Catullo, Caio Valerio
Poeta Latino nato a Verona visse fra l’87 e il 54 a.C. Poeta celebre per le sue liriche amorose. Da giovane si trasferì a Roma, dove frequentò l’alta società e s’innamorò di una donna da lui cantata sotto lo pseudonimo di Lesbia, cui è dedicata gran parte dei suoi carmi. L’amore per Lesbia fu l’esperienza dominante della sua vita e della sua vicenda poetica. La poesia “Viviamo mia Lesbia ed amiamo” è un inno all’amore e alla sua manifestazione fisica più antica: il bacio.
Viviamo mia
Lesbia ed amiamo
Viviamo, mia Lesbia,
ed amiamo,
e ogni mormorio
perfido dei vecchi
valga per noi la
più vile moneta.
Il giorno può morire
e poi risorgere,
ma quando muore
il nostro breve giorno,
una notte infinita
dormiremo.
Tu dammi mille baci,
e quindi cento,
poi dammene altri
mille, e quindi cento,
quindi mille continui,
e quindi cento.
E quando poi saranno
mille e mille,
nasconderemo il
loro vero numero,
che non getti il
malocchio l’invidioso
per un numero di
baci così alto.
(A cura di Romano Valli)