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BREVE STORIA DELL'UNIVERSO
di Romano Valli
1. Nascita
del sistema solare
2. Il
Sole la nostra stella personale
3. Due pianeti
molto caldi
4.
La nostra Madre Terra e la sua antica compagna “La Luna”
5. Il
pianeta rosso "Marte" e il "Pianeta mancante"
6. Le
viaggiatrici nello spazio (Le Comete). La polvere cosmica (Le Meteore)
7. I
giganti gassosi
8. Ai
confini del sistema solare(Urano, Nettuno, Plutone)
9. La
citta' di stelle: La Galassia
10. In
viaggio nello spazio extra-galattico
11. Esistono altri
sistemi solari?
12. La nascita,
la vita e la morte delle stelle
13.
I
mostri dell'universo
14. L'attimo
della creazione il (BIG-BANG)
Nascita
del sistema solare
In questi giorni, affrontando
una
discussione con un amico, su alcune problematiche riguardanti
l’universo, mi
sono accorto di quanto l’argomento sia quanto mai sconosciuto per
molti,
infatti al nostro colloquio erano presenti altri amici, ai quali era
evidente
la non conoscenza dell’argomento. Tutto questo non per disinteresse
delle
persone, ma perché mancano fonti di informazione semplificata di
Astronomia.
Per questo motivo mi accingo a suscitare con alcune nozioni di
Astrofisica
almeno la curiosità della gente,cercando di essere più
semplice e di farmi
capire il più facilmente possibile. Questi miei articoli hanno
l’ambizione
almeno di far si che le persone abbiano a leggere libri sull’argomento
per
capire la storia, di quello che ci circonda fuori dalla nostra terra.
In
questo mio primo articolo vorrei cominciare
dal nostro sistema solare, come è nato,quando è nato e
come si è formato.
Tutto è
cominciato 4,5 miliardi
di anni fa da una nube di gas e polveri, questa nube ad un certo punto
a
cominciato a ruotare, e a causa della forte rotazione, la nube è
precipitata
formando un disco, al centro del quale si è formato una
protostella, il Sole.
Con un processo durato qualche centinaia di milioni di anni, si sono
poi
formati i pianeti, i quali hanno catturato tutta la materia rimasta
nella nube.

Ma come possono
avvenire certi
fenomeni? Intanto abbiamo detto in milioni di anni, e poi dobbiamo
capire che
come si costruisce una casa avendo i materiali occorrenti, per
costruire il
sistema solare i materiali giusti c’erano, cioè i gas: Idrogeno
e in misura
minore l’elio(che sono gli elementi più abbondanti
nell’universo) i quali si
sono concentrati soprattutto nella zona centrale del vortice, creando
una sfera
rotante sempre più grande e più densa, al punto che
l’enorme pressione ha fatto
salire la temperatura a 10 milioni di gradi accendendo così una
stella ( il
Sole). Le polveri invece specie quelle più pesanti, sono andate
ad orbitare
nelle zone periferiche e piano piano hanno cominciato a aggregarsi tra
di loro.
Inizialmente questi granelli erano piccolissimi, poi hanno cominciato a
unirsi
insieme. I granelli e le ghiaie a forza di aggregarsi hanno formato
oggetti di
dimensioni sempre più grandi, i quali hanno cominciato a
esercitare intorno una
crescente forza gravitazionale, in modo da catturare tutto ciò
che passava
nelle vicinanze, in questo modo si sono potuti formare i pianeti in
forma
sferica, perché la forza di gravità agisce uniformemente
in tutti punti.
Ma la terra
non era come la vediamo oggi,
ma era tutto un
ribollire di vulcani, di grandi eruzioni di lava, fuoriuscita dalle sue
profondità, in cui ribolliva il magma dovuto alle sue enormi
pressioni interne.
Non era quindi ancora un pianeta abitabile dall’uomo, questo
avverrà solamente
dopo qualche miliardo di anni. Sono passati 4,5 miliardi di anni, il
sistema
solare è ormai pulito e stabilizzato con i suoi 9 pianeti e con
le loro lune
(una sessantina ) girano tranquillamente su se stessi e attorno al
Sole. La
nube iniziale di gas e polveri è scomparsa incorporata nei vari
corpi celesti.
Rimangono anche molte meteoriti e asteroidi, soprattutto nella fascia
fra Marte
e Giove, ma nell’insieme c’è ora una sensazione di ordine. Al
centro domina la
grande sfera incandescente del Sole, che ruota anch’essa maestosa su se
stessa,
trascinando nella sua rotazione tutta l’immensa giostra di pianeti e
lune.
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Il Sole la
nostra stella personale
Come abbiamo scritto nel numero
precedente del giornalino, continueremo ad occuparci dei singoli
componenti del
sistema solare. In questo numero parleremo della nostra stella il Sole.
Ma come
si è formato questo astro?Come funziona? Quando cesserà
di illuminarci con i
suoi benefici raggi? Come già sapete dalla volta precedente il
Sole come il
sistema dei pianeti che lo circonda ha un’età di 4,5miliardi di
anni, la sua
accensione si può spiegare semplicemente: prendiamo per esempio
una pompa per
biciclette. Se si tappa con un dito il foro d’uscita e si comincia a
pompare,
sentiremo che l’aria pressata all’interno della pompa produce un forte
calore,
e più pompando, la temperatura interna cresce.
Nello
spazio
dove
grandi nubi di gas vagano, succede qualcosa di analogo, l’idrogeno
contenuto in
esse si aggrega continuamente, formando una palla di gas sempre
più grande, e
più cresce, più la forza di gravità è
forte. Come la pompa nella quale la
pressione aumentando scalda l’aria all’interno, gli atomi di idrogeno
aggregandosi fra loro fanno crescere la temperatura a causa del peso
degli
atomi che premono dall’esterno e quindi producono una forte pressione,
la
temperatura comincia a salire:100 gradi, 1000 gradi, 100mila gradi. Se
a questo
punto si esaurisce la nuvola di gas disponibile la sfera non cresce
più. E’ una
stella mancata come Giove. Se invece questa palla gassosa continua a
crescere e
si raggiunge una temperatura di oltre 10milioni di gradi, allora si
innescano
le reazioni nucleari al suo interno, e la palla di gas si accende, e
così nasce
una stella. In questo modo è nato il nostro Sole.

Ma
come è composto, e come esplica le
sue funzioni questo astro?
Intanto diciamo
che il Sole è una sfera di gas, perché a queste
temperature tutti i metalli
vaporizzano diventando gas. La parte più esterna del Sole
è la corona,
che noi possiamo vedere solo quando avviene un eclisse totale, allora
osserviamo questo spettacolo straordinario che dura solo pochi minuti,
vedendo
ci si rende conto dell’immensa energia che si sprigiona dal Sole. Le macchie
solari, queste furono osservate da Galileo con il suo modestissimo
cannocchiale. Le macchie solari sono regioni più fredde della
superficie solare
solo 4500 gradi rispetto ai 6000 gradi circostanti. Sono dei mulinelli
vaganti
causati da variazioni di campi magnetici. Le protuberanze, sono
delle
colonne di fuoco che si innalzano per centinaia di migliaia di
chilometri dal
mare incandescente, e poi si ripiegano tornando verso la superficie del
Sole.
La fotosfera, da cui ci perviene la quasi totalità della
luce emessa dal
Sole. La cromosfera, il secondo involucro. Scendendo
all’interno del
Sole troviamo la zona convettiva e la zona radioattiva,
ed infine
la fornace, qui è dove si sviluppano le potenti reazioni
nucleari, e
dove la temperatura è più alta, oltre 15milioni di gradi.
In questa fornace
viene prodotta tutta l’energia che viene irradiata nel sistema solare,
e che
permette la vita sulla terra.
Ma
quando finirà il carburante che alimenta
questa fornace ? E cosa succederà? Quando l’idrogeno si
esaurirà comincerà una
serie di reazioni sempre più complesse, la parte centrale del
Sole crollerà su
se stessa, mentre la parte esterna si gonfierà come un pallone.
Il Sole diventerà
una gigante rossa e comincerà ad espandersi verso i pianeti
più vicini. Una
nuvola rovente di oltre 5000 gradi investirà: Mercurio, Venere,
e la Terra,
bruciando tutto
quello che incontrerà sulla sua strada. Vaporizzerà: gli
oceani, le foreste, le
città. Anche le rocce fonderanno e il nostro pianeta
tornerà ad essere una nuda
palla cosmica.
Ma non
preoccupatevi troppo, questo evento succederà fra 4miliardi di
anni circa, nel
frattempo i nostri discendenti avranno trovato il modo di andarsene
prima della
fine.
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Due
pianeti molto caldi
Dopo
aver descritto la nostra
stella personale: il Sole, iniziamo ad esplorare i pianeti che
gli
orbitano intorno. Da questo numero inizieremo con i due pianeti
più interni,
quelli più vicini al Sole: Mercurio e Venere, poi
proseguiremo con i
rimanenti.
Mercurio “Il
guardiano del
Sole” Dista dal Sole 58milioni di Km. Gira intorno al Sole
in
88 giorni terrestri (cioè il suo anno dura solo 88 giorni) e
gira sul proprio
asse in 59 giorni e questa è la lunga giornata mercuriana. Mercurio
è il
fratellino più piccolo della Terra, ha un diametro di 5000 Km, quando
è
illuminato dal Sole ha una temperatura che raggiunge + 480°
C , mentre
durante la notte scende a 200° C sotto lo zero, quindi è il
pianeta con la più
grande escursione termica di tutti gli altri pianeti del sistema
solare. Mercurio
per molti aspetti è molto simile alla nostra Luna:
infatti non ha
atmosfera ed è coperto da crateri dal diametro di 800 m sino a 120 Km. Il pianeta
è proprio
inospitale; pensate che la temperatura del giorno potrebbe liquefare il
piombo,
mentre quella della notte dal momento che si avvicina allo zero
assoluto,
potrebbe congelare sull’istante qualsiasi forma di vita umana o
animale.
Inoltre la forte radiazione solare fa si che la sua superficie sia
continuamente bombardata da pericolose radiazioni ultraviolette e da
raggi X,
ciò rende Mercurio uno dei membri più inospitali
della famiglia dei
pianeti del Sole.
Venere “Il
pianeta più
luminoso” Dista dal Sole 108milioni di Km. Gira intorno al
Sole
in 224 giorni ( cioè il suo anno dura 224 giorni) e gira sul
proprio asse in
243 giorni in senso contrario a quello della Terra e di tutti
gli altri
pianeti del sistema solare. Tant’è che se noi andassimo su Venere
vedremmo il Sole sorgere da ovest e tramontare a est. Il suo
diametro è
di poco inferiore a quello della Terra:12.102 Km all’equatore.
Dal 10
Gennaio del 1969 le prime sonde partite dall’Unione Sovietica e
successivamente
quelle Americane Mariner 2-5-10 ci informano sulla costituzione del
pianeta,
gli strumenti di bordo hanno rivelato dati molto interessanti: la
temperatura è
di circa + 500° C, indizi di profondi avvallamenti e di rilievi
elevati.
L’atmosfera contiene anidride carbonica, azoto, leggere tracce di
ossigeno e
goccioline di acido solforico che cadono a pioggia sulla superficie
venusiana.
La presenza di venti estremamente violenti (360-400 Km) rende
difficilissimo
la discesa al suolo di qualsiasi oggetto anche pesante come una sonda.
La
pressione su Venere è circa 90 volte superiore a quella
terrestre (
questo tipo di pressione si ritrova negli abissi marini ad una
profondità di 1
Km) a causa della grande
densità dell’atmosfera, quindi il pianeta subisce un forte
effetto serra,
infatti le radiazioni solari sono intrappolate dall’atmosfera e il
pianeta
resta surriscaldato. Per finire quindi anche Venere non ha la
possibilità di
ospitare il genere umano.
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La nostra
Madre Terra e la sua antica compagna “La Luna”
La Terra
dista dal Sole
150 milioni di Km. Gira intorno al Sole in 365 giorni e gira sul
proprio asse
in 23 ore e 56 minuti. Più che a una palla la Terra assomiglia ad
un’arancia dato che è
schiacciata ai poli, la massima circonferenza del nostro globo è
misurata
dall’equatore 40.000
Km. La Terra
per
comodità è immaginata divisa da cerchi: Equatore,
Meridiani, Paralleli, questi
segni che dividono la
Terra
servono a individuare le
coordinate terrestri e quindi ad indicare la
posizione
di una città, di una montagna, o di una nave sul mare. La Terra
è attraversata da una
retta immaginaria che congiunge polo nord con il
polo sud, si chiama
asse
terrestre, che prolungata verso il cielo, incontra la Stella Polare
la
quale dista dalla terra 600 anni luce. La Terra gira intorno
al Sole in 365 giorni: questo periodo si
chiama anno.
L’asse terrestre non è perpendicolare al
piano dell’orbita, per
capire meglio,
immaginiamo che l’orbita della terra intorno al Sole sia un piano, tale
piano
si chiama piano dell’eclittica. Se l’asse terrestre fosse
perpendicolare ad
esso si avrebbe sempre la primavera, (vi confesso che a me piacerebbe
molto)
invece essa è inclinata di 23° rispetto al piano
dell’eclittica ed è questa
inclinazione la causa delle stagioni.
In quanto alla
vita sul nostro
pianeta, dopo i primi organismi mono cellulari: quali batteri e alghe
compaiono
i molluschi, i crostacei e i pesci. Dopo altri milioni di anni la Terra si riveste di
piante erbacee e arbusti, 250 milioni di
anni fa compaiono i rettili e gli uccelli, dopo altri 25 milioni di
anni
entrano in scena i dinosauri che si estinguono dopo circa
150 milioni di anni. Finalmente circa 2
milioni di anni fa compare il primo “Homo abilis” .
Ma la vita
è limitata solo alla
terra? Sembra proprio che fra i nove pianeti del sistema solare, la
terra sia
l’unica ad ospitare la vita, proprio in virtù della sue
prerogative che la
rendono unica: l’atmosfera, la giusta distanza dal sole, l’acqua ecc…
Speriamo che il
miracolo fatto
dalla natura in miliardi di anni non venga irrimediabilmente sciupato
dall’uomo
in poco tempo.
La Luna dista
dalla Terra 384.000
km.
Gira intorno alla Terra in un periodo di circa 29 giorni. Ruota sul
proprio
asse in 29 giorni, cosicchè volge sempre la medesima faccia
verso la Terra. La
Luna ha una
forza di gravità molto inferiore a quella della Terra, pensate
che un uomo che
sulla Terra pesa 75 kg
sulla Luna ne pesa solo 12. Il nostro satellite ha montagne altissime
alcune
più alte del monte Everest come i monti Leibnitz (altitudine
9000 mt), enormi
pianure, grandi crateri come Clavius (che ha un diametro di 200 km), la
formazione di
questi crateri dipende dall’impatto sul suolo lunare di meteoriti
grandi e
piccoli che specialmente tanto tempo fa vagavano ancora numerosi nello
spazio. La Luna
presenta grandi
variazioni di temperatura, nella parte illuminata si arriva a +100°
C mentre
nella faccia all’ombra si scende a –150° C, inoltre manca del tutto
l’acqua,
sembra che la sonda americana “Clementine” lanciata nel 1994 abbia
trovato del
ghiaccio sul fondo dei crateri polari dove non batte mai il sole.
Infine sembra che per un complesso gioco
gravitazionale, la Luna
si allontani di 3 cm
l’anno dalla Terra. Che
tristezza quando tra molti anni i nostri posteri non la vedranno
più.
Il pianeta rosso
"Marte" e il "pianeta mancante"

Marte
dista dal Sole
228 milioni di Km. Gira intorno al Sole in 687 giorni e
gira
sul proprio
asse in 24 ore e 35 minuti. La temperatura media è di meno
25°, l’atmosfera è
molto rarefatta ed è costituita principalmente da anidride
carbonica. Anche Marte
rispetto al piano dell’eclittica ha un asse inclinato di 24° quindi
un grado in
più dell’inclinazione dell’asse terrestre, ma questa piccola
differenza fa si
che le stagioni su Marte: il caldo e il freddo,la mitezza e la
forza
delle stagioni, siano molto differenti da quelle sulla Terra,
questo,
non tanto per la piccola differenza dell’inclinazione dell’asse, ma
quanto per
la costituzione dell’atmosfera che circonda il pianeta. L’interesse per
il
pianeta rosso cominciò ad aumentare a causa degli studi che l’astronomo Schiapparelli fece nel
1877. L’astronomo vide una dispersione regolare di linee scure sulla
superficie
del pianeta e da lui furono chiamati canali. Dopo di lui un altro
astronomo: Lowel
registrò e disegnò centinaia di canali. La convinzione fu
che essi servivano
per un sistema di irrigazione costruito dagli abitanti del pianeta, per
alleviare alle sue carenze d’acqua. Invece si scoprì in seguito
che questi
canali non erano altro che fratture della crosta del pianeta, e gole
profonde.
Naturalmente non si potè arrivare a questa conclusione
perché gli strumenti
usati a quell’epoca non erano perfetti e non consentivano di
distinguere
chiaramente la natura di questi segni, come i moderni telescopi. Negli
anni
settanta le sonde Mariner mostrarono dettagli del pianeta con
molta
precisione, negli anni ottanta le sonde Viching scesero su Marte
fotografando
e analizzando la superficie del pianeta. Le sonde inviate verso Marte
hanno
scoperto inoltre crateri enormi: come il monte Olimpus che ha
un
diametro di 60 Km
ed alto oltre 24 Km,
enormi canyon profondi fino a 7 Km e lunghi più di 10Km.
Infine quello che pare certo è
che su Marte non esiste traccia di alcuna forma di vita.
Il pianeta
mancante. Nello
spazio fra Marte e Giove esiste una vasta regione occupata da
corpi
solidi vaganti in orbita intorno al Sole, questo affollamento
in orbita
è costituito da pianetini chiamati anche Asteroidi. Ma
torniamo al
titolo di questo articolo “Il pianeta mancante” perché
questa
affermazione? Alla fine del 1700 gli astronomi Titius e Bode,
mediante
dei calcoli di un rapporto numerico sulle distanze dei pianeti dal Sole,
formularono una teoria che consisteva nel dare una numerazione partendo
da zero
e attribuendo un numero multiplo ad ogni pianeta, arrivarono
alla conclusione che il rapporto
numerico trovato, sommando la cifra di 4 per ciascun numero, doveva dare una corrispondenza a ciascun pianeta. La
teoria era giusta, ma com’è, che ad un certo numero (28) fra i
pianeti Marte
e Giove non esisteva nessun pianeta?
Fu l’astronomo Piazzi a dare la prima risposta al quesito,
scoprendo un
piccolo pianetino a cui dette nome Cerere esso ha un diametro
di 900 Km.
Dopo Cerere
vennero trovati altri pianetini orbitanti fra Marte e Giove,
nel 1802
venne creato il nome “Asteroide”
per identificarli. Ora se ne
conoscono
a migliaia, ma solo 33 superano i 20 Km, questa zona
intermedia viene chiamata “Fascia
degli Asteroidi”.Per concludere, su questa fascia secondo le teorie
di Titius
e Bode doveva esserci un pianeta che probabilmente non si è
formato a causa
della forza di gravità di Giove, che non ha permesso
l’aggregazione del
materiale per formare il pianeta che non cè.
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Le viaggiatrici
nello spazio
(Le Comete)
La polvere cosmica (Le
Meteore)

Una delle più sorprendenti visioni nel
cielo
notturno è una grande cometa, dalla chioma
brillante e dalla
lunga coda
incandescente. La comparsa di questo “baffo” di luce nel cielo,
infatti,
spesso suscitava paure e oscuri presagi. Anche perché non si
riusciva a capire
cosa fossero questi strani oggetti luminosi. La coda delle comete
può
addirittura raggiungere centinaia di milioni di chilometri, ma essendo
molto evanescente,
il materiale di cui è composta potrebbe stare tutto in una
normale valigia. Ma
come sono fatte e da dove vengono questi strani oggetti vaganti ?
Intanto
bisogna dire che a noi appaiono molto più luminose delle stelle
più brillanti,
invece la sua superficie è quasi nera. In pratica sono composte
da acqua
gelata, fuliggine, granelli di sabbia e ghiaia.”Palle di neve sporca”
come le definì un famoso astronomo, Fred Whipple.
All’atmosfera di gas
che si forma intorno al nucleo è dovuta la loro
luminosità, e quando si
avvicinano al Sole, parte del ghiaccio evapora. La sua coda che si
accende
nelle vicinanze del Sole è formata
da
gas e polveri e viene spinta dal vento solare in direzione opposta al
Sole. Il
primo a supporre che le comete compiono un orbita intorno al sole e
ripassino
soltanto a distanza di molti anni vicino alla Terra, fu l’astronomo Halley
(1656-1742), il quale si ricordò di una cometa che aveva
osservato pochi
anni prima, cercò di rintracciare nella storia dei secoli
precedenti qualche traccia
sulla comparsa di un oggetto analogo. Infatti Halley
identificò una
cometa ( della quale calcolò l’orbita) che si ripresentava ogni
76 anni circa,
se l’ipotesi che aveva elaborato era giusta, la cometa doveva
ricomparire nel
1758. Benchè sia morto all’età di 86 anni , Halley non
potè vedere il
ritorno della cometa , ma la videro gli astronomi nei periodi
successivi, e in
omaggio al suo scopritore gli diedero il nome di “ Cometa di Halley”.
Ma
rispondiamo alla seconda domanda: da dove vengono questi strani oggetti
celesti. Oggi è accettata l’esistenza di nubi di frammenti
composti da
materiali come: ghiaccio, ghiaia e polveri, orbitanti intorno al Sole,
che se
disturbati dal loro stato cominciano a muoversi attirati dalla forza di
gravita
del Sole e allora comincia il loro lunghissimo viaggio nel quale
diverranno
comete quando si avvicineranno al Sole. Queste nubi sono identificate
come: la
fascia di Kuiper che è distante dal Sole da 6 a 24 ore luce e la nube di Oort con una distanza da 6 a 18 mesi luce,
queste
distanze ci possono sembrare enormi ma pensiamo che la stella
più vicina al
nostro sistema solare: Proxima Centauri è a una distanza
dalla terra di
4,5 anni luce e come ho detto è la stella più vicina a
noi, immaginatevi quando
si parla di distanze interstellari di milioni o miliardi di anni luce.
Le Meteore: Le “Stelle
cadenti” note a tutti i
popoli
sin dall’antichità, non sono vere stelle ma meteore. La maggior
parte di questi
oggetti consiste di piccoli pezzi dispersi da una cometa. Infatti
orbitando
intorno al Sole, una cometa emette gas e polvere e lascia una traccia
di
materiali lungo il suo percorso orbitale. Per fortuna ben raramente le
comete
hanno delle collisioni con il nostro pianeta, ma la Terra
periodicamente
attraversa le loro orbite. Quando questo accade, la scia di polveri di rocce e i detriti più grandi,
penetrano
per la forza di gravità nell’atmosfera terrestre, dove bruciano
a causa
dell’attrito con le molecole dell’aria. Questi piccoli detriti entrano
nell’atmosfera della Terra a una velocità che varia da gli 11 ai
74 Km
/s. La maggior parte
delle meteore vengono completamente bruciate nell’atmosfera terrestre,
ma
talvolta la combustione è incompleta e una massa rocciosa
può cadere al suolo
come è statisticamente provato dai reperti
che nel tempo si sono ritrovati. I periodi che gli sciami di meteore
piovono
sulla Terra prendono il nome dalle costellazioni da cui sembrano
provenire, ad
esempio ci sono le Perseidi con il loro radiante in Perseo
e
cadono in Agosto, le Leonidi con il radiante del Leone,
queste
cadono in Novembre, e così via. Attenzione i radianti sono solo
effetti ottici
di prospettiva e indicano semplicemente la direzione del cielo da cui
le
meteore sembrano provenire. Per concludere quando nella notte di S. Lorenzo
guardiamo il cielo e vediamo queste scie luminose, esprimiamo pure un
desiderio
come la tradizione impone, ma per carità non pensiamo che il
firmamento ci
piova addosso.
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I Giganti
gassosi (Giove e Saturno)

GIOVE - dista
dal
Sole 778
milioni di Km. Gira
intorno al Sole in circa 12 anni ( il suo anno dura
12 anni terrestri) e gira sul suo asse in 9
ore e 50 minuti, quindi il giorno è molto
breve rispetto al giorno terrestre. L’inclinazione
dell’asse gioviana è
solo di 3° il che da come risultato una quasi completa assenza di
stagioni.
Alla distanza enorme dal Sole quest’ultimo si mostra assai
ridotto
rispetto a come noi lo vediamo dalla Terra (circa 6 volte
più piccolo).
Questo immenso pianeta benchè la sua densità sia minore
rispetto a quella della Terra, il peso degli oggetti che vi
fossero collocati
risulterebbero due
volte e mezzo maggiori che sul nostro pianeta, sicchè una
persona che sulla Terra pesa 50 Kg
su Giove ne peserebbe 125. Inoltre questo enorme pianeta gira
intorno al
proprio asse ad una velocità vertiginosa, quindi per la forza
centrifuga
risultante, il pianeta risulta molto
più
largo all’equatore che non fra i suoi
poli fra i quali è un poco appiattito, infatti il suo diametro
all’equatore è
di 143.000 Km
mentre fra polo N. e polo S. è di 135.000 Km.
Giove
è un pianeta che in
realtà non è solido come gli altri pianeti finora
esaminati , infatti la
superficie che noi osserviamo non che un mare di nubi. Sul pianeta la
temperatura è molto bassa, dell’ordine di –150° C , sulla
superficie sono ben
visibili le caratteristiche strisce che alternano tinte giallognole a
sfumature
marroni, questa atmosfera sembra formata, in massima parte da idrogeno,
elio,
ammoniaca. Ma qual’è la struttura
interna di Giove ? Può darsi che le regioni centrali
siano composte di
gas compresso ad altissima densità ; la pressione fortissima
aumenterebbe
rapidamente con la profondità e sarebbe sufficiente a far
acquistare
all’idrogeno le caratteristiche di un solido. Sulla sua superficie
vediamo una
grande macchia rossa, questa sembra essere un gigantesco uragano di un
enorme
intensità dentro il quale ci
potrebbe
stare comodamente la
Terra.Come
si conviene al pianeta più grande del sistema solare, intorno a
lui gravitano
ben tredici lune . Le quattro più importanti sono state scoperte
da Galileo
Galilei e da lui dedicate al suo grande protettore Cosimo II
dè Medici, questi furono
chiamati pianeti
Medicei. Oggi sono indicati con nomi mitologici di personaggi leggendari
dell’antico Olimpo: Ganimede ( diametro 5150 Km ), Callisto (5180 Km) Io
( 3270 Km) ed Europa (3140 Km).
Saturno -
Dista dal Sole 1427 milioni di Km.
Gira
intorno al Sole in 29 anni e 167 giorni terrestri . Gira sul proprio
asse in
circa 10 ore e 15 minuti, questa veloce rotazione fa si che il pianeta
sia
molto appiattito ai poli , addirittura più di Giove. In
questo pianeta
la terra ci potrebbe stare ben 700 volte. La sua densità
è molto bassa, minore di quella
dell’acqua . La sua temperatura è di circa –160° C. Saturno
è l’ultimo
pianeta visibile ad occhio nudo dalla Terra. Sulla sua
superficie
infuriano venti fortissimi quattro volte più forti che
su Giove. La
velocità dei venti varia a secondo della latitudine:
all’equatore è addirittura 1800 Km
l’ora, se una città venisse investita da questi venti verrebbe
rapidamente
distrutta con tutti suoi abitanti . La sua atmosfera è
costituita da gas:
soprattutto da idrogeno, elio, ammoniaca e metano. Sotto questa
atmosfera si
trova una superficie di idrogeno liquido e più sotto un nucleo
roccioso grande
una quindicina di volte la Terra. Ma la grande attrattiva
di questo pianeta sono gli anelli che
lo circondano. Il primo a vedere gli anelli su Saturno fu Galileo
nel 1610, ma con il suo primitivo cannocchiale non riuscì bene a
distinguerli,
infatti gli descrisse come “orecchietti” ai lati del pianeta. In
seguito altri
astronomi con mezzi superiori riuscirono a distinguerli meglio e ne
stabilirono
il numero di 7. Anche Saturno ha le sue lune e in numero maggiore di
tutti gli
altri pianeti (una trentina), la più grande di queste lune:
è Titano con
un diametro di 5100
Km
e sicuramente è il satellite che desta il maggiore interesse
negli scienziati.
Poco più grande del pianeta Mercurio, sembra che abbia
una sua atmosfera
la quale sicuramente sarà composta da gas velenosi per l’uomo.
Così Titano
manterrà il suo segreto fino al 2004, quando la navicella
Cassini
vi
farà atterrare una sonda e quindi faremo la conoscenza di questo piccolo e interessante satellite di
Saturno.
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Ai confini del sistema
solare (Urano,Nettuno,Plutone)
Urano- Urano dista
dal Sole 2.870 Km. Gira intorno al Sole
in circa 84
anni terrestri. Gira sul proprio asse in 10 ore e 50 minuti. Per questa
veloce rotazione sul proprio asse Urano è notevolmente
appiattito ai poli proprio come Giove e Saturno. L’asse di rotazione
è quasi adagiata sul piano dell’orbita (a meno di 8°), la
caratteristica unica di Urano è che questo pianeta rotola come
una palla lungo la sua orbita. Attualmente il polo sud è rivolto
verso il Sole per cui questa parte del pianeta riceve più calore
della zona equatoriale. L’atmosfera di questo pianeta come tutti i
pianeti gassosi è dovuta a nebbie di metano, il nucleo è
probabilmente un miscuglio di rocce immerso in un fluido di metano,
acqua e ammoniaca. Urano ha 5 lune principali, formate da rocce,
ghiaccio, con molti crateri e da grandi canyon. I nomi di queste lune
sono presi da opere letterarie celebri: Miranda, Ariel, Umbriel,
Titania e Oberon. La luna più vicina a Urano è Miranda,
il diametro di questo satellite è di soli 500 Km, la sua
superficie è formata da una crosta gelata, pensate che la sua
temperatura è di – 190° C ed è frastagliata da lunghi
solchi che fanno pensare che questo satellite si sia spezzato per poi
ricongiungersi. A proposito del suo nome, il suo scopritore William
Herschel voleva chiamarlo Giorgio in onore del re di Inghilterra, ma
poi prevalse la scelta di un nome mitologico per avere una certa
continuità con i nomi degli altri pianeti, infatti Urano
è il padre di Saturno e il nonno di Giove.
Nettuno- Nettuno dista dal Sole
4.494 milioni di Km. Gira intorno al
Sole in 165 anni terrestri, gira sul proprio asse in circa 16 ore per
questo è molto meno schiacciato degli altri pianeti (Giove,
Saturno, Urano). Su Nettuno predominano temperature ancora più
basse – 230°C, pensate che ad arrivare allo zero assoluto mancano
solo 43° infatti al di sotto dei 273°C non si può
arrivare perché fisicamente è impossibile , dovete sapere
che è molto facile arrivare a delle temperature altissime come
milioni di gradi (Interno delle stelle) col movimento delle molecole,
che vibrando più o meno fanno salire o scendere la temperatura ,
viceversa quando le molecole rallentano molto la loro vibrazione, la
temperatura scende, al punto che a –273°C le molecole si fermano e
più oltre non si può andare e questo è lo zero
assoluto. Ma torniamo al nostro pianeta , Nettuno ha una grande macchia
tempestosa in superficie che è grande quasi tre volte la Terra,
pensate che il vento di questo uragano supera i 2000 Km orari . Ma
questa non è la sola cosa strana di questo pianeta, infatti non
si capisce come mai butti fuori da questo uragano una fonte di calore,
forse ha una caldaia interna che è probabilmente il motore di
questa tempesta in superficie. Nettuno ha due lune: Tritone e Nereide,
la prima ha un diametro di 5000 Km l’altra è assai più
piccola, ma tutte e due molto fredde con temperature basse che
raggiungono i -220° C.
Plutone- Plutone dista dal Sole
5.900 milioni di Km. Gira intorno al
Sole in 428 anni terrestri, gira sul proprio asse in 6 giorni e 4 ore.
Il diametro di questo pianeta che è il più piccolo del
sistema solare è di 2300 Km all’equatore. Scoperto nel 1930 da
Clyde Tombaugh, Plutone anche nei telescopi più potenti appare
come un minuscolo puntino luminoso, è talmente lontano che la
luce del Sole è un millesimo di quella che riceviamo noi. Anche
su questo pianeta dimora un freddo intenso 220° C sotto lo zero. Lo
coprono ghiacciai di metano e attorno a questo pianeta è stata
scoperta una sottile atmosfera forse evaporazione di metano, infatti
siccome l’orbita di questo pianeta è molto disassata rispetto
all’orbita degli altri pianeti ed è molto ellittica, ad un
certo punto Plutone riesce a passare più vicino al Sole di
Nettuno.Anche Plutone ha una sua luna che si chiama Caronte, anche esso
è coperto di ghiacco d’acqua dal momento che questo satellite
è troppo piccolo per aver conservato del metano. Siamo infine
giunti ai confini del sistema solare, altre esplorazioni ci attendono
al di fuori di esso, rimanete con noi, ne parleremo ancora nelle
prossime uscite del giornalino.
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La citta' di
stelle: La Galassia
Abbiamo lasciato alle nostre spalle il nostro
sistema solare
e stiamo
viaggiando verso la stella più vicina, che è ben visibile
anche ad occhio nudo dalla Terra, è Alfa centauri, la quale
è una stella multipla, cioè un sistema formato da
più stelle. La più vicina è Proxima Centauri, la
distanza da questa stella anche se si tratta come abbiamo detto la
più vicina, è di 4,3 anni luce, il che vuol dire che la
sua luce viaggiando a 300 mila chilometri al secondo impiega più
di quattro anni ad arrivare fino a noi. Per avere un idea della
distanza che ci separa da questa stella riduciamo le dimensioni in
proporzione, facciamo finta che la Terra sia una pallina di 1
centimetro di diametro, la Luna si troverebbe a trenta centimetri,
invece Alfa Centauri si troverebbe a 40 mila chilometri. Questa
è la stella più vicina, immaginate tante altre che si
trovano 100, 1000, 10mila, 30mila volte più distanti! Ma andiamo
ancora avanti, vediamo che da tutte le parti ci sono tantissime stelle,
in certi punti ci sono più addensamenti, ne vediamo
migliaia, milioni eppure siamo solo all’interno della Via Lattea
(questo è il nome della nostra Galassia) le stelle che vediamo
in essa sono solo una parte infinitesimale dell’Universo.
Vi ricordate che la velocità della luce è di 300mila
chilometri al secondo, ebbene se noi potessimo viaggiare aggrappati ad
un raggio di luce, a quella velocità dentro alla nostra galassia
impiegheremmo 100mila anni ad attraversarla diametralmente, infatti le
dimensioni della Via Lattea sono di 100mila anni luce. In effetti
queste cifre fanno venire il capogiro, ma ripeto siamo solo dentro alla
nostra Galassia, quando varcheremo i confini di questa città di
stelle le misure saranno ben altre ve ne accorgerete. Ma
rimaniamo ancora dentro questa isola, le stelle che noi vediamo in essa
che numero saranno? Ebbene sono state calcolate in via teorica la
bellezza di 200miliardi di stelle che la popolano. Tutte queste stelle
sono tenute insieme in questa isola galattica , dalla forza di
gravità la quale è maggiore quanto più ci
avviciniamo al centro, nel quale sembra che ci sia attivo un enorme
buco nero che divora continuamente gas, polveri e stelle vecchie. A
causa di ciò si ha l’emissione di radiazioni ad alta energia da
parte di questi materiali mentre cadono nel buco nero.
Ma vediamo la
forma della nostra Galassia , abbiamo detto che ha la
forma di una spirale, con dei bracci i quali formano delle lunghe scie
, la densità maggiore di stelle è al centro e via via si
dirada verso l’esterno, a tre quinti della distanza tra centro e bordo
c’è il nostro sistema solare, ed ora guardiamola dal di fuori e
di profilo, essa può essere paragonata ad un uovo fritto,
il centro è una sfera schiacciata di stelle , mentre molte altre
stelle sono situate in un disco sottile che lo circonda (proprio come
nell’uovo fritto, dove abbiamo il tuorlo al centro bello rotondo ed il
bianco più piatto che lo circonda). Inoltre la galassia ruota in
circa 220milioni di anni e con essa il nostro Sole e la nostra
piccolissima Terra, ma oltre a ruotare intorno al proprio centro essa
divora lo spazio alla velocità di 300 chilometri al secondo. In
conclusione abbiamo visto che le distanze alle quali siamo abituati nel
nostro sistema solare sono un inezia, quando si parla di distanze nella
nostra galassia, e queste ultime sono poca cosa quando parleremo
dell’Universo più in generale, dove le distanze saranno quasi
infinite e il numero delle galassie diverrà enorme, infatti su
alcuni manuali di Astronomia si asserisce che nell’Universo si possono
vedere almeno 10miliardi di galassie, ognuna delle quali contiene in
media 100miliardi di stelle. Per il momento soffermiamoci e riflettiamo
su quanto sopra detto, avremo modo di riparlarne ancora nelle prossime
puntate di questa affascinante materia.
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In viaggio
nello spazio extragalattico
Nel
precedente capitolo ci siamo lasciati mentre viaggiavamo col
pensiero nella nostra galassia (la Via Lattea). Ci muoviamo a
grande velocità tra le stelle, la visione di tutto questo
è meravigliosa, sembra di stare nel mezzo di un grande tappeto
di velluto blu tempestato di diamanti. Ed ecco che siamo usciti dalla
nostra galassia, siamo nel vuoto più assoluto e desolato, ci
siamo lasciati alle spalle la città delle stelle (la Via Lattea)
vedia mo in lontananza ancora
tante luci che a noi paiono
stelle, ma non
facciamoci ingannare, queste non sono stelle ma sono galassie, ne
vediamo migliaia , milioni e per ciascuna di esse pensiamo che ci
saranno in media nel suo interno decine o centinaia di miliardi di
stelle.Uno dei vicini più prossimi della Galassia è la Grande Nube di Magellano,
una galassia alquanto piccola, distante
170mila anni luce, vicino ad essa la Piccola Nube di Magellano, una
galassia più piccola con stelle più giovani che
nell’altra, ad una distanza di 200mila anni luce da noi. Ci stiamo
avvicinando con grande rapidità ad un’altra galassia che sembra
poco più lontana
delle due Nubi di Magellano: è la
galassia di Andromeda simile alla nostra Via Lattea, ed è quella
più visibile ad occhio nudo dalla Terra: dista “solo” 2 milioni
di anni luce! Ricordiamoci che la luce viaggia a 300mila Km al secondo,
quindi la luce che parte da Andromeda impiega 2milioni di anni per
arrivare fino a noi, e la luce che noi vediamo in questo momento dalla
Terra è la luce che è partita ben 2miloni di anni fa. La
forma di Andromeda è a spirale, i bracci esterni sono allungati,
questo vuol dire che c’è una rotazione da parte di essa.
Abbiamo
detto che Andromeda è simile alla nostra galassia, quindi
è come se noi ci specchiassimo in essa. La differenza è
che Andromeda è tre volte più grande della Via Lattea e
quindi si pensa che contenga circa 300miliardi di stelle di vario tipo
e grandezza (la nostra ne contiene “solo” 100miliardi). Le galassie
sono di varie forme: a spirale, ellittiche, barrate, a disco e di varie
forme irregolari. Abbiamo affermato che nell’Universo tutto è in
movimento, quindi esiste anche la possibilità di qualche
incidente stradale nel cosmo. Infatti ci sono molte possibilità
di collisioni fra le galassie, questi eventi sono colossali e prevedono
immensi sconvolgimenti durante queste collisioni, dipende anche se la
collisione è periferica o frontale, nel primo caso si ha la
perdita di alcune stelle periferiche che vengono risucchiate da
titanici campi gravitazionali. Nel secondo caso le conseguenze sono
molto più gravi, se le due galassie sono a spirale , i loro
dischi gassosi vengono scaraventati nello spazio dalla violenza
dell’urto. Le due galassie si fondono per formarne una più
massiccia e luminosa che
ormai priva di materia gassosa si trasforma in
una galassia ellittica. Questo è il destino della Via Lattea :
Andromeda la urterà tra 3,7 miliardi di anni. Fortunatamente non
assisteremo a questo
titanico evento che facciamo
fatica appena ad
immaginare.
L’Universo ha anche una sua struttura, le galassie si
raggruppano in comunità. La Via Lattea fa parte del “gruppo
locale”, che
comprende anche la galass ia di Andromeda e una
quindicina
di galassie nane, tra cui le due Nubi
di Magellano. Questi gruppi di
galassie si estendono
su una distanza di 13 milioni di anni luce, e
contengono migliaia
di miliardi di soli. Ma facciamo alcune proporzioni
in modo da poter capire le
dimensioni di questi
gruppi. Le galassie
sono le case del cosmo, i gruppi equivalgono ai paesi. Vengono poi le
città cioè
gli ammassi di galassie chiamati Cluster e
sono diverse migliaia, si
estendono circa 60 milioni di anni luce e
contengono varie centinaia di migliaia di miliardi di soli. Gli ammassi
si raggruppano a sua volta in entità più grandi, i
superammassi. Si estendono
per centinaia di migliaia
di milioni di anni
luce e ospitano milioni di miliardi di soli. Anche il nostro gruppo
locale fa parte
del
superammasso locale centrato attorno all’ammasso
della Vergine, la quale sta precipitando insieme ai superammassi del
Centauro e dell’Idra verso il “Grande Attrattore”. Per il momento
fermiamoci a questo punto per riflettere su queste proporzioni fino ad
ora osservate, che ci fanno capire quanto sono immense queste strutture
e quanto ancora la scienza dovrà lavorare per
scoprire i
confini estremi
dell’Universo.
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Esistono altri sistem i
solari?
La
possibilità che esistano altre stelle con sistemi
solari
planetari in formazione o già formati, ha interessato e
incuriosito gran parte dell’opinione pubblica. I dibattiti sulla loro
esistenza sono stati influenzati dalla formazione del nostro sistema
solare. Prove della possibile esistenza di altri sistemi planetari sono
stati forniti da studi su osservazioni della stella di Barnard, questa
quando attraversa il cielo “oscilla”. Questa oscillazione è
quella che ci si potrebbe aspettare se la stella fosse nell’orbita di
due pianeti della grandezza all’incirca di Giove. La stella di Barnard
non è un caso isolato, un'altra stella vicina, detta “Epsilon
Eridani” si comporta in un modo analogo alla Barnard. Come abbiamo
detto l’oscillazione nel moto della stella di Barnard fa pensare alla
presenza di compagne invisibili le quali per via della loro forza di
gravità influiscono sulla traiettoria della stella. Del resto
anche il nostro Sole risente in minima parte dell’influenza dei
pianeti, che gli orbitano intorno, per cui si sposta impercettibilmente
dal suo baricentro. Naturalmente non tutti gli astronomi sono concordi
nell’affermare che deviazioni da una traiettoria rettilinea nello
spazio siano reali e che siano causati da pianeti orbitanti attorno
alla stella.
Naturalmente
questi dubbi possono essere legittimi dal
momento che questi supposti pianeti non si vedono dato la grande
distanza che ci separa e della scarsa luminosità che loro
riflettono. Mentre la stell a si
vede perché ha una
luminosità propria,
addirittura la stella Vega (Alfa Lyrae),
è una stella bianca con una luminosità 60 volte quella
del Sole, gli eventuali pianeti
orbitanti non essendo dotati di
luminosità propria, ma di luminosità riflessa non
riescono a splendere come la stella, quindi non potranno mai essere
visti, neppure con
i più potenti telescopi immessi nello spazio
(Hubble). Quindi è logico che ci dovremo per il momento
accontentare di queste manifestazioni del comportamento di queste
stelle.
Un altro
fenomeno che è stato osservato negli ultimi anni
è quello dei sistemi solari in via di formazione , infatti
esiste tuttavia, un’altro gruppo di corpi celesti che probabilmente
possiedono sistemi solari in via di formazione. Si tratta delle stelle
T Tauri , che prendono il nome da un esempio tipico individuato nella
costellazione del Toro. Sono stelle giovanissime con pochi milioni di
anni di esistenza, che si avvicinano allo stadio della sequenza
principale dei loro cicli di vita, variando perciò
irregolarmente in luminosità. Queste stelle che come abbiamo
detto sono giovanissime, anche se hanno sulle spalle milioni di
anni (ricordiamoci che la vita media di una stella come il nostro
Sole è di 10miliardi di anni) hanno delle radiazioni su varie
lunghezze d’onda , quindi sembra che siano circondate da dischi
piuttosto piatti di materiale, con masse simili al nostro sistema
solare. La prova di tutto questo è stata avvallata dalle
osservazioni del satellite IRAS il quale ci ha mostrato tramite la
lunghezza d’onda sull’infrarosso: la s tella Beta Pictoris,
lontana solo
78 anni luce, la quale sul margine ha un disco di gas e polveri
distante dalla stella 100miliardi di Km, inoltre la sua luce è
bloccata da una maschera nera al centro, segno evidente di
concentrazioni di polveri e quindi di pianeti in formazione . In
conclusione fra i sistemi solari già formati e quelli in
formazione potrebbe darsi che alla fine potremmo non essere soli
nell’Universo. Consideriamo il fatto che non è detto che sui
pianeti nei lontani sistemi solari ci sia la vita come noi la
intendiamo, ma ci potrebbe essere uno stato primitivo di vita
consistente in batteri, o addirittura più sviluppato della
nostra civiltà. Ma questo date le enormi distanze (forse) non si
potrà mai
sapere.
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La nascita, la
vita e
la morte delle stelle
Le nebulose sono specie di fiocchi di
nebbia biancastra
luminosa, sono
fatte di polveri e gas in grande abbondanza, la materia di cui sono
formate costituisce
materiale per la nascita delle stelle, infatti
molto spesso vengono chiamate le culle delle stelle. La nebulosa di
Orione è molto spettacolare perché
è un insieme di
nubi luminose e oscure, la più celebre nebulosa oscura è
la “Testa di cavallo”, così chiamata per la sua forma
caratteristica. Una nebulosa che sia sufficientemente densa è
destinata a formare stelle. Inizia così a contrarsi e nelle zone
di maggiore concentrazione cominciano a formarsi dei globuli detti di
“Bok”. Il collasso dei gas scalda i nuclei dei globuli formando
protostelle. Queste diventano vere stelle quando hanno inizio le
reazioni nucleari. Ma torniamo alla fase iniziale della nascita della
stella, con il tempo la situazione del nucleo della protostella si fa
critica, le enormi pressioni nel nucleo fanno aumentare la
densità di miliardi di volte, la temperatura supera i dieci
milioni di gradi iniziano così le reazioni nucleari. I nuclei di
idrogeno compressi gli uni contro gli altri si fondono formando nuclei
di elio, la protostella diviene una vera stella. Con la sua luce e il
suo calore la stella neonata scaglia lontano le nubi di gas e polveri,
rendendosi visibile con il suo splendore.
I cicli vitali
delle stelle sono determinati da reazioni nucleari e dal
colore della stella stessa. Le stelle di colore azzurro hanno
temperature altissime, anche di 25mila gradi e sono stelle giovani, le
gialle come il nostro Sole hanno temperature di 6000 gradi, le stelle
rosse invece hanno temperature inferiori ai 3500gradi. La durata della
vita di una stella dipende dalla massa e dalla posizione della
sequenza, infatti quando la stella si stabilizza si dice che è
entrata nella sequenza principale, tale stato ha una durata
dovuta alla massa della stella, una nana rossa poco luminosa si
evolve così lentamente che occorrono 200miliardi di anni prima
che lasci la sequenza principale ed inizi la sua fine, il nostro Sole
ne esce in 10miliardi di anni. Mentre per una stella di massa pari a 5
volte quella del Sole basteranno circa 70 milioni di anni.
La fine
di alcune stelle è drammatica, polverizzate da
esplosioni apocalittiche . Altre invece scompaiono tranquillamente alla
vista.Quali fattori determinano una morte piuttosto che l’altra? La
stella lascia la sequenza principale quando è invecchiata
cioè quando ha finito la sua scorta di idrogeno e incomincia a
bruciare l’elio,inizia così a gonfiarsi, diventando una gigante
rossa, se è di massa più grande una supergigante. Con il
tempo inizia a scagliare nello spazio gli strati più esterni,
è il segno della fine imminente. A questo punto l’involucro
esterno della stella è già stato espulso nello spazio,
rimane esposto il nucleo caldo che splende di luce bianca. La
contrazione della materia per effetto della fortissima forza di
gravità ha raggiunto una densità tale che il suo peso
è di circa
1 tonnellata per centimetro cubo. Questo vale per
qualsiasi stella di massa
fino al 40% superiore a quella del Sole. Se
la stella lo supera, la temperatura raggiunta nel nucleo
sarà più elevata e quindi ci sarà un nu ovo
collasso che porterà il nucleo ad una contrazione ancora
più forte
della precedente, e quindi si formerà una
stella di neutroni, la cui materia avrà una densità in
cui una cucchiaiata di questa materia peserebbe un miliardo di tonnellate. Ma non
è finita, se la stella ha una massa superiore
a cinque volte la massa solare, la forza di gravità sarà
talm |