STORIA, MEMORIA E SPORT

Tutti
gli anni il 27 gennaio si celebra in Italia
la
“GIORNATA DELLA MEMORIA”, per non dimenticare
la grande tragedia dell’umanità che è stato “l’olocausto
degli ebrei” durante la seconda guerra mondiale. Si ricorda
un fatto ormai “storico“ in tutti i sensi, sia per il tempo
che è passato sia per la mole di documenti, testimonianze,
libri e iniziative di ogni tipo che questo fatto hanno ormai
consegnato alla storia. Eppure…c’è chi cerca di ridimensionare
la reale consistenza dell’olocausto, chi
addirittura lo nega totalmente, chi lo giustifica in
qualche
modo e così andando in un crescendo di mistificazioni che
non trovano riscontro rispetto a nessuna altra vicenda
storica. Se la guerra, nell’opinione comune è cosa atroce e
ripugnante, concepire lo sterminio sistematico e
programmato di un popolo come naturale epilogo di una
guerra, nella stessa opinione comune appare così
inconcepibile per cui qualcuno può addirittura permettersi
di negarne persino la verità. Ecco perché serve la
“memoria”, richiamata in una giornata particolare e in ogni
occasione possibile. Qualcosa di simile si può dire della
lotta di liberazione e della giornata del “25 Aprile” che ne
è il naturale epilogo. Certo più che ci si allontana da quella
data, più che vengono a mancare i testimoni diretti, la
memoria si cambia inevitabilmente in storia, e questa è
sicuramente più distaccata emotivamente dagli eventi che
racconta. Il distacco con cui oggi si guarda a quei fatti,
specie da parte dei più giovani, porta tutti ad una analisi
più lucida e critica ma non può togliere dalla nostra
memoria collettiva la convinzione che quella data
rappresenta il segno della nascita della democrazia italiana. Questo
25 Aprile 2006 sarà il 61° dalla Liberazione e il 32° dello
svolgimento della manifestazione podistica “TROFEO OLIVIERO
FROSALI” organizzata dalla nostra società. Da trentadue anni lo
sport al servizio della memoria. In una forma discreta, mai
invadente né ideologica, il “TROFEO FROSALI” ha mantenuto
questa connotazione. Con il ricordo della vicenda umana di una
persona che in quei tragici tempi è morta come tanti altri italiani
mettendo le premesse per la successiva libertà di tutti, la nostra
corsa continua a tramandare la memoria di questa data storica.
Piero Graziani
Pubblichiamo la poesia di Primo Levi "Se questo è un
uomo".

Se questo è un uomo
“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come
una rana
d’inverno.
PRIMO LEVI
Meditate che questo è
stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfasci la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”
(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)
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