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Maratona di Firenze (1\4 di odissea pura)
Raccontata da
un podista qualunque, la maratona, preparata con molta attenzione anche
se non
è servito a molto!
Già la
settimana precedente alla corsa ci sono state molte sedute
straordinarie in
bagno; il sabato notte passato completamente in bianco, tanto che alle
sette
ero già in piazza Piave. Era ancora buio ho acceso il
riscaldamento della
macchina e disteso il sedile per vedere se riuscivo a rilassarmi un po’.
Alle ore otto
,immancabile come sempre, passeggiata verso i bagni,dopo di che
sembrava che
tutto fosse tornato perfetto,rilassato per la corsa faccio colazione e
bevo
abbondantemente; mi dirigo verso il pullman, salgo e via verso la
partenza. Mi
siedo sotto il Davide,qualche semplice massaggio e nell'attesa incontro
alcuni
amici:qualche saluto, reciproci in bocca al lupo e qualche corsetta per
allentare la tensione,poi mi posiziono nella gabbia delle quattro ore. Tutto
sembrava tranquillo,ma non era così ero molto teso e distratto
da mille
pensieri,tutti al di fuori della corsa. 
Enzo
Funghi(è quello a destra,in un momento di relax alla 100km del
Passatore 2006)
Tutto
il
contrario di sempre dato che le corse,a me, sono sempre servite a
chiudere
fuori dalla mia testa i guai che la vita ci riserva.
Eccoci!
Arriva l'ora della partenza e,come tutti quelli che erano lì,ho
iniziato
l'avventura.
Percorro
alcuni chilometri e mi accorgo di aver raggiunto i palloncini delle tre
ore e
40 e mi rendo conto che inesorabilmente ho commesso il mio primo errore.
Sono fuori di
testa, distratto, il mio passo non è certo questo,ma resto
lì con loro delle
tre ore e 40 fino al trentesimo chilometro.
Ecco,adesso
recupero il mio passo e inizio la cadenza più consona alle mie
possibilità,ma
sono distratto, anzi proseguo con una tale distrazione da non rendermi
conto
nemmeno dei vari punti del percorso. Ad ogni modo arrivo all'Indiano e
raggiungo,per la seconda volta, l'amico Maurizio che per problemi anche
più
grossi dei miei si trova in ritardo,un saluto e via. Però dopo
poco la mia
testa si concentra ancor più su mille pensieri,le gambe sembrano
arrendersi e
tutto si spenge, buio:ecco l'odissea pura.
Vi confido
che non mi sono ritirato per il rispetto di tutti i componenti AUSONIA
che erano
lungo il percorso e che,certamente,vivevano una giornata molto faticosa
dato
che essere di servizio ad una maratona non è uno scherzo. Loro
sono lì e si
prendono anche degli insulti,ma loro sono lì perchè noi
podisti si percorra
senza alcun pericolo, quindi grazie a tutti anche per l' incitamento
ricevuto:grazie di cuore.
Quindi
convenite con me che non mi potevo ritirare,continuo a correre ma mi
accorgo
con dispiacere di aver commesso il secondo errore;ho sbagliato per la
seconda
volta non avendo aiutato l'amico Maurizio.
Mi accingo a
spiegare;dato che a me,come sempre, il tempo di percorrenza non
è mai
interessato più di tanto,se rimanevo con Maurizio saremmo giunti
insieme, senza
dubbio, all'arrivo e forse anche in minor tempo e senz'altro io sarei
stato più
soddisfatto. In sintesi mi è mancata la concentrazione,la
concretezza e la cosa
più importante lo spirito di squadra,ma lo sport così
come lo intendo io non è
fatto per queste mancanze.
Un podista
qualunque
Enzo Funghi

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