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Assedio
di Gerusalemme 1099 di Romano Valli Il 27 di novembre del 1096, al concilio di Clermont, il papa Urbano II lanciò al mondo europeo il suo appello per una guerra santa, con ogni probabilità non immaginava quali sarebbero state le reazioni e le lontane conseguenze del suo richiamo. L’imperatore bizantino Alessio Commeno aveva inviato una richiesta perché l’Occidente lo aiutasse a fermare l’avanzata dei Turchi Selgiudichi, che nel |
![]() La minaccia ad Antochia, mise in allarme i potentati musulmani della zona, i quali mandarono un armata di soccorso alla città assediata, ma per la mancanza di una figura di spicco e con gravi divisioni interne furono sconfitti e la città fu espugnata. Finalmente l’esercito crociato giunse sotto le mura di Gerusalemme nel giugno del 1099. Per quanto non fosse una città imprendibile, la città era ben difesa. La guarnigione musulmana, in previsione dell’assedio, aveva restaurato le mura, e aveva approfondito i fossati posti a difesa delle mura stesse. Per rendere difficile la vita agli assedianti, la guarnigione aveva razziato i villaggi circostanti, avvelenando i pozzi d’acqua disponibili. I crociati lanciarono un primo assalto alle mura il 7 giugno, riprovando ancora il 13, ma gli attacchi furono respinti con una certa facilità dalla guarnigione. A risolvere la situazione fu l’arrivo di una flotta genovese a Giaffa il 17 giugno: oltre a fornire i materiali da costruzione di torri e altre macchine d’assedio, trasportava numerosi carpentieri navali che misero a disposizione la loro perizia per la costruzione di macchine da lancio e di due grandi torri con cui attaccare le mura. Il piano dei crociati prevedeva due diversi attacchi; a sud sarebbero stati gli uomini di Raimondo, con una torre ad attaccare le mura alla porta del monte Sion, a nord, con la seconda torre, appoggiata da un grande ariete, l’attacco sarebbe stato condotto da Goffredo di Buglione con i suoi Lorenesi e Fiamminghi. Di fronte alla determinazione dell’attacco e al potere offensivo delle macchine, la guarnigione, anch’essa stremata dall’assedio, dopo una prima resistenza cedette e i crociati, da entrambe le parti, si riversarono in città. Quello che accadde fu terribile, i crociati si diedero a un massacro violento e indiscriminato, non fu risparmiato né la popolazione islamica, né quella ebraica, né quella cristiana. L’obiettivo principale della crociata era stato raggiunto, il Santo Sepolcro tornava in mani cristiane; ma per far questo le strade della Città Santa erano state inondate di sangue. Torna indietro.... |