno e notte e sui quali si alternavano squadre di ricercatori su diversi
turni di lavoro. Si cercava un sistema per lasciare messaggi ai turni
successivi che non fossero scritti su carta, sempre soggetti ad essere
distrutti o perduti. Questi messaggi elettronici si potevano rintracciare sui
monitor dei calcolatori, stamparli su carta per essere riprodotti ed essere
resi disponibili a molti con estrema facilità. Con il passare degli anni il
sistema si diffonde ed esce dai singoli istituti universitari per interessare
l’intera università e poi fuori, in una rete diffusa per collegare fra
loro ricercatori anche molto lontani.

Molto prima che la posta elettronica diventasse un servizio accessibile a tutti
e soprattutto gratuito, cosa che arriva solo nel 1995 con la diffusione della
rete internet, emerse la necessità di trovare un sistema per distinguere i
singoli utenti in un sistema che stava crescendo da poche centinaia di
indirizzi dei primi anni 60, alle diverse migliaia dei primi anni 70. Si, veri
e propri indirizzi come quelli delle nostre case, dunque niente di nuovo sotto
il sole! Un giovane ingegnere del MIT,
tale Ray Tomlinson, nel 1971 si pose il problema di far uscire dal caos il sistema
della posta elettronica che creava confusione fra nome e indirizzi dei mittenti
e destinatari e pensò ad un carattere speciale che separasse in modo univoco il
nome dall’indirizzo. Questo carattere esisteva già ed era usato per svolgere
una funzione simile nelle macchine telescriventi ed ancora prima nasceva in un
sistema di codifica per le trasmissioni telegrafiche. E’il simbolo@ , da noi chiamato chiocciola per la
somiglianza con la spirale dei gusci delle chiocciole ma che significa “at”,
cioè “presso” e ritornando indietro nel tempo si scoprirà che la sua forma
deriva dalla legatura tipografica di due caratteri di origine antica,
paragonabile al nostro “C/o”. Oggi nel
mondo circolano 48 miliardi di e-mail al
giorno e ogni utente di internet impiega un’ora del suo tempo quotidiano per
gestire la posta e distinguere fra il materiale interessante e quello inutile,
la maggioranza. E’ un brusio che attraversa il mondo in modo silenzioso
attraverso la rete di internet. Per qualcuno un rumore di fondo irritante, per
altri un formidabile mezzo di comunicazione. A ognuno il proprio giudizio! (P.S.,
mandatemi una mail)
Piero.graziani@libero.it
prima pagina....
|