Da il Cantico dei Cantici
(1000 a C.)
Secondo la tradizione, il Cantico dei Cantici fu scritto da Salomone, che regnò su Israele nel X secolo a.C. Più recentemente si suppone che il testo sia del IV secolo a.C. La descrizione della donna amata è sensuale e allo stesso tempo pittoresca, con tutti i termini di paragone in essa inclusi.
Sei bella,
amica mia, come sei bella!
Sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi, di colomba,
ridono di tra i riccioli, tra i veli
(senza l’altro tesoro che non dico).
Le tue trecce si spargono sul petto
come greggi di capre
che l’alba ha sparpagliato sui pendii
ondulati sui monti del Galaad;
i tuoi denti balenano
come agnelle che salgono dal bagno;
ciascuna ha due gemelli
e nessuna ne è priva.
Le tue labbra son porpora che scocca
l’indicibile fiore del sorriso.
Spicchi di melograna,
le tue gote tra i riccioli;
come torre di Davide è il tuo collo,
edificata a guisa di fortezza,
difesa intorno da mille e più scudi,
armatura di prodi.
Le tue mammelle sono due cervette,
gemelle di gazzella,
che pascolan tra i gigli
senza l’altro tesoro che non dico…..
(a cura di Romano Valli)