VOGLIA DI MARATONA

Treviso i canali
TUTTI PAZZI PER TREVISO!

                        

Forse ho un po’ esagerato, ma in molti di noi è venuta la “voglia di maratona” ed è stata scelta quella di Treviso.
Una maratona di provincia, si dirà, ma andando a vedere il bel sito che hanno allestito www.trevisomarathon.com  e tutta l’attività promozionale messa in campo (non ultima l’idea di rimborsare l’iscrizione agli iscritti entro il 31/12/05 che concluderanno la corsa entro le sei ore),  vediamo come si stia preparando a diventare una maratona importante.
Noi dell’Ausonia stiamo cercando di organizzare una trasferta di due giorni per offrire a chi corre la giusta tranquillità e a chi accompagna i maratoneti la possibilità di visitare la città.



LA NOSTRA GITA

Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere un numero sufficiente per una gita organizzata con il viaggio in autobus, ma ci stiamo organizzando con i nostri mezzi.
Il programma della gita sarà comunque lo stesso.
Nella mattinata di sabato 11 marzo arriveremo a Treviso e inizieremo la visita della città.
Visiteremo il Duomo medievale, una costruzione risalente al IX secolo e con successivi rimaneggiamenti  fino al XVIII secolo. E’ caratteristico per le sue sette cupole, il Battistero romanico e il massiccio campanile entrambi del XI-XII secolo.
Visiteremo inoltre la Chiesa Gotica di San Nicolò del XII-XIV secolo e il seminario vescovile che raccoglie varie testimonianze dell’attività dei Domenicani anche in campo scientifico con il Museo Etnografico degli Indios del Venezuela, il Museo di archeologia e paleontologia precolombiana e quello zoologico ”Giuseppe Sciarpa “.
Seguirà la sistemazione in albergo, il pranzo e il pomeriggio del sabato visita al centro della città nei suoi luoghi di vita sociale, commercio e cultura.
Cena e serata libera ( a letto presto! ).
La domenica, dopo la prima colazione, trasferimento a Vittorio Veneto dei podisti per la Maratona mentre per coloro che non hanno interesse alla corsa ( le mogli!) mattinata a disposizione per visita individuale alla città.
Pranzo libero e nel tardo pomeriggio, al ritorno dei “nostri eroi” maratoneti, partenza per Sesto.

IL PERCORSO                Vittorio Veneto          Coneglianotreviso il castello

La Treviso Marathon è una corsa a piedi di carattere agonistico di Km. 42,195 che si svolgerà domenica 12 marzo 2006.
La partenza di questa gara, giunta alla 3° edizione, è a Vittorio Veneto e l’arrivo è in Piazza dei Signori a Treviso.
Il percorso si snoda lungo le statali Alemagna e Pontebbana, che per l’occasione verranno chiuse al traffico automobilistico ed è particolarmente bello dal punto di vista paesaggistico, poiché tocca nove comuni della Marca Trevigiana: Vittorio Veneto, Colle Umberto, San Vendemiano, Conegliano, Susegana, Nervesa della Battaglia, Spresiano, Villorba, Treviso.
Per quel giorno sono attesi al via migliaia di atleti italiani e stranieri (l’anno scorso erano circa 5000 gli iscritti) e lungo le strade vi saranno decine di migliaia di spettatori ad incoraggiarli.
Accanto alla maratona verrà organizzata anche una passeggiata non competitiva nelle vie del centro di Treviso, di 4 chilometri, dedicata alle famiglie, i cui proventi verranno devoluti alla ricerca contro il Lupus eritematoso sistemico ( www.lupus.it ).
In occasione della Maratona, da venerdì 10 marzo 2006 in alcune piazze della città di Treviso verranno allestiti degli stand espositivi in cui saranno organizzati spettacoli di varia natura.




Dicono della maratona
   Ricordi e testimonianze


Il cuore nelle gambe    ( di Franca Fiacconi )                       

Franca FiacconiL'avevo sempre sostenuto io, fin dall'arrivo della mia prima maratona, 1 maggio 1989, ROMA.

Senza togliere nulla agli altri sport, ma la maratona è davvero l'essenza del movimento umano, nella sua semplicità d'azione, nella sua durezza, nella sua complicata eppur semplice concezione. L'essere umano contro se stesso, la strada gli avversari, il tempo, in un lunghissimo vorticare di chilometri, in cui il corpo svela tutti i suoi segreti.

Mi prendevano per matta quando fui la prima al mondo a voler correre tante maratone in un anno rinunciando a gare e garette di scarso interesse per me, non riuscivano proprio a capire che ero innamorata, e quando sei innamorato, spesso, quello che ha senso per te non lo ha per gli altri.

E tutti a domandarsi chissà perchè, chissà come....il loro piccolo cervello non andava al di là della logica del guadagno, perchè chi possiede un cervello piccolo ha soltanto lo spazio necessario per pensare alla sopravvivenza materiale e gli ci vorrebbe un cervello supplementare per concepire l'amore e la passione.

La maratona olimpica ha dimostrato ciò che ho sempre pensato e dimostrato anch'io: che là dove la maratona è vera, dove la gara non è costruita per qualcuno in particolare, non sono i numeri a farla da padrone ma i sentimenti, e vince chi non si fa spaventare dai numeri.

A New York nel 1998 mi battevo contro la primatista mondiale, Tegla Lourupe, era come battersi contro Paula Radcliffe oggi, molti pensavano che non ci sarebbe stata storia, Tegla salutava il pubblico al passaggio, era sicura di vincere, ma non aveva fatto i conti con il mio cuore, la mia passione, la forza del mio amore per la maratona. Certo osservando soltanto i numeri, io dovevo essere battuta in partenza, ma io non partii battuta in partenza. E vinsi. Perchè avevo il cuore nelle gambe.
F. Fiacconi

Sintesi dei risultati sportivi di Franca Fiacconi
1° posto alla maratona di N.Y.1998, 2° posto nel 1996, 3° posto nel 1997, 2° posto nel 2000 Medaglia d'argento Universiadi Buffalo nel 1993 - Bronzo a squadre Mondiali di Atene nel 1997 - Argento a squadre Europei di Budapest nel 1998 - 4° posto agli Europei di Budapest nel 1998. Presenze in maglia azzurra: 6 Vittorie in maratona: 13 Padova 2000,Praga1999, N.Y.1998,Roma1998, Torino1998, Torino1996, Carpi1996,Cesano Boscone(MI)1995, Penang(Malesia)1994, Egna(Alto Adige)1994, Enschede(Olanda)1994, Livorno1993, Bologna1990 Maratone corse: 33 (16 all'estero e 15 in Italia) - 5° posto nella graduatoria mondiale 1998 Il tempo ottenuto a N.Y. nel 1998 è la seconda prestazione all time di quel percorso. Ho corso 2 volte 2 maratone a distanza di sole 3 settimane con prestazioni di livello mondiale (unica atleta al mondo) : Carpi il 13/10/96 in 2h28'22'' + N.Y. il 03/11/96 in 2h28'42'' Carpi il 12/10/97 in 2h28'51'' + N.Y. in 2h30'15'' Migliori 10 maratone 2h25'17'' 1^ N.Y. 1998 2h26'03" 2^ N.Y. 2000 2h26'42" 2^ Berlino 2000 2h28'12'' 1^ Roma 1998 2h28'22'' 1^ Carpi 1996 2h28'33'' 1^ Praga 1999 2h28'42'' 2^ N.Y. 1996 2h28'51'' 2^ Carpi 1997 2h28'59'' 4^ Budapest 1998 2h29'18'' 1^ Torino 1996 2h30'10'' 1^ Cesano Boscone 1995 2h30'15'' 3^ N.Y. 1997 2h30'20" 1^ Padova 2000
Tratto dal sito www.sportvillage.it



Dorando Pietri arrivo maratonaDorando pietri

- Dopo l’esemplare restaurazione ateniese del 1896, nelle due successive edizioni, Parigi 1900 e Saint Louis 1904, l’evento olimpico subì due penose battute d’arresto, sia per le fragili architetture organizzative, sia per il mancato rispetto delle spinte ideali che avevano originato la ripresa moderna dei Giochi.

- Toccò a LONDRA, quattro anni dopo, nel 1908, restituire nella loro interezza gli ideali maltrattati nelle due precedenti edizioni, aprendosi inoltre ad una più estesa rappresentatività nazionale ed offrendo, complessivamente, un quadro organizzativo ed agonistico – considerati i tempi – d’ampio respiro.


Dorando Pietri
- Di quella edizione londinese, di cui esistono esili documenti filmati di rara suggestione, DORANDO PIETRI fu l’eroe eponimo. Lo sfortunato epilogo della MARATONA di cui fu indiscusso protagonista; le cadute negli ultimi metri della gara; lo scalpore suscitato dalla sua squalifica; l’intervento generoso, appassionato, fuori da ogni schema protocollare, della REGINA ALESSANDRA, che attivò nella notte i gioiellieri di corte premiando personalmente l’atleta italiano con una coppa gelosamente custodita in una cassa di sicurezza della Cassa di Risparmio di Carpi; l’articolo a difesa dell’atleta apparso sul Daily Mail per la firma autorevole di ARTHUR CONAN DOYLE, inventore di una delle figure più celebrate della letteratura moderna, Sherlock Holmes: tutto ciò contribuì ad esaltare l’episodio e la caratura umana di Pietri, ribaltando lo stereotipo dell’atleta ucciso nell’ultimo metro, elevando l’uomo a personaggio e facendone, nel tempo, una figura destinata, senza retorica, all’immortalità. La FOTO dell’atleta che taglia il traguardo della corsa olimpica sorretto dai giudici di gara fece in ventiquattro ore il giro del mondo. Resta, da allora, un potente documento iconografico, il più conosciuto, il più ammirato, interpretato, pubblicato nella storia dello sport mondiale, con un tasso inarrivato di documenti. Non c’è maratona importante, Tokyo o New York, Roma o Boston, Berlino o Londra o Parigi; non c’è scadenza olimpica quadriennale; non c’è elenco dei più famosi atleti d’ogni tempo; non c’è celebrazione della leggenda nata nel 490 avanti la nascita di Cristo sul percorso dal villaggio di Maratona ad Atene; non c’è infine rievocazione della più seguita ed affascinante delle specialità olimpiche che non abbiano, da cento anni, come intoccabile riferimento, Dorando Pietri.



"Io non sono il vincitore della maratona. Invece, come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto ed ha perso la vittoria"
Così scriveva Dorando Pietri sul Corriere della Sera il 30 luglio 1908.


www.dorandopietri.it

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