UNA NOTTE SULLA STRADA PER BOLOGNA



 Questa non è una storia di fantasia, con chissà quali colpi di scena.
E’ il racconto di una nottata trascorsa in parte in strada, correndo,  in parte in auto, seguendo altri correre.
Ecco che si delinea la storia, è il racconto di una staffetta podistica!
No, non lasciate perdere, continuate a leggere perché non vogliamo parlare di sport, e il podismo è uno sport, e nemmeno di politica, anche se la vicenda che ci ha messo sulla strada quella notte è anche politica.
Era la notte fra il primo e il due agosto, la notte che vede, ormai da venticinque anni, alcune persone partire di corsa, in staffetta, da Sesto Fiorentino verso Calenzano, Le Croci, Barberino, La Futa, La Traversa e poi, dopo una sosta e un ennesimo e necessario ristoro, riprendere il cammino per Bologna.
Questa è la staffetta podistica Sesto fiorentino - Bologna che ci porta la mattina del due agosto in piazza a Bologna a partecipare alla manifestazione commemorativa della strage alla stazione.

Alle 10:25 del 2 agosto 1980, come è noto e come è giusto ed importante ricordare, una bomba esplode nel punto più nevralgico del capoluogo emiliano, dell’intero nordest, e qualcuno azzarda di tutta la penisola: l’affollatissima stazione ferroviaria di Bologna Centrale, uno snodo – a detta di molti appunto il più importante o quanto meno uno dei più affollati d’Italia – attraverso il quale passano migliaia di persone dirette ai luoghi di villeggiatura, di emigranti che tornano ai luoghi d’origine, gente in arrivo, in partenza, che aspetta la coincidenza. Una grande stazione che dà lavoro a dipendenti delle Ferrovie, nonché facchini, baristi, edicolanti, agenti di Polizia Ferroviaria, tassisti, ..
Evidentemente quel giorno e quell’ora furono scelti per fare il maggior danno possibile, colpire a caso, creare il caos.
Settantasei furono le vittime immediate e centinaia i feriti, la morte dei più gravi fra i quali porterà il bilancio finale, nell’autunno di quell’anno, a ottantacinque morti. Un’intera ala della stazione, compresi il ristorante, gli uffici, il sottopassaggio, e il treno fermo sul primo binario, furono devastati dall’esplosione (la bomba, nascosta in una valigia abbandonata, era stata deposta nella sala d’aspetto di seconda classe).

Col passare delle ore apparve chiaro che si trattava di un atto terroristico, un tremendo attentato che si inseriva in una stagione politica travagliata dove la violenza toglieva alla politica ogni volontà razionale, e mirava a spaccare la società.
Eppure prima che politica questa è una vicenda umana.
Se leggiamo uno per uno quegli ottantacinque nomi, le scarne e comuni biografie di quelle persone, in ognuna potremo ritrovare qualcosa di noi, persone normali che aspirano ad una vita normale.
Ognuno di noi poteva trovarsi lì quel giorno.
Così poteva essere per il nostro amico Faggi, conosciutissimo a Sesto per il suo lavoro di vetraio, che quella mattina avrebbe dovuto transitare per la stazione di Bologna diretto verso il Trentino dove si trovava in vacanza la famiglia.
Qualcosa andò storto, ( fortunatamente! ), il treno previsto per Bologna fu perso e questa circostanza gli impedì di essere in stazione quella mattina, a quell’ora.
Ma ottantacinque vite di  “ persone comuni “ furono spezzate.

Sulla strada di Bologna, nel cuore della notte parlavamo anche di queste cose.
Certo a quell’ora eravamo in pochi, a volte anche un po’ demoralizzati, ma ci piace ricordare la determinazione di chi, anno dopo anno, per venticinque anni ha mantenuto viva questa iniziativa.
Al primo albeggiare siamo arrivati al Sacrario Partigiano di Sabbiuno, una zona di calanchi dove furono giustiziati decine e decine di bolognesi, rei di opporsi alla occupazione nazifascista.

Qui abbiamo atteso l’alba, quando i custodi di  quel luogo ci hanno, come ogni anno, rifocillato e poi accompagnati al centro di Bologna, al Parco della Montagnola, storico luogo di incontro delle decine di staffette podistiche che arrivano da ogni parte del nord e del centro Italia.
Il resto è cronaca nota, trasmessa dai vari notiziari televisivi, quando migliaia di persone, come ogni anno da venticinque anni confluiscono in piazza  a Bologna per ricordare quella e tutte le stragi e le vittime del terrorismo,

“ PER NON DIMENTICARE “

Piero Graziani