Elettricità dai podisti

 

TELEFONI cellulari, palmari, personal computer, una folla di marchingegni “portatili” che ci accolliamo addosso e che portatili non sono poi molto. Perché tutte le batterie che li alimentano pesano, spesso senza peraltro garantirci una durata soddisfacente.

 Ma alla University di Philadelphia, Lawrence C. Rome, un esperto di biomeccanica che studia il movimento di rane e pesci ha trovato la risposta a questa “emergenza” crescente: uno zainetto capace di trasformare in energia elettrica ogni nostro passo.

Ha inventato un dispositivo – descritto questa settimana in un articolo su Science – che potrebbe cambiare la vita di scienziati, esploratori, soldati e soccorritori, oltre naturalmente quella di noi persone comuni che con qualche chilo sulle spalle saremmo capaci di produrre un discreto numero di Watt di energia..

Mentre camminiamo», dice lo studioso, «ci appoggiamo sulla gamba distesa facendo sollevare l’anca di 5-7 centimetri a ogni passo. Dato che lo zaino è collegato al fianco, anch’esso deve spostarsi di 5-7 centimetri. È questo movimento verticale dello zaino che in ultimo produce elettricità». E quel che è meglio è che il trasposto di questo zaino speciale richiede meno energia metabolica di quanto ci si aspetterebbe, come dimostrano i dati raccolti su alcuni volontari, anche se non ci si spiega ancora come sia possibile.

Chi cammina velocemente o trasporta pesi maggiori può addirittura produrre più energia. E per quanto riguarda lo zaino, non dovrebbe essere un’anomalia, visto che questo tipo di sacca è già molto diffuso e non solo tra gli alpinisti. «Sembra che quasi tutti nel mondo utilizzino uno zaino per portare le loro cose», si arrischia a dire Rome (ma si sa lui è di parte), «e la possibilità di farlo producendo peraltro elettricità in aree remote può portare grandi benefici alcuni dei quali non possiamo nemmeno prevedere ora».

 L’elettricità può essere utilizzata via via che si cammina, oppure raccolta per un futuro impiego.

 Per ora la realizzazione di questa nuova tecnologia è allo stadio di prototipo, ma un azienda costituita allo scopo di sviluppare la strumentazione, dovrebbe presto rifinire il prodotto.

 

Tratto da un articolo della rivista “Science”