| A proposito delle vacanze pubblichiamo questo pezzo edito negli anni ottanta dal settimanale L’EUROPEO. ![]() Da tempo le vacanze non esistono più. Sono state sostituite da qualcosa di cui la gente avverte a tratti la natura artificiosa, precaria, enigmatica, ma in cui tuttavia continua a precipitarsi con una sorta di risoluta rassegnazione, con impegno, con piacere, con misterioso orgoglio. Sfugge ai più il fatto fondamentale che il sogno degli utopisti rivoluzionari si è già avverato, è già sotto i nostri occhi: le vacanze sono diventate una immensa, ancorché inconsapevole, opera d’arte collettiva. E’ il trionfo del sulla vita. Soltanto così, considerando cioè le vacanze un prodotto dell’immaginazione, tutto ridiventa comprensibile e classificabile. Non diversamente dal romanziere, il vacanziere prende spunto da pochi elementi occasionali, trasfigurandoli in geniali elaborazioni di pura fantasia, che si possono riassumere secondo gli schemi dei manuali di letteratura. Vacanziere ariostesco - E’ il più comune, il più fertile, il più ammirevole. Parte una mattina di sabato all’alba, tra il cinguettio dei primi tram, il lontano muggire delle ambulanze e delle autoradio della polizia. Uno smog rosato illumina i sacchi di immondizia che come solide, rassicuranti querce, fiancheggiano da settimane la contrada in cui abita. Una variopinta brigata di piccoli e medi cavalli fiscali fa ressa alla porta della città, dove il tempo ( tre ore ) scorre veloce fra scherzi, richiami e festosi cozzi di armature. Inebriante è il profumo degli scappamenti. Poi ecco spalancarsi davanti a lui la grande strada maestra, che si snoda in mezzo a ridenti strisce bianche magicamente parallele, per miglia e miglia. Il viaggio è reso palpitante dal gioco dei sorpassi e dai sobbalzi tra le corsie, dalle continue deviazioni per rifacimenti di ponti, viadotti, banchine, segnaletica nonché dalle locande disseminate lungo il percorso, in cui fanciulle dai grandi occhi languidi (forse fate) fingono raccapriccio di essere rimaste senza birra, aranciata, caffè freddo, oppure chiedono soavemente mille lire per un panino staccato poco prima da un albero della gomma. A tarda sera il vacanziere ariostesco è in vista della sua meta, un turrito borgo sulla riva del mare circondato da quarantamila saraceni. Ma egli rompe l’assedio, raggiunge il castello-pensione Pinetina, disdegna la voluttuosa mollezza di una doccia ( che nella sua camera non funziona ), scende a consumare con gli altri avventori un pasto sano, abbondante ![]() |
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precotto. L’indomani e poi per tutti i successivi venti giorni, combatterà senza soste contro gl’infedeli che infestano la spiaggia, le gelaterie, i dancing Acapulco e Waikiki, la farmacia, i giardinetti sul lungomare, e il mare stesso fino a trecento metri dalla riva. Compirà prodigi di valore per strappare al nemico una pizza fredda, duellerà per difendere il suo ombrellone da donne guerriere ricoperte di bronzo, scamperà a tempeste di sabbia scatenate da gnomi malevoli, sfuggirà a tentacoli di nafta, arpioni subacquei feroci denti di lattine arrugginite, cannonate di gomma. Vacanziere Kafkiano- Passa le vacanze nella città abbandonata da tutti, tra negozi chiusi, ristoranti e tabaccherie sbarrate, finestre e portoni inchiavardati impossibili prospettive di strade e piazze deserte. E’ l’unico spettatore allo spettacolo dei balletti folcloristici coreani patrocinato dal Comune. Dirà poi agli amici che era tutto molto kafkiano. Vacanziere bucolico - Con la sola differenza che è l’unico spettatore al concerto dell’orchestra filarmonica di Mombasa, patrocinato dal Comune, fa esattamente le stesse cose del precedente. Dirà poi agli amici di essersi finalmente goduta un po’ di vera tranquillità. Vacanziere d’avanguardia - Basta, egli grida, con le solite banali, ripetitive, soffocanti vacanze. Rompendo con la tradizione, tagliandosi tutti i ponti alle spalle, passerà tre spericolate settimane al Villaggio Nature delle Isole Figi, in tutto identico ai Villaggi Nature di Puglia, Turchia, Baleari, Corsica, Calabria, dove è stato negli anni scorsi. ![]() Vacanziere Hemingwayano - Vola a Parigi in un charter aziendale organizzato dal ragionier Francis Scott Fiztzgerald. Visita in comitiva (fa da guida la dottoressa Gertrude Stein, dell’ufficio acquisti) i folli quartieri di Montparnasse e Montmartre, incontrando 180.000 tipi interessantissimi, di cui 165.000 giapponesi che ritroverà cinque giorni dopo a Pamplona, dove il Comune ha patrocinato la proiezione in uno stadio di un documentario a colori sulla famosa corrida. A Siviglia ubriaco di sole e sangrìa, tenterà di entrare nella camera della Tiziana (contabilità generale), ma un signore somigliantissimo a Picasso gli dirà che ha sbagliato porta. Non noterà che la preziosa mantiglia acquistata a Granada reca l’etichetta Made in Prato (Italy). Fruttero e Lucentini Torna indietro.... |