leonardo da Vinci Leonardo il nuovo “Apelle”                           
                                                                          
Di Romano Valli

Nel 1468 Leonardo aveva sedici anni, risale a questa data l’avvio precoce alla  pittura presso la bottega del Verrocchio. Non si sa nulla di opere da lui eseguite prima del 1473, la data del suo più antico disegno che si conosca . Nel 1472 ventenne, era già iscritto nella compagnia dei pittori e poteva ricevere commissioni indipendentemente dal maestro. Nel 1476 risulta ancora presso il Verrocchio, si può collocare a quel tempo l’episodio riferito dal Vasari a proposito dell’angelo dipinto da Leonardo nel Battesimo di Cristo, del suo maestro. Secondo il Vasari il Verrocchio fu così colpito dalla superiorità dell’allievo, che decise di abbandonare la pittura per dedicarsi solo alla scultura. Dopo aver portato a termine con Lorenzo di Credi una importante lavoro: una pala d’altare la famosa Madonna di piazza iniziata dal Verrocchio. All’artista venne l’idea di una Annunciazione formato pala d’altare. E questo è il quadro degli Uffizi.
 Con questa opera Leonardo rappresenta bene il naturalismo nel mondo vegetale, nella prospettiva della lontananza e nella scena molto teatrale,  che intorno allo stesso periodo un altro grande pittore Piero della Francesca eseguiva su altri soggetti per la corte di Urbino.
Leonardo è attratto dalla prospettiva ma non è Piero e commette qualche errore, come si può vedere nell’ Annunciazione,  dove il braccio della Vergine è innaturalmente allungato per arrivare al libro sul leggio, e l’ombra dell’angelo sembra eccessiva per l’atmosfera mattutina o del tramonto che si può immaginare nel dipinto. Lo splendore delle forme e dei colori contribuiscono a mascherare l’errore che si può attribuire all’età giovanile, e alla non finita esperienza dell’artista. Nel 1481 ebbe l’incarico dai monaci del convento di S. Donato a Scopeto di dipingere un quadro di grandi dimensioni l’Adorazione dei Magi  (anche questo agli Uffizi) un tema tradizionale che Leonardo affronta consapevole dei precedenti di grandi artisti.La tavola è poco più di un abbozzo ma ci permette di inquadrare bene la scena del soggetto voluta dal pittore. Il giovane in piedi in primo piano sulla destra con lo sguardo rivolto all’esterno è l’inconfondibile ritratto dell’autore. La scena intorno alla bellissima Madonna con in braccio il bambino, è piena di personaggi gesticolanti , come in atto di grande meraviglia per il grandioso evento a cui stanno assistendo ( l’adorazione di questi tre Re al figlio di Dio). La scena inoltre è densa di significati simbolici. Le rovine sullo sfondo ad esempio, possono alludere alla caduta del paganesimo per l’avvento di Cristo. In seguito Leonardo si trasferirà a Milano, dove verrà menzionato in un poemetto come il nuovo “Apelle” (celebre pittore greco del IV secolo A.C.)dunque questa èra la reputazione di Leonardo prima che divenisse famoso come autore di un grande affresco di cui più sotto diremo, cioè anteriormente al 1495-1497. Lavorerà per l’attuale Signore Ludovico il Moro, il quale darà molte commissioni all’artista, fra le quali possiamo ricordare la Dama con l’Ermellino, bellissimo ritratto di Cecilia Gallerani la favorita di Ludovico Sforza, la Vergine delle rocce, e altri . Negli ultimi anni del suo soggiorno Milanese, Leonardo eseguirà quello che sarà il suo più formidabile capolavoro: l’emozionante affresco del  Cenacolo, Grande e variato assemblamento di tipi umani posti a confronto con la Divinità. Il soggetto è incentrato sul momento più drammatico della narrazione evangelica , quando Cristo afferma che sarà tradito da uno dei suoi Discepoli. Leonardo avrà poi modo di compiere altre imprese pittoriche fra le quali il celebre ritratto della Gioconda , ma il Cenacolo rimarrà la sua più alta espressione artistica,” patrimonio incancellabile di tutta l’umanità”. 
                                                         
                                                            L'annunciazione

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