|
ANCHE I PODISTI HANNO UN
CUORE…. La
bontà non c’entra nulla; il cuore di cui vogliamo parlare
è quello in carne (e
non ossa!) che batte nel nostro petto. Poco più grande di un pugno chiuso batte incessantemente
in media 70 volte al minuto, e quindi circa 100000 volte al giorno,
3 milioni di volte al mese, 36 milioni di volte all’anno e….
provate a fare il conto quante volte durante la vita! Se poi ragioniamo
in termini di volume di sangue pompato si arriva alla incredibile cifra
di 200000 (duecentomila!) tonnellate di sangue nell’arco di una
vita media. I
podisti sanno quanto sia importante avere un cuore sano per praticare
il nostro
sport ma serve sempre ricordare la necessità, ma anche l’obbligo
per legge, di
sostenere regolari visite medico-sportive. Non
basta sentirsi bene e migliorare con l’allenamento le prestazioni,
riporre in
questo una fiducia cieca e pensare che la nostra
“pompa personale” possa essere
per questo perfetta, perché ci sono difetti che si evidenziano
solo con visite
ed esami specialistici. E’
un dato ormai certo che le malattie cardiovascolari congenite sono le
maggiori
responsabili di morte cardiaca improvvisa fra i giovani atleti in
età
agonistica. Da
quando, nel Quello
che sorprende, continua Baldi, è che “si registra
sistematicamente l’accorato
appello dei genitori affinché la non idoneità accertata
da qualche centro
medico venga rimossa in sede di commissione di appello”. Se
questi sono gli “adulti educatori” quale futuro, anche sportivo,
potrà esserci
per i nostri figli? Il
podismo, quando è praticato in forma agonistica, è
classificato tra gli
sport “con impegno cardiocircolatorio
elevato”, mentre la semplice “corsetta nel parco” richiede un “impegno
cardiocircolatorio moderato”. Per
praticare sport agonistici la legge richiede certificazioni
specialistiche che
solo un centro di medicina dello sport può rilasciare, mentre
per gli altri
rimane sufficiente la certificazione generica del medico di famiglia. La
legge definisce sport agonistico “
quella attività praticata continuativamente, sistematicamente,
esclusivamente
in forma organizzata, finalizzata al conseguimento di prestazioni
sportive di
elevato livello e che richiede un elevato impegno psico – fisico”,
mentre per
sport non agonistico si intende “un tipo
di attività che, pur avendo caratteristiche simili
all'attività agonistica, si
differenzia per il minore impegno e l'aspetto competitivo non mirato al
conseguimento di prestazioni sportive di elevato livello”. Detto
questo è opportuno sottolineare quanto possa essere utile la
visita medico
sportiva anche per chi non ha velleità agonistiche. È
la mia esperienza personale che mi porta a queste conclusioni.
All’ultima
visita mi era stata diagnosticata una
“dilatazione aortica”, conseguenza di una malformazione
valvolare
congenita che, in condizioni normali,
non da alcun sintomo. Aver scoperto questo problema prima
che i rischi
diventino seri è stato importante perché mi
consentirà di attuare tutti i
provvedimenti necessari e mantenere sotto controllo lo stato di salute
indipendentemente dal fatto di fare attività sportiva.
C'è un livello al di
sotto del quale lo sport è utile. Perché migliora la
forma fisica e mentale,
perché dona più resistenza e flessibilità al corpo
e alla mente, perché fa
entrare la bellezza nell'esperienza quotidiana. E già lì
la vita cambia. E’
bene che questi cambiamenti, positivi, durino nel tempo e per questo
bisogna
conoscere i propri limiti e rispettarli. Piero Graziani |