Masaccio e Masolino, amici per l’arte

(Di Romano Valli)

 

Tommaso nasce nel 1401 a S. Giovanni Valdarno, come per l’amico Brunelleschi è figlio di un notaio, ma una certa agiatezza borghese viene presto a finire a causa della prematura scomparsa del padre (morto a soli ventisette anni). Insieme con il fratello Giovanni detto lo Scheggia per via dell’aspetto mingherlino, riprende un mestiere già praticato dal nonno paterno: il decoratore di cassoni il “cassaio”.
Nel 1417 Masaccio si trasferisce a Firenze e come tutti i colleghi fiorentini apprenderà la lezione di Giotto, Masaccio imparerà bene dal grande pittore che lo ha preceduto, tanto è vero che alcuni critici diranno di lui “Giotto rinato, il nuovo fondatore”.

Nel 1424 insieme a Masolino dipinge la S. Anna Metterza (Uffizi), nella tavola si riconoscono nettamente le mani dei due pittori, monumentale, imponente la figura di S. Anna madre protettrice di Maria. Un grande critico d’arte ha riconosciuto il profilo della cupola di Brunelleschi nella apertura delle braccia della santa che si appoggiano sulle spalle di Maria in un gesto di protezione. La collaborazione dei due pittori continuerà con gli affreschi del Carmine alla cappella Brancacci, dove il facoltoso mercante Felice Brancacci, impegnato politicamente, sino al fatale scontro con gli interessi dei Medici, farà abbellire dai due pittori la sua cappella privata. In questi affreschi il lavoro viene suddiviso dai due pittori, anche se per certo si vedono gli interventi di Masolino sul lavoro di Masaccio, e viceversa. In seguito poi anche un altro grande pittore interverrà su questi affreschi, si tratta di Filippino Lippi, il quale dipingerà due riquadri della cappella e finirà il riquadro iniziato dal Masaccio. Il tema scelto dai due pittori non è molto dissimile fra loro, ma il genio di Masaccio forte della lezione impartita da Giotto si può subito intravedere nella grande plasticità delle figure, dalla vivida luce sui volti dei personaggi, dagli scenari nudi e nello stesso tempo cupi. Così ad esempio possiamo ammirare la cacciata dal Paradiso terrestre con i plastici corpi di Adamo ed Eva, scacciati da un angelo, così risolutamente che non si fa fatica a capire la grande disperazione di questi due personaggi che solo a questo punto sanno quello che hanno perduto: la felicità eterna nel paradiso terrestre. Altra grande scena quella del tributo: Cristo ordina a Pietro di pagare al gabelliere il tributo con la moneta che troverà nella bocca del pesce. Lo scenario è costituito da monti nudi e avvallati, un cerchio di uomini poderosi, risaltati da una luce temporalesca, con nei volti plasticamente brutali, illuminati da una luce vivida, intensa, soltanto nel viso di Cristo c’è una morbidezza chiara sfumata, come a sottolineare il Divino nei confronti dell’umano. Questo e altro è la grande lezione di Masaccio nella cappella Brancacci. Un grande pittore come Ingres la definì “culla della bella pittura” mentre per il Vasari la cappella è una “vera scuola del mondo”.

Una delle ultime opere di Masaccio è la Trinità, affresco sulla parete della navata laterale sinistra della chiesa di S. Maria Novella. Mai si era visto un uso così integrale della prospettiva, talmente illusivo da far dire all’ ammirato Vasari “che par sia bucato quel muro”


Nel 1428 Masolino invita a Roma Masaccio per una collaborazione in una commissione di un opera importante e prestigiosa che doveva fruttare un bel po di danaro per tutti e due.

L’estate romana del 1428 è torrida e insalubre, Masaccio è affaticato da un attività troppo febbrile per una debole costituzione. Alla fine di Giugno si consuma la tragedia, a Firenze arriverà la notizia della prematura scomparsa del pittore a soli ventisette anni come il padre. La perdita per la pittura sarà grande, anche perché chissà quali altri grandi capolavori avrebbe regalato all’umanità un simile artista. Ma quello che colpisce con grande emozione furono le parole commemorative di un altro grande dell’arte: Filippo Brunelleschi, che ebbe a dire con grande sconforto “noi habbiamo fatto una grande perditaE se lo ha detto lui !

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