GLI SPAZI DELLO SPORT
Un convegno al Polo Scientifico

Organizzato da Sesto Idee si è svolto sabato 26 novembre il  3°convegno sullo sport. L’aspetto che quest’anno si voleva indagare è stato : “il territorio come un grande impianto sportivo”.
E’ bello, prima di tutto, poter accedere a strutture come quelle del polo scientifico. Quando entriamo in quegli ambienti, anche se non possiamo vedere direttamente l’attività che vi viene svolta, a chi ha una qualche sensibilità per i fatti scientifici fa un certo effetto vedere che a due passi da casa nostra ci sono scienziati che lavorano ogni giorno per il nostro futuro. Ma il nostro futuro non è fatto solo di scienza. Dalla scienza ci aspettiamo gli strumenti e i mezzi per migliorare la qualità della nostra vita, dalla politica ci aspettiamo soprattutto la buona amministrazione.
La buona amministrazione non può essere intesa solo come la capacità di far quadrare i conti ma anche come lungimiranza nelle scelte di investimento.
L’idea di questo convegno era appunto quella di immaginare il territorio come un grande impianto sportivo, idea  che sottintende necessariamente la volontà delle istituzioni di aiutare lo sport a crescere e a diffondersi nel territorio.
Sta dunque tramontando la tendenza a privilegiare gli sport di massa o comunque quelli che richiedono impianti e attrezzature specifici con la necessità di grossi investimenti?
L’attenzione rivolta al territorio e agli sport  cosiddetti minori  che lo utilizzano come primo strumento ci pare interessante.
Il nostro sport, il podismo, è per definizione legato al territorio.
Ci alleniamo e corriamo per strada, nei parchi e nei giardini, sui sentieri di montagna e nei viottoli dei campi.
Dunque i nostri spazi per lo sport non costano niente alla collettività, anzi spesso la presenza dei podisti riesce a valorizzare ambienti altrimenti inutilizzati.
Sicuramente il podismo è uno sport individuale, ma l’esperienza di società sportive come la nostra, con oltre trent’anni di attività, dimostra l’utilità di offrire agli sportivi occasioni di incontro come si possono trovare nella vita associativa.
Per il convegno ci era stato chiesto  di partecipare ad una mostra fotografica con cui farci conoscere raccontando la nostra storia.
A qualcuno dei più anziani  di noi sono quasi venuti i  “ lucciconi “ rivedendo foto ingiallite, in bianco e nero o con colori sbiaditi.
Capigliature ormai dimenticate da tempo, pantaloncini e magliette aderentissimi, tute che oggi ci sembrano pigiami, volti quasi dimenticati di persone che da tempo non sono più tra noi.
Alle foto abbiamo aggiunto qualche commento che servisse a conoscere meglio l’Ausonia e siamo andati in mostra nell’atrio del padiglione dove si svolgeva il convegno.
Personaggi importanti del mondo dello sport e dello spettacolo sono venuti a raccontare le loro esperienze.
Esperienze di fatica e sacrificio che sport come la corsa o  l’alpinismo, il canottaggio o il ciclismo e numerosi altri richiedono a chi gli pratica ad alti livelli, restituendo poco  in cambio in termini di denaro e notorietà.
Ecco, questa è stata la nota dolente di molti dei loro interventi.
Oggi il successo a livello di massa di uno sport è dato essenzialmente dall’emergere di un campione, che sia anche un personaggio e per questo richiami l’attenzione dei mass-media.
Nel podismo è difficile anche questo perché anche il campione olimpico, il maratoneta da prestazione mondiale, torna presto nel limbo dei quasi dimenticati e le corse, escluse le grandi maratone, vivono momenti di crisi.
Eppure, nonostante tutto, la mattina dei giorni festivi le gare amatoriali  continuano a tenersi pur registrando un calo generalizzato di presenze.
La conseguenza è una crisi di risorse che attanaglia tutte le società  che in parte rispondono aumentando le quote di iscrizione e in parte riducendo il calendario corse alle più significative.
Il territorio come un grande impianto sportivo non può dunque essere solo una constatazione ma un punto di impegno da parte delle istituzioni locali che dovrebbero contribuire di più alla vita delle società che sul territorio praticano i loro sport.

                                                                                                             Piero Graziani