(Romano Valli)
Ci ritroviamo
anche questo mese con la rubrica sull’arte, passando in rassegna alcuni tra i
più grandi uomini del passato che hanno innalzato le loro attività artistiche a
livelli supremi.
Questa volta
parleremo di un altro grande artista: Lorenzo Ghiberti. Lorenzo nasce a Firenze
nel 1378 dai suoi primi anni imparò il mestiere dell’orefice dal padre
Bartoluccio, in breve tempo avendo egli grande passione per questa arte, la fece meglio di suo padre, era talmente
abile che si dilettava addirittura di contraffare i conii delle medaglie
antiche, inserendo molto spesso i ritratti dei suoi amici. Nell’anno 1400 durante un epidemia di peste
se ne partì per Rimini dove fu ospite della famiglia Malatesta e su loro
commissione in quella città fece molti lavori. Dopo un pò di tempo quando
l’epidemia di peste cessò la Signoria di Firenze e l’arte dei mercatanti
deliberarono la costruzione delle due porte del Battistero a completamento di
quella già esistente, fatta magistralmente da Andrea Pisano su disegno dello
stesso Giotto.
Lorenzo venne
a sapere di questo progetto e spinto più dalla volontà di chi conosceva il suo
ingegno, che non dalla sua ambizione tornò a Firenze con l’impegno di partecipare al concorso per la porta nord
del Battistero. I suoi rivali erano artisti di grande pregio, fra loro
spiccavano i nomi di : Filippo Brunelleschi, Donatello, Iacopo delle Quercia,
Niccolò D’Arezzo, Francesco Di Valdambrino e Simone del Colle detto “dei bronzi”.
Con simili concorrenti (e scusate se è poco) Lorenzo non avrebbe avuto vita
facile, il soggetto scelto per le prove fu la storia di Abramo che sacrifica il
figlio Isacco, tutto questo messo su di una formella di bronzo. Gli artisti si
misero al lavoro ognuno di nascosto all’altro per non far conoscere l’andamento
del lavoro che ciascuno aveva a mano.
Lorenzo
aiutato dalla guida del padre Bartoluccio, il quale faceva fare e disfare molti
modelli a suo figlio, finchè tutti e due furono concordi sull’ultima gettata in
bronzo, la quale a parer loro era la più bella. Finalmente venne il tempo
dell’esame per i concorrenti, la giuria fu composta dai più grandi artisti
dell’epoca, in numero di 34 persone, ognuno esperto nel suo campo. Dopo
un’attenta scelta venne deciso che le migliori opere erano quelle del Ghiberti
e del Brunelleschi, ma i pareri favorevoli della commissione pendevano più
dalla parte del Ghiberti e anche il Brunelleschi da quale grande artista era,
parlando con il suo amico Donatello decise di tirarsi da parte e lasciare il
lavoro delle porte a Lorenzo.
L’opera fu
iniziata nel 1403 e posta in loco nel 1424, il soggeto delle formelle fu la
storia di cristo, cominciando dall’annunciazione fino alla resurrezione.
Insieme al Ghiberti collaborarono a questa opera: Masolino, Donatello,
Michelozzo e Paolo Uccello. Mentre le opere di Lorenzo gli accrescevano la fama venne in Firenze
nell’anno 1439 Papa Eugenio IV per il Concilio con la chiesa Greco-Ortodossa,
il quale volle da lui una mitra d’oro e di perle del valore di 30.000
ducati d’oro. Anche questo lavoro
riuscì magnificamente e l’artista ricevette infinite grazie per se e per gli
amici, da quel pontefice.
Firenze in quel tempo aveva ricevuto tante
lodi per le opere di questo artista, che fu deliberato dai Consoli dell’arte
della mercatanzia , di far costruire dal Ghiberti la terza porta est. Cominciò
Lorenzo detta opera mettendo dentro tutta l’esperienza del grande artista quale
lui era, le storie scelte furono tutte del Vecchio Testamento, a differenza
della porta sud le formelle sono tutte di forma lineare con all’interno la
narrazione di più di una storia. Lorenzo per questa porta si avvalse della
collaborazione dei figli Tommaso e Vittorio, di Michelozzo, Benozzo Gozzoli, Bernardo Cennini etc.
Il lavoro di
questa porta tenne impegnato l’artista dal 1425 al 1452, al termine dell’opera
si potè dire che questa avesse la sua perfezione in tutte le sue cose esposte,
e che ella fosse la più bella opera che si fosse mai vista al mondo fra le cose
antiche e moderne, bene si espresse un giorno Michelangelo Buonarroti fermatosi
a vedere questo lavoro dicendo “Queste son tanto belle, che starebbero bene
alle Porte del Paradiso”questa lode a parere di tutti fu detta da chi poteva
con grande autorità giudicare. All’età di 64 anni nel 1455 Lorenzo Ghiberti
lasciò questo mondo per il Paradiso, forse passando da quella sua porta che fu
giudicata da un grande artista, degna
del Paradiso.