LO SPORT COME ANTIDOTO CONTRO LA DROGA

di: Guido Tedoldi

…..Greg Lemond, ex campione di ciclismo, ha salvato il proprio figlio dalla droga: lo ha preso e lo ha messo in bici, facendolo uscire dalla dipendenza a suon di chilometri.
Sembrava una cosa strana e originale, possibile soltanto per un ex atleta fissato con certi valori educativi. Invece negli Usa è un fenomeno che sta diventando di massa.

Ne ha parlato anche l'edizione europea del New York Times del 4 dicembre, dedicando all'argomento un'inchiesta di Paul Scott.
Scott ha sentito i pareri di diversi psicologi e direttori di programmi di recupero per tossici e alcolisti, che si possono sintetizzare in una frase: «L'attività fisica è il perfetto antidoto contro le dipendenze. I comuni hobby non bastano. Lavorare a maglia è una buona cosa ma non tocca le fratture dello spirito e del fisico umani. La corsa lo fa».

Un'altra testimonianza è quella di Jean Ferlesch, che divenne alcolista dopo il divorzio e si è salvata grazie al fitness in palestra: «Quando cominciai ad andare in palestra ero tristissima e arrabbiatissima. Ho alleviato il mio dolore correndo».

Fratture nell'anima, rabbia, tristezza. Tra i benefici della pratica sportiva c'è quello di farci parlare di noi stessi con noi stessi. Non sempre è possibile, nel pazzo mondo d'oggi.

Dal sito: http://comesefossesport.blogosfere.it/

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