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Il pittore che inventò il “Manierismo”
(Di Romano Valli)
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Iacopo Carrucci detto il Pontormo (Pontorme Empoli 1494 Firenze 1556) Visse e lavorò a Firenze. Il padre pittore anche lui,si dice che fu discepolo di Domenico Ghirlandaio. Nel 1512 dopo pochi mesi di permanenza in Firenze fu messo da un suo conoscente di famiglia, a lavorare con Leonardo da Vinci e poco dopo con Mariotto Albertinelli, con Piero di Cosimo e finalmente con Andrea del Sarto, con il quale non rimase molto tempo insieme, causa si dice, di scontri caratteriali. Un giorno Iacopo condusse il suo maestro Andrea del Sarto a vedere alcuni affreschi da lui ultimati, Andrea li vide e con infinita meraviglia e stupore gli lodò molto, ma poi come si è già detto non vide più di buon viso Iacopo, che fosse invidia o altra cagione, fatto è che quando il Pontormo andava a trovarlo alla sua bottega, o non gli era aperto o era mandato via dai garzoni del suo maestro. Avuto come commissione dai frati Servi di Maria un affresco nel primo portico della S.S. Annunziata, il nostro si mise subito all’opera e condusse il lavoro a buon fine. Ma il pittore non era contento del risultato ottenuto, tant’è che credendo di poter far meglio l’opera, pensò di gettare in terra quel lavoro e di rifarlo secondo un’altro suo disegno. Ma i frati veduto l’opera finita e che Iacopo non andava più al lavoro, trovato Andrea del Sarto lo spinsero quel tanto che si risolse di scoprire l’opera. Andrea fece smontare l’impalcature e togliere i teli, la sera stessa Iacopo essendo uscito di casa per andare dai frati e con l’intenzione di buttare giù il lavoro, trovò l’affresco scoperto e tanta gente che era corsa ad ammirarlo. In collera si dolse con Andrea che senza il suo permesso aveva scoperto il suo lavoro, a cui Andrea ridendo rispose ”Tu hai torto perché il lavoro che hai fatto è tanto bello che non potresti fare di meglio, e perché non ti mancherà di lavorare, serba codesti disegni per altre occasioni” Questa opera fu tanto bella e ammirata che un giorno Michelangelo Buonarroti vedendola e considerando che l’aveva fatta un giovane di 19 anni disse “Questo giovane se vive e seguita a dipingere in questo modo, porterà questa arte in cielo”. Le opere del Pontormo son tante tutte
eseguite principalmente da lui, ai suoi allievi fra i quali il grande
Bronzino, lasciava alcune figure ai margini dei suoi dipinti, uno di
questi è la magnifica “Deposizione di Cristo” nella chiesa di S.
Felicita dentro la cappella Capponi, progettata da Ser Filippo
Brunelleschi. Iacopo si mise al lavoro nel 1525 e per tre anni fece
chiudere la cappella e vi lavorò sempre solo, in alcune
occasioni si servì del suo allievo prediletto il Bronzino al
quale fece fare uno dei quattro patriarchi che sono nei tondi agli
angoli della volta. In questa tavola è un Cristo morto deposto
dalla croce, il quale è portato alla sepoltura, la Madonna in
mezzo alle Marie è sostenuta da queste perché dal gran
dolore viene meno.
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In un altro quadro donato alle donne dell’ospedale degli Innocenti fece la storia degli undicimila martiri condannati da Diocleziano ad essere crocifissi in un bosco, dentro al quale finse una battaglia di cavalli e di ignudi molto bella, ed alcuni angeli che volando gettano saette sui crocifissori, (Questo quadro è alla galleria Palatina). Pontormo con ilsuo fido allievo il Bronzino lavorò molto per i frati della Certosa dipingendo per loro sei scene della passione di Cristo fino alla Resurrezione, ora purtroppo rovinate. Iacopo essendo vecchio ed affaticato dal fare lavori molto pregiudizievoli per la sua salute, mori ad anni 65, fu sepolto nel primo chiostro della S.S.Annunziata sotto l’opera da lui dipinta. Dopo la sua morte furono trovati in casa sua molti modelli, disegni, cartoni ed altre opere, fu un grande caposcuola inventò il Manierismo che ebbe per molto tempo largo seguito fra tanti pittori in Italia. Fu anche molto amato dai suoi amici ed allievi principalmente dal Bronzino, il quale grato e riconoscente di quello che questo grande maestro gli aveva insegnato, in tutti gli anni che era stato a lui vicino. Torna indietro |