UN “ PODISTA QUALUNQUE “ AL XXXI TROFEO O. FROSALI
25 aprile 2005
Io che sono un “podista qualunque”, di quegli descritti con
efficace ironia in un numero recente del giornalino, ho voluto
quest’anno provare il nuovo percorso del Frosali.
Negli scorsi anni avevo sempre fatto la non competitiva perché
la salita fino alla strada panoramica di Morello e poi la successiva
discesa non erano nelle mie possibilità.
Quei sei, sette chilometri della non competitiva mi sono però
sempre stati un po’ stretti; gli anni passano ma la voglia di misurarsi
con se stessi e perché no, anche con gli altri, mi dicevano che
potevo fare qualcosa di più.
Bene hanno fatto gli organizzatori del Frosali a costruire un percorso
che abbracciasse centro cittadino e periferia collinare, senza
però salite impossibili e discese da capogiro.
Siamo partiti dalla piazza principale di Sesto, quella piazza del
Comune con il palazzone ottocentesco, il monumento ai caduti come in
tutte le “piazze del Comune” italiane, luoghi della memoria collettiva
che spesso non vediamo più perché fanno parte
“dell’arredo urbano” ma che in questo 25 aprile 2005, sessantesimo
della Liberazione, hanno ripreso appieno il loro significato.
Partiamo puntuali e il serpentone si snoda verso piazza Della Chiesa e
il giardino dove è collocata la lapide commemorativa di Oliviero
Frosali.
Risaliamo verso piazza Ginori passando sotto il grande arco
gonfiabile dell’arrivo, piazza De Amicis dove c’è un altro
monumento ai caduti, piazza s. Francesco e su verso Colonnata.
La corsa si distende verso Quinto, ognuno ormai prende le proprie
posizioni, i primi sono già lanciati e noi “podisti qualunque”
navighiamo tranquilli in attesa della imminente salita.
Un primo assaggio l’abbiamo in via Fontemezzina fino all’altezza della
villa e del parco Ginori e poi con il sentiero per salire ai cantieri
della TAV.
Ci rilassiamo un po’ e dopo il ricco e bene organizzato ristoro arriva
l’altrettanto “ricca” salita che porta oltre la chiesa di
Querceto.
Attraverso un sentiero su un costone coltivato a olivi con una
magnifica vista sulla piana, Firenze compreso, ci ritroviamo nei pressi
della località che i sestesi conoscono come “Le Cappelle”
e da qui è iniziata la discesa verso Sesto.
Ancora un bel tratto cittadino e compare la scritta “ ultimo chilometro”, ci siamo!
I primi saranno già arrivati da un bel pezzo, ormai per quegli
come me questa è la norma ma non me ne dolgo, almeno spero che
non abbiano sgonfiato l’arrivo!
Ero sicuro di essere tra gli ultimi perché il ciclista che
segnava la chiusura della corsa mi pedalava vicino, sempre più
vicino al punto che, allungando una mano mi porge un foglietto dicendo
che era un premio che avrei potuto ritirare all’arrivo.
Non mi era mai successo. Allora anche tra i podisti gli ultimi saranno i primi!
Che bello sentirsi applauditi e ricevere complimenti!
Transito sotto l’arrivo, che era ancora li ad aspettarmi e mi
fotografano (la foto la potrò trovare in internet sul sito di
Piero Giacomelli) .
Corro al ristoro e poi salgo alla premiazione, un’esperienza per me nuova!
E’ stata una bella giornata, di sport e di divertimento.
Il mio dubbio iniziale era stato fugato: è una bella corsa,
equilibrata nel tracciato, ottima per tutti e soprattutto per quei
“podisti qualunque” come me.
Voglio finire ringraziando l’amico dell’Ausonia che si è preso
la briga e l’onere di premiare gli ultimi e grazie a tutta l’Ausonia
per averci dato la possibilità di correre per la prima volta per
le strade di Sesto, una novità che vorrei potesse diventare un
appuntamento per i prossimi anni.
Un “podista qualunque”
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