LE PERSONE CONTANO

 

In ricordo di GRAZIANO MARTELLI

 

Forse per la stragrande maggioranza di chi ci legge questo nome non dirà nulla, sarà uno dei tanti che ci lasciano presi da quell’evento, la morte, che tutti cerchiamo di allontanare dai nostri pensieri.

Ci annienta la morte di un familiare, ci colpisce la morte di chi è vicino e ci lascia  quasi indifferenti quella di chi non conosciamo.

Raccontare della morte di un amico esaltandone le qualità a volte può essere esercizio retorico e il commento è il solito: da morti siamo tutti bravi!

Forse anche noi non sfuggiamo a questa condizione, ma raccontare le qualità normali di una persona normale ritengo sia un valore perché chiunque lascia qualcosa di sé, nella propria famiglia, fra i propri amici e in definitiva nella comunità.

E’ un valore ricordare che esistono persone come GRAZIANO MARTELLI, di quelle che parlano poco ma fanno molto, che lasciano un vuoto vero che nessuna bella parola può riuscire a colmare.

Di quelle persone che fanno, pagando di tasca propria, senza farlo mai pesare.

Efficaci e precise nel risolvere i problemi ma nello stesso tempo sensibili e premurose.

Così era anche GRAZIANO MARTELLI e mi piace ricordarlo quando scherzava sul suo cognome evocando il  “martello “ come strumento di lavoro, quel lavoro manuale con il quale soprattutto si qualificava la sua presenza discreta all’interno del CLUB AUSONIA.

Molti di noi sono andati alla cerimonia funebre e alla fine della funzione Vincenzo Franceschini ha letto il ricordo che sotto riportiamo, scritto con il cuore da Romano Zucca.

E’ il nostro addio a Graziano e l’invito alla sua famiglia a considerarsi ancora parte di quel luogo di amicizia e fraternità che è stata l’Ausonia per tutti loro.

 

 

 

 

A Graziano

Con la tua scomparsa, Graziano, un’altro importante pezzo della ultratrentennale storia dell’Ausonia  se ne va, un altro amico che scende nell’ombra e ci lascia soli.

 In più di trent’anni vissuti fianco a fianco sarebbero tanti i ricordi, troppe le vicende; potremmo riempire pagine su pagine.

 Io invece in questa occasione voglio ricordare solo un episodio, per me molto significativo: tu durante una delle nostre riunioni annuali un po’ più vivace del solito affermasti: “basta critiche, io non ne faccio perchè dopo più di trent’anni vissuti assieme io mi sento non un compagno ma un fratello di tutti noi”.

 E allora concluderò così, con le tue parole; addio fratello Graziano, il fraterno saluto di tutti noi ti accompagni e ti sia di supremo conforto, addio Graziano!

 

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