Una grande battaglia per
Cosimo
(di Valli Romano)
Paolo di Dono dipingeva uno scontro militare “La battaglia di S. Romano”
che rappresenta la sconfitta inferta ai Senesi da parte dell’esercito
Fiorentino.
Di Battaglie ce n’erano state tante ma quella
rappresentava uno sconquasso di lance, di cavalieri che mai avevano
avuto l’uguale.
La vittoria di quello scontro si doveva in gran parte ai fiorini sborsati da Cosimo ai suoi due capitani diventura, che si
chiamavano Micheletto da Cotignola e Niccolò da Tolentino.
Correva l’anno di grazia 1432 e grazia era stata la vittoria che
questi due capitani di ventura avevano riportato contro Bernardino
della Ciarda abile Duce dei Senesi.
Paolo di Dono amava gli uccellini
ma la sua anima mite e francescana si rifiutava di mettere in gabbia
quelle piccole creature, ma tanti e così bene ne dipinse da
essere chiamato Paolo Uccello.
Ma una
scena di guerra non concedeva spazio
per simili miti sentimenti, l’ accorrere di cavalli , del cozzare
di lance e armature, del rotolare di cadaveri disarcionati, tutto questo
avrebbe spaventato i poveri pennuti che sarebbero volati via spaventati.
Eccolo Bernardino della Ciarda in bilico sulla sella un
attimo prima di cadere, steso sulla sella da una lunga lancia infissa
nel torace. L’obbiettivo era di uccidere Bernardino per
sconfiggere i Senesi, quello è il centro della battaglia, quello
è l’inizio della vittoria.
Accanto a questo pannello centrale si
affiancavano altri due dipinti inerenti a questo scontro, tutti e tre erano collocati in una sala del palazzo di Cosimo nella via
Larga.
I due dipinti in questione rappresentano
le fasi di questa
battaglia, il pannello destro con Micheletto da Cotignola con la sua
giovane e un pò sbigottita figura. Micheletto indossa un
armatura color argento con un grande mazzocchio calato sulla
fronte, questo quadro si trova a Parigi al Louvre.
Il pannello
di sinistra, in mezzo a una foresta di lance e di armati,
Niccolò da Tolentino si lancia contro il nemico impugnando una
spada in atto di colpire chiunque gli capiti a tiro, questo pannello
è oggi a Londra alla National Gallery. Sullo sfondo del pannello
centrale a bilanciare tanta drammaticità ecco siepi di
verde, leprotti in corsa, servi intenti alla domestica caccia.
Il
p
annello centrale (Uffizi) si mostra così perfetto e completo
che non lascia immaginare gli altri due che pure sono molto importanti
nella descrizione della battaglia. Così al centro della scena,
più è evidente la maestria dell’ autore e l’arditezza dei
suoi concetti.
Il Bernardino della Ciarda, nell’attimo in cui stà per essere disarcionato è lì da secoli
sorretto dal suo cavallo. Il cavaliere non avrà la sorte di
toccare il suolo, ne l’infamia di essere spogliato delle sue armi.
Paolo Uccello ha voluto che così doveva essere.
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