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Curiosità e aneddoti
fiorentini
IL SASSO DI DANTE
(Romano Valli)
Sul
fianco sinistro della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, si nota una porta,
detta della “Balla” o dei “Cornacchini”. Dalla base il capomastro
Fetti innalzò a sostegno dell’arco del portale di Francesco Talenti, eseguito
nel 1360, due colonnine a tortiglione con capitello fogliato che si dipartivano
dalla groppa di un leone con putto alato e di una leonessa con cuccioli. Si
narra che ai primi del quattrocento un certo Anselmo, abitante in via del
Cocomero (attuale via Ricasoli), proprio di fronte alle case della
famiglia Cornacchini, sognasse di essere sbranato da un leone che caso strano,
era somigliante a quello della porta. Anselmo si svegliò impaurito di
soprassalto e poco dopo, passando come tutti giorni dinanzi alla porta, quasi a
sfida dell’innocua belva decorativa, volle metterle spavaldamente una mano in
bocca, ma infame destino, un grosso scorpione lì annidato lo punse ad un dito e
ventiquattr’ore dopo Anselmo era morto, e questa volta davvero. In piazza del
Duomo, sul lato destro, fra piazza delle pallottole e via dello Studio, si
trova una lapide con la scritta “Sasso di Dante”. Si narra, a
testimonianza dell’eccezionale memoria del sommo poeta, che un giorno mentre
era seduto assorto nei propri pensieri, passasse di lì un suo conoscente che
gli chiese a bruciapelo “o Dante qual è il cibo che più ti piace“, la
risposta fu telegrafica: “L’ovo”. Trascorso molto tempo, un anno e il
solito conoscente passando da quel posto, sicuro di coglierlo alla sprovvista
gli chiese:”con che cosa?”, e Dante senza scomporsi disse:”con il
sale”.
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