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Sole
Quando
cala a ponente,
un
vel ammanta tutto,
attenua
suoni e profumi,
ingrigendo
tutto in torno.
Le
fronde fan capannello,
rifugiando
avventori esausti,
spossati
da lunghi voli,
e
frenetica vita.
Adombrando
il panorama,
spianando
spigoli irti,
dando
mitezza a occhi e sensi.
Calzolari
Marialuisa

LA VITA
Come
tutte le donne un giorno
un seme mi è stato piantato
un piccolo alberello è nato.
Lo curavo con amore e le davo tutto il mio calore.
Quante lacrime ci sono volute
perché il piccolo alberello crescesse.
Non sapevo cosa era,
che albero fosse
ma convinta ero che un dì
nascessero dei bei frutti.
Il tempo passava lento
tutti i miei giorni li dedicavo
al mio alberello,
con tanto amore lo proteggevo
quando un giorno vidi
il primo germoglio era nato.
Lo guardai piena di orgoglio
perché ero stata io,
a farlo cosi bello.
Era grande maestoso e forte
neppure il vento riusciva
a piegarlo.
Però di frutta non ne fece
ed io mai mi saziai del suo raccolto.
La natura ha fatto il resto
ora non ha più bisogno di me.
Solo qualche volta di siccità
vuole che lo annaffi
con la mia acqua pregiata.
Accanto a lui c’è un altro alberello,
piccolo indifeso ma tanto bello.
Che con il tempo
crescerà vigoroso
prendendo esempi
da quello che io
con amore ho curato.
Lola Marini
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UN VECCHIO TRONCO
Sono un vecchio tronco
con dentro niente
fra foglie secche
di ricordi passati.
Con solo l’intelligenza
dello spirito inquieto
che ancora osserva,
cercando di capire.
In un mondo agitato
di sopravvissuti
con meno linfa nel sangue,
senza speranza di
comprendere.
Ma resto immobile
al sole e alle tormente,
tutta mia forza ormai
è nell’indifferenza.
Piero Ragionieri (1930-2006)

UN BRUTTO SOGNO
Mi
è successo di notte, all’improvviso
ho aperto gli
occhi, aveo sognato male,
di cadere in un
pozzo senza fine,
aspettando
l’impatto per morire.
Fu grande la mia
gioia nel capire,
di aver solo
sognato, unn’era vero.
Feci un salto sul
letto molleggiato,
mi ritrovai per
terra rintronato.
Umberto
Rovai
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PABLO NERUDA

Poeta cileno,
nato nel 1904, morì
nel 1973. Politicamente impegnato nel partito comunista, esiliato nel
1948, con
l’ascesa al potere di Allende viene nominato ambasciatore in Francia.
Premio
Nobel 1971. La sua opera di maggiore respiro è il poema Canto Generale, del 1950.
Corpo di Donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce
bianche,
tu appari al mondo
nell’atto dell’offerta.
Il mio corpo di
contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio
dal fondo della terra.
Fui deserto come un
tunnel. Da me fuggirono gli uccelli,
e in me la notte forzava
la sua invasione poderosa.
Per sopravvivere ti
forgiai come un’arma,
come freccia nel mio
arco, pietra nella mia onda.
Ma viene l’ora della
vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di
muschio, di latte avido e fermo.
Ah, le coppe del seno!
Ah, gli occhi d’assenza!
Ah, le rose del pube!
Ah, la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna,
resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia
senza limite, mia strada indecisa!
Oscuri alvei da cui
nasce l’eterna sete,
e la fatica nasce, e
l’infinito dolore.
(a
cura di Romano Valli)
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