Una carota ci salverà: dall'orto lezioni di umanità

«L’uomo non ha tessuto la trama della vita; in essa è solamente un filo. Qualsiasi cosa egli faccia alla trama, la fa a se stesso».

Così scrisse il Capo Seattle nel 1854, in risposta alla proposta del presidente americano Franklin Pierce di acquisire i territori indiani per trasformarli in riserve.

Questa stessa filosofia è anche alla base del Center for Ecoliteracy, il centro che Fritjof Capra, fisico e autore di best-seller come Il Tao della Fisica, ha fondato una decina di anni fa con l’obiettivo pedagogico di contribuire a dare agli studenti (dalle elementari alle medie) un’istruzione per “vivere in un mondo sostenibile”.

Quella di Capra è una “visione sistemica” della vita, il che equivale a dire che «esiste una configurazione che accomuna tutti i sistemi viventi, siano essi organismi, ecosistemi o sistemi sociali». Per spiegarlo meglio a noi italiani, ignari di un vero e proprio movimento che sta coinvolgendo centinaia di scuole statunitensi, Stampa alternativa  ha pubblicato Ecoalfabeto, L’orto dei bambini, un libretto (costa soltanto 1 euro) a Impatto Zero che in 60 pagine riporta l’intervento dello stesso Capra nel corso di una conferenza su un tema centrale della sua teoria “La coltivazione di un orto per comprendere i cicli della natura”.

«Nell’orto» spiega Capra «osserviamo e facciamo esperienza diretta del ciclo vitale di un organismo: il ciclo di nascita, crescita, maturazione, declino, morte, e la nuova crescita della generazione successiva. Così mentre i bambini imparano che il loro lavoro scolastico si trasforma, cresce e matura come le piante, i metodi di insegnamento cambiano con lo sviluppo e la maturazione degli alunni».

Secondo Capra la creazione di un orto ricollega i bambini e i ragazzi alle basi del cibo che sono anche le basi della vita.

Quella dell’Ecoalfabeto è, insomma, una “riforma scolastica sistemica” che propone una “costruzione attiva della conoscenza” degli allievi, in cui «tutte le nuove informazioni siano collegate alle esperienze appena passate. Al tempo stesso, però, dà spazio a un diverso tipo di insegnamento capace di dare importanza alla conoscenza legata al contesto».

Il progetto studiato da Fritjof Capra e dal suo gruppo si è rivelato, oltre a un'imbattibile scuola di vita, anche un ottimo antidoto al problema del bullismo e della violenza dilagante nelle scuole

Come dire che, se tutto va bene, una carota ci salverà.      

Manuela Florio
Redazione Eurosalus

   

recensione di Stefano Carnazzi         www.stampalternativa.it

L'ABC DEL TERZO MILLENNIO

Dopo anni di silenzio, torna l'autore de Il Tao della fisica, Il punto di svolta. La rete della vita, libri colossali per ampiezza, profondità, importanza. E torna con un libro. . . piccolo, piccolo come un "millelire", piccolo come i suoi protagonisti: i bambini.
Ma quanto grande, nel suo significato!
Gli scienziati parlano in linguaggio specialistico di "reti autopoietiche", di "strutture dissipative", di "cicli catalitici". Fritjof Capra coltiva un orto, a scuola, con i bambini. E questi fenomeni, la rete della vita, il flusso di energia e i cicli della natura, glieli spiega, anzi, glieli fa vivere! Coltivare i frutti della Terra ricongiunge i bambini non solo alle basi del cibo, ma alle basi stesse della vita. Si semina, si coltiva l'orto, si raccoglie e poi si pianta ancora. Si svolgono nella pratica i cicli alimentari, uno dei più importanti concetti ecologici. S'impara il ruolo delle piante nel flusso di energia di sistemi più ampi, il ciclo dell'acqua, il ciclo delle stagioni e così via - i quali sono tutti collegamenti alla rete planetaria della vita.
In questo orto s'impara che la terra fertile è viva, con miliardi di organismi viventi per ogni centimetro cubo; ed è il luogo ideale per insegnare ai nostri bambini i meriti della coltivazione biologica. Assistono al ciclo vitale di un organismo - il ciclo di nascita, crescita, maturazione, declino, morte, e la nuova crescita della generazione successiva. Imparano, nell'orto, il mondo reale.
E per i bambini diventa qualcosa di fantastico. "Una delle cose più entusiasmanti dell'orto - ha detto un'insegnante - è che creiamo un luogo magico per l'infanzia dei bambini, che altrimenti non avrebbero un posto del genere e che non sarebbero in contatto con la Terra e con tutte le cose che vi crescono. Si può insegnare tutto quel che si vuole, ma esserci per davvero, coltivando e cucinando e mangiando, è un'ecologia che tocca il loro cuore, e che la rende importante". Per i bambini, gli insegnanti. Per tutti noi!