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(Romano Valli) ![]() |
E’ rimasto
celebre un piccolo aneddoto:
alcuni disertori dell’esercito persiano avevano dichiarato che i
persiani erano
così tanti da oscurare il sole con le loro frecce; gli spartani
risposero “bene,
almeno combatteremo all’ombra”. Serse inviò le proprie
truppe nel passo, ma
ogni ondata fu respinta. La prima ondata ad arrivare sui greci fu
quella dei
Medi comandata da
Tigranes, che assaltarono con
entusiasmo, ma furono respinti con gravi perdite. La seconda ondata fu
dei
soldati provenienti da Susa, equipaggiati con un grande scudo, ma anche
loro
fallirono. Tentarono di aggirare il nemico dal lato della costa, ma
molti
caddero dalle scogliere. Il giorno successivo Serse schierò in
campo le sue
truppe d’elite, i 10.000 Immortali, comandati da Idarne, che non ebbero
maggior
fortuna. I greci combattevano a turno concedendosi un pò di
riposo da quel
massacro, si accasciavano a terra sudati e sporchi di sangue, per poi
rialzarsi
e tornare a combattere. Dopo il secondo giorno di combattimenti un
greco dal
nome Efialte disertò e tradì i greci, informando Serse
dell’esistenza di un
nuovo percorso, per superare il passo delle Termopili, la guarnigione
dei focesi
a guardia del passo non si aspettava un attacco dei persiani, per cui
quando
furono attaccati dagli Immortali di Serse, si dispersero consentendo ai
persiani di avanzare incontrastati. Leonida capì che ogni
resistenza sarebbe
stata inutile. Così l’11 agosto allontanò tutti tranne
300 spartani, assieme al
contingente di Tespi guidato da Demofilo che rimase ad aiutare gli
alleati.
Erano poco più di mille uomini, quando i persiani chiesero di
consegnare le
armi, Leonida gridò che sarebbero dovuti venirle a prendere.
Sapendo che
sarebbero morti tutti, i greci erano pronti a battersi ferocemente,
incitati
dal grido di Leonida “siete pronti stasera a cenare nell’Ade?”
L’ultimo scontro ebbe inizio, gli spartani resistettero prima su una
collinetta
lottando in cerchio contro i nemici che gli circondavano. Quando
Leonida fu
ucciso, essi si staccarono dal grosso delle truppe. Alcuni spartani
formavano
un gruppo ristretto lottando corpo a corpo. Finalmente gli spartani
riuscirono
a ricongiungersi al gruppo principale sulla collina. I persiani
sembrarono
improvvisamente incapaci di finire gli spartani, ma alla fine questi
furono uccisi
da una grandine di frecce e di lance che oscurò il sole. Oggi
sul luogo della
battaglia esiste un monumento, su di esso vi è riportata una
frase attribuita a
Simonide: ”O viandante, annuncia agli spartani che qui noi giacciam
per aver
obbedito alle loro parole”. TORNA INDIETRO.... |