Correre...
una scoperta

Ormai da 3 anni la corsa è diventata parte del mio stile di
vita... anche qui in Africa.
E’ stata per me una vera scoperta e dopo pochi mesi ( ero ancora
in Italia) ho pensato di raccontarla... chissà che qualcuno ci
faccia un pensierino!
Ho quarantaquattro anni, sono in sovrappeso da un bel po':
attività fisica molto sporadica, quasi solo durante le ferie.
Cinque mesi fa era questa la mia condizione fisica.
Lavorando con anziani, in buona parte non autosufficienti, mi trovavo a
pensare che facevano una vita poco stimolante. Poi un pensiero: anche
tu non sei molto diverso. Loro passano dal letto alla carrozzella, tu
dalla scrivania, alla poltrona,, al sedile dell'auto e ti muovi a piedi
il minimo indispensabile. (per "ottimizzare" i tempi.)
Già il tempo che sembra sempre mancare… Mi sono visto
vecchio anzitempo, attivo certo mentalmente e socialmente, ma con
l'impressione di tirarmi dietro il mio corpo come una carretta
cigolante, che recalcitra di continuo.

Un libro di un medico americano che
consigliava la corsa, a tutti, anche agli infartuati,
mi ha stuzzicato. Siamo fatti per muoverci diceva e invece ci
condanniamo a una quasi totale immobilità: ci sono popolazioni
indigene che vivono in continuo movimento, altre che possono correre
anche per 100 chilometri… ma la mia "Ferrari" ormai parcheggiata
in garage da anni non può di colpo fare i 200 all'ora; ci vuole
gradualità.
Mi sono ritrovato a camminare sulla passeggiata a mare e a fare brevi
tratti di "corsetta": non reggevo più di 3-5 minuti. Poi il
fiatone, il cuore all'impazzata mi costringevano a rallentare e allora
continuavo a camminare. Quando tornavo a respirare normalmente e le
gambe non facevano più male, ripartivo per altri 3 minuti. Il
tutto per un'ora di uscita complessiva. Capirete il mio sconcerto a
constatare che riuscivo a correre, in totale, solo 7-10 minuti (e
camminavo i restanti 50)! Ma tanto potevo fare. La sensazione di
benessere (oltre alla stanchezza e alle gambe dure del giorno dopo) mi
hanno spinto a dare regolarità alle mie uscite: 3 volte a
settimana, sempre un'ora di "corsa-camminata".
E ci ho preso gusto: sentire che il fisico rispondeva, pian piano,
anche nella vita normale; le scale che spesso devo fare al lavoro,
trasportare per due piani assi di legno per i ripiani in camera, erano
azioni certamente anche prima alla mia portata, ma ora non mi
provocavano il minimo disagio. Sorprendentemente la durata della corsa
è aumentata e anche il tempo che potevo correre di seguito: dopo
un mese potevo già correre 25 minuti di seguito e dopo due mesi
40-45 minuti.
E il tempo dove lo trovo? Prima sembrava una domanda senza risposta,
ora mi sono accorto che il tempo impiegato ( 3 ore a settimana non sono
poi molte!) è guadagnato, anche per le altre attività: è un'operazione a "guadagno
energetico"; si ricava di più di quello che si spende.
Più energia, più capacità di concentrazione,
più memoria e anche il sonno migliora; prima con 8 ore e mi
svegliavo stanco e partivo come un diesel, ora me ne bastano anche
meno, ma soprattutto mi sveglio davvero riposato. Spesso corro al
mattino per 8-10 chilometri (impensabile qualche mese fa) e poi vado al
lavoro. Ho sperimentato che più faccio una vita impegnata
più è "indispensabile" essere fedele a questa
attività fisica: quasi un correttivo e un modo positivo di
scaricare lo stress.
Mi scordavo di dire che nel frattempo mi ero messo anche un po' a dieta
e in questi mesi sono tornato al peso forma. Il segreto? Una dieta
varia, ma con un aumento notevole della verdura. A casa abbiamo preso
delle terrine molto capienti, una per ciascuno, che all'inizio del
pasto si riempiono di una bella insalata mista, molto molto abbondante.
Così si arriva su piatti più energetici con più
capacità riflessiva e si riesce a dire di no, con
facilità a cibi inutili.
Certo dieta e sport (specie quelli di
resistenza lenti e di discreta durata) sono una combinazione vincente.
Una teoria afferma che dovendo correre a lungo e facendolo con
continuità, l'organismo nel tentativo di ridurre "i consumi"
dati dalla mobilizzazione di un certo peso corporeo, tenda a ridurlo e
a mantenerlo basso, agendo sui centri della fame e sazietà e sul
metabolismo.
C'è poi un altro elemento
da non sottovalutare: il contatto con la natura.
Siamo abituati a vivere intrappolati nella città e spesso negli
edifici che accolgono il 99% della nostra vita: casa, ufficio, cinema,
bar… saremmo invece fatti per vivere all'aperto immersi nel
nostro "elemento naturale". In questo senso la palestra e altri sport
al chiuso perpetuano questo errore. Vi assicuro che ci sono poche
sensazioni più tonificanti del correre guardando il sole e il
mare o nei boschi. Si recupera un equilibrio con se stessi e col creato
che avevamo perso. E anche il rapporto col trascendente può
crescere: dopo un po' le gambe vanno da sole e la testa e il cuore sono
liberi. Molto più liberi, di pensare e di pregare e a contatto
colla natura ci sono momenti bellissimi di vera ricarica.
Ecco perché corro!
posted by carlomegu
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