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Curiosità e aneddoti fiorentini
Volgendo lo sguardo verso sinistra della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, oltre Via Niccolini, ci troviamo di fronte all’armoniosa Porta della Mandorla, bellissima scultura tardo gotica del primo Rinascimento. La porta è sormontata da un bassorilievo marmoreo di forma ellittica, simile ad una mandorla, riproducente l’Assunzione della Vergine che dona la cintola all’Apostolo Tommaso, opera dello scultore Nanni di Banco. Nella storia dell’arte la forma della mandorla, fu usata per significare la verginità, l’integrità fisica e morale; ecco perché la forma della mandorla è spesso presente nell’iconografia di Maria madre di Gesù. Da questo concetto di castità pare che dal 1500, sia derivato l’uso di offrire i bianchi confetti in occasione delle nozze, in quanto nell’interno del confetto c’è la mandorla, ossia la purezza verginale della sposa. Dalla porta della Mandorla, alzando lo sguardo un po’ più in alto, a sinistra, si può scorgere su una mensola, per scaricare l’acqua piovana più lontano dalla facciata, una scultura raffigurante una testa di bue con tanto di corna. Si dice che, intorno al 1400, quando la costruzione della cattedrale era arrivata fino a quel punto, in una casa di fronte abitasse un sarto gelosissimo della bella moglie, la quale a detta di molti era amica del capomastro dell’Opera del Duomo. Questo signore a feroce beffa del sarto, avrebbe posto la testa cornuta proprio rivolta verso la finestra del geloso marito a perenne allusiva derisione. Romano ValliTorna indietro.... |