IBISCO: splendido messaggero d’amore              

 di ALESSANDRA  BRUSCAGLI

 

 

                   Cinque o sei grandi petali uniti a campana intorno ad un enorme pistillo, con stami giallo oro, formano il meraviglioso fiore dell’Ibisco, una pianta della famiglia delle Malvacee che sa regalarci un’intensa fioritura da Giugno fino all’autunno inoltrato. Il suo nome trae origini dall’ibis, l’elegante uccello acquatico dal collo sinuoso e dal lungo becco, che gli antichi egiziani ritenevano ghiotto dei suoi boccioli.

                    In Polinesia le ragazze, ancora oggi, usano ornare i loro capelli con questi fiori che, grazie alle magnifiche tonalità cromatiche intense e calde, risaltano piacevolmente tra le lunghe chiome corvine. I ragazzi, invece, portano un ibisco all’orecchio destro se hanno il cuore già impegnato o all’orecchio sinistro a testimoniare la disponibilità a nuovi incontri amorosi. Questo insolito e sensuale “latore” di dolci e promettenti messaggi, ha però vita breve: un solo giorno. Ed è proprio per questa sua prerogativa che è stato eletto a simboleggiare la fugacità della bellezza.

                     Ormai diffusa in quasi tutto il mondo, la pianta dell’ibisco è coltivata per lo più a scopo ornamentale anche se esiste una specie che fornisce una fibra tessile che viene utilizzata nella fabbricazione di cordami (canapa di Bombay). Con i rossi fiori dell’Hibiscus Sabdariffa, specie tipica dell’Africa Orientale, si ricava un infuso dissetante, tonico,  digestivo e rinfrescante color rubino: il karkadè. Esiste anche l’Ibisco Gombo o per meglio dire Hibiscus Esculentes, che è un vero e proprio ortaggio esotico; è simile ai fagiolini ed ha un sapore più dolce e tenero.

Di tutte le specie esistenti che derivano da questa prolifica famiglia (circa trecento tra arbusti e alberelli) sono soprattutto tre quelle più conosciute ed apprezzate:

HIBISCUS SYRIACUS o ibisco comune. Dal nome sembrerebbe che i suoi natali fossero in Siria, ma la provenienza di questa pianta non è certa, forse arriva dall’India o forse dalla Cina. Disponibile in tante colorazioni, è il più adatto a vivere nei giardini dove, negli anni, può formare dei cespugli di grandi dimensioni; con abile potatura può essere trasformato in una bellissima siepe squadrata. E’ un arbusto rustico che sopporta bene anche i geli invernali delle regioni del nord.

HIBISCUS ROSA – SINENSIS è chiamato anche “ibisco cinese”, “ibisco delle Hawaii” oppure “rosa della Cina”. E’ stato scelto dalla Malesia come il fiore nazionale. Presenta corolle  più grandi del Syriacus (12-15 cm di diametro) che possono essere semplici, semidoppie o doppie e sono formate da coloratissimi petali: bianchi, rosa, arancio, gialli e naturalmente rossi. Come abbiamo già detto sono fiori stupendi e solitari che durano solo un giorno, ma la pianta ne produce tanti, a lungo e in successione che non ci accorgiamo quasi del ricambio continuo. Questo sempreverde è originario dell’Asia tropicale dove, nel suo habitat naturale, raggiunge un’altezza di otto metri. Nei nostri giardini può resistere solo nelle regioni  più calde.

HIBISCUS MOSCHEUTOS o PALUSTRIS proviene dalle zone meridionali degli Stati Uniti. Ama vivere in posizioni umide e molto soleggiate. I fiori rosa che produce sono davvero belli, forse i più belli in assoluto degli ibisco in generale e possono raggiungere un diametro di oltre venti centimetri. Con alcune precauzioni può vivere all’aperto anche in inverno.

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