Andrea “il pittore senza
errori”
(di Valli Romano)

Se nel duecento e nel trecento furono i conventi ad affidare agli
artisti, tavole,trittici, e pale d’altare, nel Rinascimento
furono i signori, con le loro dimore con annesse cappelle, a fornire i
pretesti per dipingerle. Andrea del Sarto, il Franciabigio, trovarono
asilo e lavoro sulle pareti del Chiostrino dei Voti alla Santissima
Annunziata. Andrea malgrado la sua giovane età, era riconosciuto
già un maestro, in seguito per la sua grande bravura fu
soprannominato “il pittore senza errori”. A questi due
artisti poi si unì un altro grande pittore: il Rosso Fiorentino
e tutti e tre divennero famosi e apprezzatissimi cominciando ad
affrescare le pareti del Chiostrino. Andrea affrescò le storie
della Madonna, fra cui “La nascita di Maria”, il
Franciabigio dipinse “lo Sposalizio della Vergine” e il
Rosso con l’episodio della Madonna assunta in cielo, che lascia
la cintola a S. Tommaso. In seguito ci furono incomprensioni e diverbi
con i frati Servi di Maria alle quali pose fine Andrea del Sarto
accettando di recarsi in Francia su ordine di Francesco I° ad
affrescare il palazzo reale. Al ritorno in città con quello che
aveva guadagnato, Andrea comprò una casa a un passo dalla chiesa
dove aveva fatto i suoi primi affreschi dell’Annunziata, e vi
portò Lucrezia Fede con la sua bambina orfana di un artigiano
costruttore di cappelli, detta quindi: “Maria del
Berrettaio”. Lucrezia era bellissima e con Maria fu la sua unica
modella. Possiamo ancora ammirare la bellezza classica nella
“Madonna delle arpie”, secondo la definizione che ne dette
il Vasari. La tavola d’altare fu commissionata dalle suore
Francescane per il loro convento. Forse da quei mostri posti sulla base
si disse che Lucrezia rendesse la vita impossibile al suo pittore e lui
per fuggire dai sui domestici affanni frequentasse compagnie poco
raccomandabili. Niente di più errato. Andrea amò
teneramente Lucrezia e la sua giovanissima Maria, anche lei
immortalata, forse nel suo più bel ritratto presente nella
tribuna degli Uffizi. E’ la fanciulla maliziosa che guarda il
visitatore appoggiata alla spalliera della seggiola. Ha in mano un
libro di poesie (un canzoniere) che ripete i versi del Petrarca. E
stata chiamata perciò “ La fanciulla col
Petrarchino”. Purtroppo Lucrezia e Maria tanto amate dal pittore,
non furono vicine ad Andrea nel momento della sua prematura morte ,
(aveva solo quarantaquattro anni) ciò si deve alla peste che lo
contagiò e quindi al suo irrevocabile isolamento. Alta nel
piedistallo, la Madonna con le fattezze di Lucrezia è severa e
casta. Maria con i suoi capelli castano rossi, sembra aver ora
interrotto una lettura del libro (che tiene in mano) al grande
pittore, da cui è stata immortalata per l’ammirazione dei
posteri.
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