Approfitto della pausa pranzo per seguire l’invito dei miei colleghi podisti dell’Ausonia.  Colgo quindi l’occasione per raccontarVi della mia  “prima volta”. Per un runner tale evento è costituito dalla partecipazione ad una maratona. Si può dire di essere un “runner” solo dopo aver partecipato e concluso  la mitica distanza di 42,195 km di corsa! La mia prima maratona è stata quella di Venezia che si è corsa domenica 22 ottobre con partenza da Stra, davanti  ad una stupenda villa palladiana ed arrivo nel cuore  della città lagunare dopo aver attraversato 14 ponti che rendono quella gara decisamente unica ed irripetibile. La partecipazione ad una maratona si divide, a mio  avviso, in 4 macro momenti di durata variabile ma tutti  di grande intensità fisica e mentale:

1)       La decisione di partecipare: ho iniziato a correre lo scorso gennaio; ciò rappresentava per me un ritorno allo sport dopo decine di anni di poltrona, di cattiva alimentazione e di cattiva gestione dello stress. Avevo un’idea in testa: partecipare ad una  maratona nell’anno. La scelta è caduta su Venezia per un motivo di feeling. E’stata una corsa che ho sempre  seguito in televisione e che mi ha sempre affascinato per la città, per la continua presenza di pubblico numeroso e per le caratteristiche uniche del percorso di gara.

2)       Gli allenamenti: mi sono iscritto a maggio dopo aver corso tre mezze maratone in due mesi e quindi aver acquisito una sufficiente confidenza nel “potercela fare”. Posso dire di aver iniziato una preparazione specifica a metà agosto, approfittando delle ferie estive trascorse in Trentino a correre su è giù per la Valle del Sarca. Il 10 settembre il primo lungo  interrotto verso il 25 km per un dolore al ginocchio. Il  23 settembre ho partecipato alla maratona del Mugello dove avevo previsto di correre i primi 26 km. Anche in  quell’occasione ho avuto molti problemi di tenuta, sarà stata la giornata calda, la cattiva alimentazione, le  salite, fatto sta che la gara è stata parecchio dura. Ho avuto poi alcuni giorni di stop a causa di scadenze lavorative pressanti ed ho ricominciato ad allenarmi seriamente i primi giorni di ottobre. L’allenamento al buio, dopo il lavoro, per le strade di Sesto è diventata una costante. Ciò nonostante non ero ancora così convinto di partecipare perché le due esperienze in settembre non erano state molto positive. Ho deciso di

affidarmi ad una “test qualitativo” (una specie di testa o croce).  10 giorni prima della gara, un giovedì, mi  sono preso una mezza giornata di ferie ed ho deciso di effettuare un lunghissimo. Credo di avere corso, Careggi, Quinto Alto e Monte Morello, circa 33 km in un  tempo di 3h05’...ok ci vado!! Ho fissato l’albergo, ho prenotato il treno e sabato 21 ottobre sono partito. Ho ritirato il pettorale a Mestre cominciando a sentire la tensione salire ed “aggrovigliare” le budella.

3)       La partenza: è mio avviso un momento  straordinario. La mattina della domenica alle 07.00 ero davanti alla stazione di Mestre insieme a centinaia di maratoneti ad aspettare gli autobus che ci portavano alla partenza a Stra. Nel grande piazzale vicino allo start, ho compiuto insieme ad altre migliaia di corridori le stesse operazioni di rito: la vestizione, i cerotti e la vasellina nei punti strategici, l’”intascamento” dei i più svariati integratori da usarsi nei momenti della fatica. L’odore di olio canforato, i grandi dibattiti sulle ripetute lunghe, la  proclamazione dei propri ritmi gara accompagnavano insieme a momenti di goliardia, di “spacconaggine” o di “basso profilo” i 6.000 runners nelle gabbie di partenza. Ero nella gabbia delle 4h (speranzoso più di un miracolo piuttosto che vera consapevolezza delle mie capacità) e mi sono “presentato” alle mie “lepri”…3  ragazze, fra le quali la fiorentina Ilaria Razzanelli della Nave che ricordo per la enorme simpatia ed umanità, con le quali speravo di poter condividere i 42  km del percorso. Tutto il gruppo delle 4h era costituito  da persone molto simpatiche, tutte un po’ timorose ma allo stesso tempo serene e pronte alla sfida. Nell’attesa incontro uno dei podisti più mitici dell’Ausonia: Enzo Funghi, corridore di grossa esperienza e di grande chilometraggio. Uno dei “punti di  riferimento” per noi “giovani” (solo da un punto di vista sportivo) corridori;

4)       La gara: pronti, via, si parte, il lungo  serpentone si mette in moto…il gruppo delle 4h si compatta dietro alle 3 leprotte – caratterizzate dai palloncini di colore blu – ed inizia la corsa lungo la  Riviera del Brenta. Partiamo da Stra, tocchiamo Dolo, Mirano ed altri paesi di cui ora non ricordo il nome…esperienza bellissima…in tutti i paesini c’erano

dei complessi musicali che avevano il compito di alleviare la ns. fatica…nel mio gruppo delle 4h i primi km venivano vissuti in maniera facile e leggera…la strada veniva “divorata” con facilità….che sia così  facile pensavo ? Al 13 km avevo previsto il primo integratore, ma sto bene e traccheggio un po’…al 16 km ci ripenso ed ingurgito un gel zuccherino decisamente poco gradevole al palato…l’ho accompagnato con mezzo litro d’acqua per buttarlo giù. Al 18 km un  contrattempo…mi si slaccia la scarpa (da qualche km avevo sentito che si era allentata ma speravo di   riuscire ad arrivare ad uno dei rifornimenti)….mi tocca fermarmi…riparto ed i palloncini mi sembrano volatilizzati…li vedo lontani (ammazza cosa possono  sembrare 100 mt o poco più in questi frangenti)….mi impegno e riprendo le mie leprotte….arriviamo alla mezza maratona in 1h59’30’’ giusto in media per l’appuntamento  delle 4h….al 23 km riprendo la seconda dose degli integratori e al 24 km mi scopro a pensare una cosa che se me l’avessero detto solo un anno fa gli avrei reso in  faccia…dai che mancano solo 18 km….al 25 km in Mestre c’è un sottopasso stradale, la fila si allunga e perdo  il contatto dalle mie leprotte….rientro con fatica  sotto…ma al 28 km la fila si riallunga di nuovo…stringo i denti…passo al 30 km in 2h50’…forse non saranno 4h ma….in quel punto stiamo attraversando il Parco di San Giuliano a Mestre…alla fine del parco mi si prospetta davanti quello che mi appare come il Pordoi ad un

ciclista: un cavalcavia!!! Era il cavalcavia che rappresentava l’inizio dell’altra grande difficoltà della Venice Marathon…il ponte della libertà….lungo 3850 mt costituisce il collegamento fra la terraferma e Venezia….il ritmo gara è ormai sceso inesorabilmente…la corsa si è trasformata in un “cara collamento” molto contenuto….ma si va avanti…..è uscito nel frattempo il sole…siamo intorno alle 12.40….al rifornimento del 35 km arraffo tutto quello che posso…acqua, sali, biscotti, frutta….per fortuna il ponte finisce e arriviamo in Venezia….ok manca poco….devo stare sotto le 4h15….il percorso si snoda nella parte portuale fino all’ultimo rifornimento al km 39….da lì entriamo nella Venezia che tutti noi conosciamo…quella dei ponti….apprendo lì per lì che cambiano le indicazioni…non vengono più segnalati i km percorsi ma i ponti mancanti all’arrivo….ne mancano  14, 13,12…10…attraversiamo il ponte di barche sul Canal Grande (che solo noi podisti in occasione della maratona  percorriamo)….passo davanti a San Marco e nei pressi del Palazzo Ducale vengo indicato da uno degli spettatori…o  i’cche c’ho che non va, son proprio così sconvolto?...mi guardo e scopro la maglietta intrisa di sangue…i cerotti sono saltati ed i capezzoli hanno sanguinato…nella  trance agonistica non avevo realizzato per niente…i  ponti alla fine sono 4, 3, 2….l’ultimo….poi gli ultimi 100 mt non spinto semplicemente perché non ce n’era  proprio più….chiudo in 4h12’35’’ (4h10’08’’ tempo  reale)….nel rettilineo d’arrivo mi sono sorpreso a gridare “ce l’ho fatta, ce l’ho fatta” …è finita!! Inizia l’autocompiacimento, telefonata di rito alla mia  compagna (che per motivi di lavoro non mi ha potuto seguire) e ai miei genitori (preoccupati per il loro “piccolo” di 41 anni, ma i’cche s’è messo in testa??)….che fa sembrare un piacere il cambiarsi, il  dovere prendere il traghetto ed il dovere ritornare a  Mestre a ritirare in albergo il bagaglio (a ritmo molto  molto strascicato)…….monto sul treno per Firenze….e lì salgo un altro gradino nella mia esperienza di runner…”Patrizio, non avevi fatto i lunghi sufficienti  ecco perché sei calato alla distanza (alla faccia del calo)” mi critico!! Dentro dentro vuol dire che  l’esperienza mi è piaciuta e che la ripeterò…e lì partono i voli pindarici….Firenze a novembre, Roma in Marzo, New York nel 2007!!! e…..Beh ho soddisfatto la mia voglia di esternazione…..e spero allo stesso tempo di fare ritrovare nella mia  esperienza quei podisti che l’hanno già vissuta…mentre  per i non podisti…..chissà che non gli venga la  curiosità di provare!!!Da stasera ricominciano gli allenamenti….a Firenze si corre il 26 novembre..….è vera una cosa…ci saranno altre  maratone ma non saranno mai come la Venice Marathon 2006……

Coppoli Patrizio