| da: http://espresso.repubblica.it Cos'è il doping ![]() E' considerato "doping" l'uso di qualsiasi intervento esogeno (farmacologico, endocrinologico, ematologico, ecc) o manipolazione clinica tesa a migliorare artificialmente il rendimento - le prestazioni fisiche e/o mentali - di un atleta. E' importante distinguere questa pratica sia dalle terapie che vengono utilizzate negli atleti con qualche problema fisico che da quella che viene definita "preparazione biologica", effettuata con allenamenti programmati, diete particolari, integrazioni vitaminiche, di aminoacidi o di altre sostanze naturali. ORIGINE DEL TERMINE L'origine del termine "doping" non è ancora del tutto chiara. E persino la definizione data da parte del Comitato Olimpico Internazionale ha subito varie modifiche nel corso degli anni. Per alcuni la parola doping deriva dall' "oop", miscela di oppio, tabacco e narcotici somministrata ai cavalli da corsa nell' 800. Per altri origina invece dalla remota parola "dope", riferita a una bevanda alcolica primitiva impiegata come stimolante nel corso di antiche danze sudafricane. LE ANALISI Sono eseguite dal laboratorio antidoping del Coni all'Acquacetosa, in Roma. Laboratorio "riabilitato" dopo le polemiche su analisi presumibilmente contraffatte e la sospensione (i controlli venivano effettuati all'estero, soprattutto in Germania). La polemica è costata la poltrona di presidente del Coni a Mario Pescante. GLI ANNI 60’ Prima dell'introduzione dei primi test anti-doping nel tardo 1960, l'utilizzo di sostanze dopanti era risaputo e accettato dalla comunità sportiva internazionale; atleti, allenatori e commissari erano soliti ignorare o, addirittura, approvare il fenomeno. Solo nel 1956, alle Olimpiadi di Melbourne, s'iniziò a parlare della corruzione apportata alla competizione sportiva e, soprattutto, della pericolosità per la salute di alcune sostanze impiegate per innalzare le prestazioni. Il primo passo significativo nella lotta al doping fu mosso nel 1960, quando un Concilio Europeo, comprendente oltre 20 Nazioni, emanò una risoluzione contraria all'uso delle sostanze dopanti nello sport. GLI ERRORI E' importante ricordare che, talvolta, si può risultare positivi ai test anti-doping pur senza aver compiuto consapevolmente alcuna infrazione. Questo succede perchè alcune delle sostanze proibite dalle varie Federazioni sono anche normali componenti di alcuni farmaci in commercio, e quindi un atleta che si trova a utilizzarne uno durante il periodo di qualche competizione avrà nelle proprie urine tracce rilevabili di sostanze proibite. I farmaci che più frequentemente contengono queste sostanze sono i preparati utilizzati contro il raffreddore e l'influenza (anche spray nasali), farmaci contro la tosse, alcuni colliri, farmaci che riducono l'appetito e antiasmatici (anche spray). ________________________________________ LE REGOLE ![]() PRIMI PASSI Il primo passo significativo nella lotta al doping fu mosso nel 1960 quando un Concilio Europeo comprendente 20 Nazioni emanò una risoluzione contraria all’uso di sostanze dopanti nello sport. Tra anni dopo la il governo francese promulgò una legge che dichiarava illegale la pratica del Doping in tutta la Francia. L’Italia si è adeguata, a livello legislativo nel 1971. I primi timidi e contestati tentativi di lotta al doping rappresentarono il punto di partenza per iniziative più convinte ed efficaci che, purtroppo, furono intraprese solo dopo la tragica scomparsa del ciclista britannico Tommy Simpson, stroncato dal caldo e dall'assunzione di un misterioso "cocktail" a base di "simpamina", durante l'ascesa al Mont Ventoux nel Tour del 1967. Durante le Olimpiadi di Città del Messico del 1968 il Cio rese pubblica la prima lista di sostanze proibite che ancora oggi viene periodicamente aggiornata. Nei primi anni '80 infine il prepotente sviluppo delle tecniche di laboratorio, principalmente della "gas-cromatografia", contribuì a incrementare ulteriormente il numero e la frequenza dei test antidoping. ANTIDOPING IN ITALIA La lotta al doping è nata in Italia nel 1954. Nel 1961 fu aperto a Firenze il primo laboratorio europeo di analisi anti-doping. Dal 1964 (Olimpiadi di Tokyo) si iniziò ad effettuare sistematici controlli anti-doping sugli atleti. Dal 1971 esiste in Italia una legge che punisce sia chi fa uso di sostanze proibite, sia chi le distribuisce agli atleti. ANTIDOPING IN USA Le leghe professionistiche americane di baseball e hockey (Mlb e Nhl) non prevedono ancora alcun sistematico controllo antidoping. L'Nba (la lega del basket) sottopone invece ai test tutti i suoi giocatori durante i ritiri prestagionali e prevede tre verifiche all'anno per le matricole (l'attenzione è rivolta verso vari titpi di sostanze tra cui gli anabolizzanti). L'Nfl (la lega del football) tiene sotto osservazione i propri atleti in modo regolare sin dal 1990, e proibisce tutti gli steroidi anabolizzanti. Anche l'Ncaa (la lega dello sport universitario) ha intensificato i suoi controlli a partire dal 1990. Attualmente vengono testati circa 11.000 atleti-studenti ogni anno. I NUOVI TEST Fino a oggi il test per evidenziare sostanze proibite è stato effettuato essenzialmente mediante le analisi delle urine, dato che il prelievo di sangue veniva ritenuta una pratica cui l'atleta non poteva essere costretto. Come si procede ? La metodica è rigida e, se applicata alla lettera, lascia poco spazio ai tentativi di frode: l'atleta deve essere nudo dalle ginocchia alla cintola e con le braccia scoperte per evitare che tubicini nascosti nelle maniche o nel vestiario possano versare nel recipiente urine "innocenti". I recipienti, a tutela dell'atleta, devono essere appena lavati (è necessaria la presenza di un rubinetto nel locale dove avviene il prelievo). Vengono raccolti in presenza del medico 40-50 cc di urina e durante l'operazione il medico non deve abbandonare con gli occhi la zona puberale dell'atleta. Il campione poi viene ripartito in due contenitori, sigillati e contrassegnati solo da un codice, che verranno quindi inviati fermo posta, alla presenza di un notaio, ai centri Antidoping. Qui le urine verranno purificate e concentrate, sciolte in etere (estratto etereo) e infine immesse nel "gascromatografo", apparecchio con una colonnina di vetro contenente polvere di diatomee bagnata con
paraffina. In estrema sintesi, quando
si introduce l'estratto etereo, questo scorrerà più o
meno velocemente nella spirale, a seconda della sua maggior o minor
affinità col solvente, e giungerà nel "detector", dove
c'è un campo elettrico. L'estratto etereo modificherà
tale campo elettrico, e tale modifica verrà registrata come un
picco, particolare per ogni sostanza, che indicherà l'eventuale
presenza di sostanze vietate.________________________________________ Le sostanze EMOGLOBINA SINTETICA E THG E’ l’ultima frontiera del doping, per ora non riscontrabile dall’antidoping. Il concetto base è quello che vale per l’EPO, cioè si alza il numero delle cellule del sangue che trasportano ossigeno. Ma mentre nell’EPO si alterava spesso pesantemente l’ematocrito (in parole povere, il sangue si addensava troppo, con rischio trombosi) con l’emoglobina sintetica e il THG l’ematocrito non viene alterato e dunque il doping resta nascosto. Le strutture mediche sono ora alla ricerca di analisi che lo smascherino. E’ costosissimo: al mercato nero una fiala (per una sola infusione, dunque) costa circa due milioni di lire. NANDROLONE Il Nandrolone, rinvenuto nei test antidoping effettuati su molti atleti è uno steroide anabolizzante apparso sul mercato nel 1959. E' l'ormone che presiede a molte funzioni biologiche riguardanti la forza, uno dei prodotti dopanti più utilizzati. Prescritto normalmente per curare la magrezza costituzionale, la denutrizione e la fragilità delle ossa, soprattutto negli anziani, viene utilizzato dagli sportivi per "gonfiare" i muscoli e fare fronte, in questo modo al "catabolismo", cioè alla distruzione della massa muscolare dovuta agli allenamenti intensi. La presenza del Nandrolone nelle urine è misurata attraverso l'identificazione di due metaboliti, il 19 NA e il 19 NE, che sono il prodotto finale della degradazione della sostanza nell'organismo. ANABOLIZZANTI Sono sostanze derivate dagli ormoni sessuali maschili che favoriscono la sintesi proteica e quindi la costruzione di tessuti dell'organismo. Spesso chi li adopera a fini illeciti assume quantità enormi di farmaco, fino a più di 10 volte i dosaggi normali. I presunti vantaggi dell'uso di queste sostanze sono l'aumento della massa muscolare e della forza. ECCITANTI Normalmente in chi si prepara ad affrontare un esercizio fisico aumentano la vigilanza e la capacità di concentrazione; aumentano il flusso di sangue nei muscoli, la forza contrattile del cuore, la profondità degli atti respiratori. Queste reazioni sono mediate dal sistema nervoso simpatico, prevalentemente attraverso l'azione dell'adrenalina. Esistono sostanze che esplicano le stesse azioni dell'adrenalina, dette "amine simpaticomimetiche". Queste sostanze sono anche presenti in molte specialità medicinali in commercio, come preparati contro la tosse e il raffreddore o antiasmatici. C'è poi la caffeina, che nonostante sia dentro tutte le liste di prodotti vietati, viene ancora oggi utilizzata in grandi quantità NARCOTICI E BETABLOCCANTI I betabloccanti svolgono un'azione opposta a quella delle amine simpaticomimetiche e vengono utilizzate per ridurre il tremore e la paura del pubblico. Agiscono diminuendo la frequenza cardiaca e l'agitazione che in alcune discipline - come il tiro con l'arco o con la pistola - possono disturbare la fase di puntamento. I narcotici e gli antidolorifici maggiori, di tipo morfinico, invece servono ad annullare la sensibilità al dolore da fatica e da lesione muscolo-tendinea. AUTOEMOTRASFUSIONE E' stata utilizzata fino a poco tempo fa anche la pratica dell'autotrasfusione: in pratica all'atleta viene sottratta, durante il periodo di allenamento, una certa quantità di sangue che viene conservato. Ciò induce l'organismo ad aumentare la produzione di globuli rossi per riportarne il numero totale nella norma. Il giorno prima della gara vengono reinfusi i globuli rossi in precedenza prelevati, per cui risulta un aumento della concentrazione di emoglobina e quindi un miglioramento della capacità del sangue di trasportare ossigeno. ORMONI PROTEICI E GLICOPROTEICI E’ uno dei “grandi ricercati” dall’antidoping mondiale per la sua pericolosità. E’ l'ormone dell'accrescimento. Il "GH" è prodotto dall'ipofisi, piccola ghiandola posta nella scatola cranica alla base del cervello (essa produce molti altri ormoni che controllano anche la funzione sessuale nell'uomo e nella donna). Durante la crescita l'azione del GH facilita la deposizione della cartilagine di accrescimento che – disposta nelle parti distali delle ossa - porta all'accrescimento in lunghezza delle ossa stesse. Nell'ambiente sportivo il GH proviene esclusivamente dal mercato nero spesso in forma adulterata. Il suo uso stimola la deposizione di massa muscolare e la riduzione della massa grassa Il GH viene normalmente prodotto in condizioni di attivazione del sistema neurovegetativo simpatico (tipicamente durante il lavoro muscolare) pertanto è difficile rilevare un'eventuale somministrazione di GH esogeno. E’ considerato tra i più “efficaci” ma anche più rischiosi.Un altro ormone prodotto dall'ipofisi è l'ACTH (Corticotropina). Questa stimola la funzione della corteccia surrenale, la quale produce ormoni che, a loro volta, controllano il metabolismo glucidico e l'equilibrio idrico salino. Questo ormone viene somministrato agli atleti per aumentare la loro capacità di fronteggiare lo stress durante le gare. EPO L'eritropoietina (Epo) è in medicina l’eposerina, una molecola glicoproteica di dimensioni relativamente piccole responsabile del controllo della produzione dei globuli rossi. Dal 1983 è stato possibile ottenere Epo mediante la tecnica del Dna ricombinante e renderla quindi disponibile in clinica per il trattamento delle anemie nei nefropatici cronici. L'Epo endogena e l'Epo esogena sono perfettamente sovrapponibili dal punto di vista degli effetti e da quello della struttura chimica. L'uso dell'Epo nel mondo sportivo è finalizzato ad aumentare la massa dei globuli rossi e quindi il trasporto di ossigeno nel sangue nelle discipline di resistenza. L'aumento dei globuli rossi è valutato in termini di ematocrito che indica la frazione volumetrica occupata dai globuli rossi nel sangue. Il limite di 50 posto per gli atleti rappresenta un valore considerato patologico in ambito clinico; in termini sportivi significa di fatto liberalizzare l'uso dell'Epo purchè non si oltrepassi il limite di 50. NESP100, E’ la nuova Erirtopoietina. La sigla sta per Novel Erythropiesis Stimulating Protein, è la desinenza di Aranesp, il nome commerciale della derbopoietina, una proteina prodotta dalle cellule ovariche del ratto cinese poi ricombinata con le tecniche genetiche. Come l'Epo stimola la produzione di globuli rossi e quindi una più rapida ossigenazione del sangue. Rispetto all'Epo contiene più acido sialico, il che le consente di avere vita più lunga nell'organismo umano.IGF1: sono ormoni peptici che solitamente vengono prodotte dal succitato ormone Gh (quello della crescita, il "Growth Factor") quando va in contatto con i recettori del nostro organismo. Di fatto le Igf agiscono prima del Gh e servono ad aumentare la massa muscolare. SOSTANZE CON RESTRIZIONE E INTEGRATORI Tra le sostanze con restrizione rientrano per esempio i cannabinoidi, i corticosteoroidi e gli anestetici locali. Vitamine, minerali, ma anche creatina e aminoacidi (i mattoni costitutivi delle proteine) rientrano invece nella categoria dei cosiddetti "integratori". La creatina è una molecola entrata spesso nelle cronache del recente passato, in quanto assunta in dosi massicce nell'ambito del calcio. Pare che faciliti le prestazioni di un atleta in prove ripetute di scatto e potenza. ________________________________________ I rischi DEPRESSIONE Assumendo degli eccitanti gli atleti hanno l'impressione di effettuare una prestazione eccezionale, cosa che in seguito si rivela un'illusione. Questo effetto è legato all'aumento del tono dell'umore e all'euforia indotte da questi farmaci nella fase acuta. Dopo qualche ora però compare invece una profonda depressione reattiva. PROBLEMI CARDIACI Ne abbiamo èparlato prima a proposito di EPO ed emoglobina sintetica Gli stimolanti possono dare assuefazione e dipendenza psicologica; tremori, stato confusionale, aggressività. Gli effetti peggiori tuttavia sono a carico del sistema cardiovascolare: inducono aumenti della pressione arteriosa, aritmie cardiache pericolose, e aumentano il rischio di morte improvvisa. Infine, poichè mascherano la fatica fisica, inducono l'atleta a superare pericolosamente i limiti delle proprie prestazioni provocando gravi danni anche a carico dei muscoli e dei tendini e colpi di calore. TUMORI E DISFUNZIONI Gli effetti collaterali degli anabolizzanti sono diversi a seconda del sesso e dell'età di chi li usa: negli adolescenti, sono forse realmente efficaci, ma provocano una riduzione dell'altezza definitiva. Nelle donne provocano la comparsa di caratteri sessuali maschili (peluria sul volto e sul corpo, abbassamento del timbro della voce, irregolarità mestruali). Nell'uomo compromettono la fertilità e provocano l'atrofia dei testicoli e la calvizie. In tutti, infine, c'è una elevata incidenza di tumori, aumentano le cardiopatie e le patologie a carico dei tendini (specie lacerazioni), compaiono alterazioni della personalità. In generale gli anabolizzanti steroidei possono provocare una depressione della risposta immunitaria. ________________________________________ conclusioni C’è un grosso equivoco di fondo nel modo in cui è impostata in Italia la lotta al doping e alla farmacia proibita. Ed è dato dal fatto - incontestabile - che tutta l’attenzione dei cosiddetti “controllori”, è concentrata sullo sport di vertice, cioè sull’agonismo maggiore. Ma, neppure sommando tutti i praticanti di questo livello ed ammettendo per iperbole che si dopassero tutti, si riuscirebbe a giustificare se non in minima parte l’immenso mercato dei prodotti vietati. Lo dicono prima di tutto i dati dei sequestri effettuati negli ultimi anni da carabinieri, finanza e forze dell’ordine. Basti pensare che solo in una semplice operazione, l’estate scorsa, i finanzieri toscani hanno sequestrato 200 mila confezioni di prodotti dopanti, arrestando sei persone e denunciandone altre 15. Si trattava di sostanze destinate alle palestre e agli atleti amatori di svariate discipline. Sostanze di provenienza dal torbido mercato illegale dell'est e che comprendevano anche un pericoloso anabolizzante usato solo in veterinaria. E bastano queste semplici cifre per comprendere come il nocciolo del problema doping sia lì, nelle categorie minori, e nel vasto mondo amatoriale, il solo a giustificare con in grandi numeri dei praticanti, il grande consumo. Del resto la cronaca conforta la tesi. Nel 2002 fu fatto da parte dei carabinieri del Nas un blitz alla più popolare delle maratone amatoriali di ciclismo, la Maratona delle Dolomiti, che raccoglie al via quasi 8000 partenti. Ebbene, il “bottino” degli inquirenti fu ricchissimo. E, in contemporanea, a casa di un ex corridore professionista, impegnato quel giorno nella manifestazione, fu trovata una vera e propria santabarbara del doping, dagli anabolizzanti più comuni, alla famigerata eritropoietina, all’ormone della crescita, ai prodotti più all’avanguardia. La prova che il vero “mercato” del doping non è nel dorato mondo dello sport maggiore (che pure vi fa ricorso a piene mani...) bensì in quello più numeroso e “disponibile” degli amatori. Ciclismo, calcio, triathlon, corsa a piedi, nuoto, maratone: ecco i settori cardine del florido commercio delle sostanze proibite. Con tutte le conseguenze negative del caso. Prima fra tutte l’assenza di qualsiasi controllo medico (presente, invece nelle categorie superiori, con maggiori disponibilità economiche). Un doping spesso grossolano, fatto per sentito dire, carpendo il nome del prodotto dal tam tam del gruppo e provando su se stessi con pervicace incoscienza. I danni ci sono, ma non si vedono. O, almeno, si vedono poco. Ma la lista degli “amatori” che hanno dovuto smettere di fare attività per problemi vari (cuore, reni, fegato, ecc.) è lunghissima, anche se non se ne può parlare con precise indicazioni essendo l’argomento giustamente coperto dalla legge sulla privacy. Un mercato che in Italia cresce del 25% - 30% l’anno e che nel mondo muove qualcosa come quattro miliardi di euro. Questi i dati forniti da Enrico Fontana, responsabile di ambiente e legalità per Legambiente, in un recente convegno. Si tratta di dati di fonte Coni, dunque attendibili. Semmai velati della tradizionale prudenza dell’ente. L’Epo, secondo queste indicazioni sarebbe il secondo farmaco più venduto al mondo; seguita a ruota dal gh, l’ormone della crescita sintetico che ha dalla sua un “atout” che lo rende particolarmente appetibile: a causa - fra l’altro - del temporeggiare delle organizzazioni sportive deputate al controllo non c’è ancora un metodo per individuarlo nei test. Nel 1999 la spesa per questa sostanza dopante si aggirava sui 160 miliardi l’anno a fronte di circa 3.000 malati di nanismo, la malattia per la quale il gH, una volta estratto dall’ipofisi dei cadaveri (con forti rischi di morbo di Kreuzfeld-Jacobs) era stato “inventato” nella sua forma sintetica. Il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, che prima di Sydney 2000 aveva finanziato una ricerca per individuare il Gh nei test, cui avevano partecipato varie Università d’Europa e che era giunta a buon punto, ha chiuso improvvisamente i rubinetti del finanziamento. Così non solo gli atleti sono andati a Sydney liberi di usare questo prodotto (che non era ricercato), ma quattro anni dopo, ad Atene 2004 la situazione sarà la stessa. Tutto questo la dice lunga sulla capacità e sulla volontà reale dello sport che controlla se stesso. Un' inchiesta di tre anni fa del ministero della Sanità parlava di un giro d'affari pari a 510 miliardi di lire nel nostro Paese per Epo e Gh. Ad oggi il mercato complessivo dei farmaci con valenza dopante, sommando il legale e l'illecito, arriva a toccare i 650 milioni di euro. E il volume dei farmaci prodotti e venduti è tale da non essere giustificabile con il numero dei malati da curare. Il vero mercato, per un giro d’affari stimato attorno ai 330 milioni di euro, sta dunque nelle grosse cifre degli amatori. Un mercato cui la chimica moderna offre soluzioni e scappatoie sempre nuove. Il caso recente del Thg, che ha sconvolto lo sport Usa (coinvolti atleti di primissimo piano) è un esempio tanto calzante quanto inquietante. Esso rivela come esista, oltre ad un uso distorto (doping) di prodotti destinati originariamente a curare bruttissime malattie (l’epo, ad esempio, è un farmaco salvavita per i dializzati), anche una ricerca specifica: la caccia alla molecola che le macchine deputate ai test non riescono a scoprire. Un futuro davvero preoccupante. di Eugenio Capodacqua |