| Breve
storia della Villa Mediceo Lorenese del Poggio Imperiale (di Romano
Valli)
La villa sorgeva già come “casa da signore” nel 1427![]() denunciata al catasto da Jacopo di Pietro Baroncelli primo proprietario. Fu ceduta nel 1487 ai Pandolfini come saldo del debito dei Baroncelli. Durante l’assedio di Firenze nel 1530 diviene quartier generale delle truppe di CarloV. 1548 Piero Salviati acquista per 1800 fiorini d’oro la villa da Filippo Pandolfini. Nel 1564 Cosimo I confisca la villa ai Salviati. Isabella dei Medici figlia di Cosimo I e moglie del duca di Bracciano Paolo Giordano Orsini si fa donare dal padre la villa. Dopo la morte di Cosimo I, Isabella viene uccisa per gelosia dal marito nella villa di Cerreto Guidi. La villa rimane in possesso degli Orsini finchè nel 1618 viene acquistata da Maria Maddalena d’Austria moglie di Cosimo II, ambiziosa e intrigante, allegra e vivace, ebbe otto figli, il suo soggiorno preferito era la villa Baroncelli che essa trasformò in una residenza principesca. M.M.d’Austria comprò dei terreni e fece costruire il viale fino a Porta s. Pier Gattolini (Porta Romana). Nel 1622 Giulio Parigi fu l’architetto che restaurò la villa e Matteo Rosselli il pittore più importante di Firenze, arricchì le sale con le sue decorazioni. Dal 1624 la villa cambiò nome e si chiamò “Poggio Imperiale”, dedicata alle future granduchesse per il loro riposo e svago. I due cortili odierni erano due giardini dove si coltivava specie pregiata di fiori e di alberi da frutto. Cosimo II ricevette Galileo che veniva ad offrire la sua opera di scienziato. Alla morte di M.M.d’Austria il figlio Ferdinando II si appropriò della villa e di tutto il patrimonio della madre. La moglie di costui Vittoria della Rovere per entrare in possesso della villa, l’acquistò dal marito cedendo in cambio i suoi diritti sull’eredità della madre Claudia dei Medici. Vittoria della Rovere portò a Firenze molte opere d’arte fra le quali il dittico dei duchi di Urbino di Piero Della Francesca, la venere di Tiziano, la Sacra Famiglia del Rubens. Vittoria continuò il suo programma di abbellimento della villa iniziato dalla suocera M.M.d’Austria, si deve a lei la sala di ricevimento (oggi refettorio) chiamando gli architetti: Diacinto Marmi, Ferdinando Tacca e i più grandi pittori come Francesco Corallo e il Volterrano, commissionò |
preziosi
mobili e bellissimi arredi. Obesa morì il 13 Marzo del 1694. Alla morte di Vittoria la proprietà passò al figlio Cosimo III non ci furono cambiamenti durante questo periodo. Dopo la morte dell’ultimo granduca Giangastone la proprietà passò ai Lorena con Francesco Stefano e sua moglie Maria Teresa, i due granduchi dopo un mese ripartirono per Vienna per cingere la corona imperiale, lasciando a Firenze un consiglio di reggenza. In questi anni periodo di decadenza, i Lorena saccheggiarono i beni non protetti dal Patto di Famiglia e messi all’asta, quadri mobili e arazzi vari.Venuta a Firenze nel 1765 di Pietro Leopoldo con Maria Luisa ripresa abbellimento della villa la quale piacque molto ai due regnanti, architetto Gaspare Maria Paoletti, stucchinai Grato e Giocondo Albertolli, i pittori Angiolini, del Moro, Gherardini, Traballesi, Fabbrini, Terreni e Gricci. Nel 1770 ospite di Pietro Leopoldo suonò il quattordicenne Mozart. Il granduca a malincuore lasciò Firenze per coprirsi della corona imperiale, lasciò sul trono del granducato il figlio Ferdinando III che regnò fino al 1799, dal 1803 i francesi con Maria Luisa di Borbone fino al 1807, dopodiché Maria Luisa dovette lasciare il posto a Elisa Baciocchi sorella di Napoleone. Lavori effettuati in questo periodo stile impero e di gusto francese, i lavori della facciata iniziati da Pasquale Poccianti furono terminati dal Cacialli che chiuse la veranda creando il peristilio, la cappella fu realizzata dal Cacialli su commissione della Baciocchi. Al ritorno di Ferdinando III 1814 il Cacialli terminò alcuni lavori iniziati, come: la cappella e alcune sale compreso il bagno neoclassico. La figlia di Ferdinando III andò sposa a Carlo Alberto di Savoia nel 1819 e nel 1821 furono ospiti della villa con il piccolo Vittorio Emanuele di uno anno, nel 1822 ci fu un incendio e la culla prese fuoco, la nutrice lo salvò facendo sacrificio di se. 1824 morte di Ferdinando III, il figlio Leopoldo II (Canapone) ne prese possesso, nel 1849 dopo il ritorno dall’esilio, ospitò gli ufficiali austriaci con grande indignazione dei fiorentini. Dopo il 1855 la villa fu disabitata e nel 1864 per volontà di Vittorio Emanuele II divenne collegio della S.S. Annunziata. Torna indietro.... visite sono a cura dell’associazione “Amici dei Musei”. L’orario d’inizio è dalle ore 15.00 l’ingresso è gratuito. |