Maratona di livorno, ScarpiRampi, maratona di Firenze, e….

A Livorno i colori dell’Ausonia erano presenti a ranghi
ridotti, anzi ridottissimi. Solo un pettorale, il 224 indossato dal
sottoscritto Enzo Funghi, che non disdegna di fare il “lupo solitario” ma
nemmeno fare amicizie e incontrare volti noti, come il “supermaratoneta “ Gianfranco Toschi.. Come
sempre, quando corro, il mio obiettivo non è il tempo migliore ma terminare la
gara, e così è stato anche questa volta. Bella la partenza dall’accademia navale,
nel centro di Livorno, poi una lunga galoppata sul lungomare e ritorno verso lo
stadio. Anche se i tempi non mi interessano più di tanto devo dire di essere
stato contento del passaggio al 21° Km., 2 ore e 7 minuti e davanti a me
c’erano ancora due giri di 10
Km. Sul lungomare il vento non scherza e bisogna pigiare
come “cani” per vincerlo. Non c’è niente da fare, non c’è riparo e tutti
corrono istintivamente piegati in avanti nell’illusione di ridurre l’impatto
del vento, ma presto arriva il giro di boa dell’ultimo passaggio. Arriva lo
stimolo e via a tutto gas fino all’arrivo, dove mi complimento con me stesso
perché il tempo finale è nella mia media e comunque, come direbbe il “grande”
Marco Boccardi, “buona la terza”, perché
dopo due volte che non ero riuscito a terminare questa maratona, la terza è
andata bene e devo ringraziare la mia testardaggine, il mio essere “allenatore
di me stesso”, come si addice ad UN
PODISTA QUALUNQUE.
La domenica dopo, il 18 novembre,
sono andato a Prato per la
ScarpiRampi 2007.
A Livorno avevo fissato con Gianfranco Toschi per
disputare insieme questa gara. Insieme perché questa è una gara particolare. Si
partecipa in coppia ma uno solo è il podista, l’altro è un ciclista ed è
consentito scambiarsi i ruoli pur dovendo transitare insieme dai controlli e
naturalmente arrivare insieme. Il nostro programma era di mantenere per me il
ruolo di ciclista mentre Gianfranco sarebbe stato il podista. E’ una gara di
trenta chilometri molto duri per entrambi, con tratti di assoluta difficoltà.
Anche qui per me il tempo impiegato conta poco, conta invece gareggiare
lealmente perché ci sono persone che in gare come questa adottano tutti gli
espedienti per meglio figurare. Ad esempio alcuni ciclisti lasciano la bici e
proseguono correndo, bici che verrà recuperata dal podista un uno scambio di
ruoli che da regolamento dovrebbe avvenire in contemporanea. Allora spesso
succede che la bici non venga vista e il malcapitato ( se lo merita ) sia
costretto a tornare indietro a cercarla, sotto lo sguardo ironico dei presenti.
A questi “furbastri” consiglio di darsi alla pesca, perché così non hanno da
confrontarsi con nessuno e ( forse ) faranno migliore figura.
Ancora una settimana ed ecco il
25 novembre, la Maratona
di Firenze. Qualcuno penserà che esagero, ma lo sport, la corsa, sono una parte
importante della mia vita e, a piedi o in bici, riesco a ritrovare ogni volta
la parte migliore di me stesso, quella che ci fa affrontare con rinnovato
vigore le nostre giornate, e ce n’è sempre bisogno. So che un giorno verrà il
momento di fermarsi e allora rimarranno solo i ricordi belli, di lunghe corse e
faticose pedalate, ma anche i ricordi di quei momenti in cui gli amici mi
esprimono fiducia e stima, come quando continuano a scrivere il mio nome al
momento del rinnovo delle cariche sociali dell’Ausonia.

Grazie di cuore, Enzo Funghi
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